Andria, approvato il bilancio 2019: meno spese, razionalizzazione utenze e gestione servizi, recupero entrate. Attesa per risorse Fondo di rotazione

Approvato in via definitiva dal Commissario Straordinario, dott. Gaetano Tufariello, il Bilancio di Previsione Finanziario per il triennio 2019/2021, con le deliberazioni n. 6 e 7 del 19 luglio. Munito del parere favorevole dei Revisori dei Conti, il provvedimento tiene conto di tre coordinate fondamentali: il rispetto degli equilibri di bilancio ed i conseguenti vincoli di finanza pubblica, nonché l’attendibilità delle entrate e la coerenza e congruità della spesa.

Ciò consentirà di avviare, con estrema urgenza, i provvedimenti necessari da un lato all’acquisizione delle risorse necessarie alla gestione dei servizi dell’Ente e dall’altro di dare corpo alle azioni necessarie per dare forza e contenuto al Piano di riequilibrio pluriennale, approvato a fine 2018, e tuttora in attesa dell’omologazione da parte del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti.

Ad oggi l’acconto di circa 15 milioni di euro del fondo rotativo, non risulta ancora accreditato, sebbene i tempi siano maturi. Il Bilancio è stato deliberato in pareggio tra entrate e spese le quali ammontano complessivamente ad oltre 232,5 milioni di euro, in riduzione rispetto al passato. Anche le previsioni di cassa si riducono conseguentemente con riduzione degli interessi passivi sulle anticipazioni del Tesoriere dell’Ente.

Le spese di funzionamento si riducono di circa 6 milioni per il primo anno, per attestarsi a regime con una riduzione di oltre 12 milioni di euro. Ciò si è reso necessario anche in relazione alle riduzione delle previsioni di entrate di natura tributaria (in particolare IMU/TASI) che insieme alla TARI, coprono circa l’85% della spesa di funzionamento, mentre una minima parte è coperta da entrate extra tributarie (servizi e gestione di beni). In generale per le spese di funzionamento, restano confermate quelle “contrattualizzata e previste ex legge”, mentre quella “non contrattualizzata” si riduce conseguentemente alla contrazione delle previsioni di entrata.

Inevitabilmente hanno subito riduzioni anche le voci di spesa legate a cultura, socio sanitario, pubblica istruzione, ecc. In materia di igiene urbana, stante la scadenza del contratto in essere, è stata avviata urgentemente la procedura di selezione del nuovo gestore attraverso una “gara ponte” a parità di costi. Per la gestione del servizio di mensa scolastica sono stati confermati gli indirizzi per la gestione in “concessione”, senza maggiori oneri a carico del bilancio dell’Ente, rimodulando la previsioni di entrata 2019 sovrastimata.

La spesa per il personale comunale prevista in bilancio ammonta complessivamente ad euro 15.219.528,14 (macroaggregati 101 e 102). Il tetto di spesa previsto dall’art.1, co. 557, Legge n. 296/2006, è pari ad Euro 13.584.628,17= al netto delle spese escluse pari ad € 891.503.70. Vi è, dunque, il pieno rispetto fissato dal limite previsto per legge, fissato nella media del triennio 2011-2013, che è pari ad euro 17.325.953,66.

Con il piano triennale programmato, sarà consentito avviare le procedure di acquisizione delle risorse umane necessarie a colmare i vuoti di organico già registrati e quelli in corso per i settori strategici ( tributi, ragioneria, patrimonio, manutenzioni, ambiente). Confermati anche i contributi statali e regionali riducendo, ove possibile, la quota di cofinanziamento a carico dall’Ente, il che renderà necessario rivisitare le tariffe. Le spese per la manutenzione ordinaria (strade, utenze, segnaletica, patrimonio, ecc.) è finanziata, come imposto dal PRFP, per buona parte (circa 2 milioni di euro) attraverso la destinazione dei proventi per il rilascio dei permessi di costruire. Per la gestione delle utenze (idriche, fognarie, energetiche, telefoniche e della pubblica illuminazione) sono stati forniti indirizzi per l’avvio di procedure di verifica contrattuale e razionalizzazione delle stesse.

Le spese di investimento ammontano a circa 9 milioni di euro e risultano finanziate, quasi esclusivamente, da entrate in conto capitale derivanti da contributi dello Stato e/o Regione; il Fondo rischi crediti di dubbia esigibilità è stato calcolato, per il 2019, in circa 10,5 milioni di euro;il Fondo rischi contenziosi è stato stimato per il triennio 2019/2021 in circa 523 mila euro, mentre per quelli pregressi al 31/12/2018, risulta stimato per circa 3,5 milioni, con accantonamento nel rendiconto 2018 in corso di elaborazione. In Bilancio è stata “sterilizzata”, rispetto al precedente bilancio, la previsione di entrata di oltre 2,5 milioni di euro in relazione al contenzioso attivato dal Comune di Andria per la richiesta di rimborso di trasferimenti erariali (sentenza CdS n. 1291/20159) attraverso la costituzione, parte spesa, di un fondo rischi di pari importo.

