Andria: allarmismo inutile su un “boato nella notte”, un caso di psicosi

L’ennesimo boato percepito da parte della popolazione ha causato un vero e proprio episodio di psicosi scaturito dai recenti episodi criminosi:

il rumore di un tonfo, forse di un grosso petardo se non il rumore causato da qualcos’altro, sarebbe stato distintamente sentito da alcuni cittadini che hanno provveduto a riferire ad altri concittadini anche sui social, tanto quanto basta per scatenare paura e confusione tra la popolazione. Si è temuto il peggio ma alla fine non è stato constatato ne alcun episodio criminale e neppure danni a cose e/o a persone. In pratica, si è manifestato un vero e proprio caso di psicosi, evidentemente portato avanti da un clima non facile che è andato ad alimentarsi dopo la serie di agguati avvenuti di recente in alcune zone della città federiciana:

 La criminalità ha lasciato il segno anche così, attraverso un fenomeno di apprensione, timore, paura, individuale o collettiva, che assume aspetti quasi morbosi. Già nei giorni scorsi avevamo parlato di questo in un precedente post dove riportavamo della lettera di una giovane cittadina andriese vittima di attacchi panico. In questo periodo storico è dunque importante che, agli interventi delle forze dell’ordine nei casi criminosi, si affianchino atteggiamenti responsabili dei cittadini, finalizzati ad evitare la diffusione di notizie inesatte o non veritiere. Ricordiamo che il Dispositivo dell’art. 658 Codice penale prevede che “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità (1), o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio [358] (2), è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da dieci euro a cinquecentosedici euro”.

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