Andria: aumentare le tasse per il riequilibrio finanziario? Meglio di no per evitare la fuga di capitale in comuni meno “cari”

Il Governo guidato da Mario Draghi potrebbe salvare Andria dal rischio di dissesto finanziario attraverso alcuni articoli introdotti dal nuovo decreto approvato in Consiglio dei Ministri ma ad alcune condizioni:

Come riportato anche da fonti telematiche, il decreto Aiuti approvato lunedì in Consiglio dei ministri interviene ora per superare questa divisione fra una serie A delle crisi, occupata dalle grandi città e oggetto di attenzione governativa, e una serie B priva di questo cappello. Si tratta nello specifico di 30 milioni di euro per il 2022 e 15 milioni di euro per il 2023 finalizzati a favorire il riequilibrio finanziario delle Province e delle Città Metropolitane (tra cui Andria e Lecce) in procedura di riequilibrio o in dissesto finanziario. A questo, si aggiungono poi 170 milioni in favore dei comuni per la stessa causa. Mentre Andria ha ottenuto dal Ministero dell’Interno l’approvazione del Piano riequilibrio finanziario pluriennale, c’è attesa per il Decreto governativo – in fase di analisi per approvazione definitiva – che dovrebbe essere confermato dall’esecutivo:

Il decreto prevede una disposizione che permette ai Comuni di utilizzare l’avanzo del bilancio 2021 per far quadrare il preventivo 2022 con possibile aumento dell’Irpef comunale più alta, di almeno lo 0,2 per cento. Inoltre, il Decreto Aiuti stanzierebbe 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 2024 destinati alle Province, alle Città metropolitane, alle Regioni a statuto ordinario e ad alcune Regioni a statuto speciale che hanno subito una riduzione del gettito dell’Imposta provinciale di trascrizione (IPT) o RC auto. Fa discutere invece l’ipotesi dell’aumento delle tasse (con il rischio di fuga di capitali in comuni meno “cari”) che potrebbe essere introdotto dai comuni interessati dalle manovre finanziarie, così come anche la possibile razionalizzazione delle partecipate e persino una possibile gestione “rivista” degli eventuali fondi del PNRR di cui città come Andria potrebbero usufruire a breve. Si tratta comunque di situazioni ipotetiche che possono interessare potenzialmente tutti i comuni e le città soggetti a questo genere di situazioni: spetterà alla politica andriese confermare o smentire simili provvedimenti che, qualora approvati, ricadrebbero inevitabilmente sulla vita quotidiana dei cittadini e dei servizi ad essi dedicati.

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