Con ciò evitando la generazione di spese “non coperte” da effettive entrate. Ciò consentirà, qualora giuridicamente accertata, di migliorare il risultato di amministrazione e la connessa liquidità. A garanzia delle “passività potenziali” emerse ed in corso di istruttoria, è stato quantificato un fondo di oltre 8 milioni, accantonato nel risultato di amministrazione del rendiconto 2018 in corso di elaborazione. L’indebitamento bancario residuo (mutui e prestiti) ammonta ad oltre 72 milioni, con un peso annuo di rimborso sul nostro bilancio di oltre 7 milioni; il finanziamento del deficit di liquidità stimato in oltre 60 milioni, comporta riflessi negativi sul bilancio che per il 2019 ammontano ad oltre 800 mila euro, mentre sale vertiginosamente per le annualità successive, attestandosi ad oltre 3 milioni. Il recupero del disavanzo di amministrazione, formatosi nel tempo (riaccertamento straordinario 2015, riaccertamento ordinario 2016 e riaccertamento straordinario da PRFP 2019), ammonta a circa 86 milioni di euro. Ciò comporta un peso annuo considerevole ripartito nel tempo. Per il 2019 è pari a 4,4 milioni. Sul fronte delle entrate tributarie sono state confermate le aliquote di legge, stante la situazione finanziaria dell’Ente. Le previsioni di entrata sono state ridotte in relazione alla reale stima che per le imposte in autoliquidazione (IMU/TASI) è la effettiva riscossione avvenuta nell’anno precedente.

Per la Tari è stata prevista la copertura integrale del costo del servizio di igiene cittadina che ammonta annualmente a oltre 17 milioni di euro annui. Per i tributi minori (ICP, DPA e TOSAP) il loro apporto risulta modesto per circa 800 mila euro. A tal fine risulterà utile la definitiva approvazione del nuovo regolamento dei c.d. “Dehors” con la deliberazione di C.S. n. 3 del 01/07/2019.

Le entrate da recupero evasione sono state confermate in oltre 4,4 nel 2019 e per 2,4 nelle annualità successive. In particolare per l’IMU/TASI sono previste le attività di controllo in relazione alle annualità 2014 e 2015. Le attività di controllo degli avvisi di pagamento TARI emessi dal 2014 e successivi, hanno fatto emergere un “non riscosso” per oltre 3,5 milioni annui, pertanto, sono stati forniti precisi indirizzi agli uffici competenti per attivare e concludere le procedure di riscossione e ingiunzione fiscale. Ciò determinerà un consistente miglioramento della liquidità dell’Ente.

Con il Bilancio 2019 si è inteso ottemperare anche alla sentenza TAR Puglia n. 397/2018 la quale ha dichiarato l’efficacia intertemporale delle tariffe e aliquote tributarie approvate nell’anno 2015. Ciò ha comportato la previsione di risorse per IMU, TASI e TARI, volte a garantire ai contribuenti interessati i conguagli debito/credito e/o rimborsi per l’annualità 2015. La previsione di entrata da violazione al codice della strada è stata stimata in 2,8 milioni di euro. La gestione dei servizi a domanda individuale e dei servizi diversi, con una copertura dei costi del 36% come previsto dalla normativa, obbliga, per provocare un minore impatto sul bilancio, ad una loro rivisitazione in ordine alla gestione degli impianti sportivi, del mercato ortofrutticolo e dell’asilo nido, i cui costi di gestione sono coperti in minima parte dagli utenti attraverso le tariffe stabilite con il piano di riequilibrio.

Con il Piano delle alienazioni poi si cerca di “sollevare” l’Ente dai costi di gestione del patrimonio immobiliare, nonché ridurre l’indebitamento dell’ente attraverso la estinzione di residui mutui ancora in corso. La previsione di oltre 3,7 milioni di euro. Ciò ha comportato per il 2019 la rideterminazione degli stanziamenti relativi ad interessi e quota capitale che risultavano già beneficiare della estinzione non ancora avvenuta. Gli effetti saranno registrati solo dopo la concreta alienazione. Per gli organismi strumentali e societari sono stati approvati i relativi bilanci chiusi al 31/12/2018. Per Andria Multiservice, sono in corso le procedure di selezione della nuova governance societaria e del nuovo organismo di controllo.