Andria: automobilisti continuano a parcheggiare sulla “pista ciclabile”. Lo smog che uccide due volte (tumori e inciviltà)

Si, lo sappiamo, inutile ribadire nuovamente il concetto che quella in viale Gramsci più che una pista ciclabile rappresenta due strisce bianche colate sul marciapiedi e poco più, ma in attesa di una vera e propria pista in grado di collegarsi degnamente con quella già presente in Corso Cavour, stavolta la critica non va all’amministrazione comunale che sicuramente può e deve fare di più, ma a quei cittadini che, ancora una volta, parcheggiano li dove non dovrebbero.

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Parcheggi selvaggi, a tratti imbarazzanti che, come già ripetutamente segnalato dalla nostra redazione grazie ai nostri concittadini più sensibili, non regalano alla nostra città l’immagine di una comunità civile ed evoluta e che, anzi, la fanno cadere nell’abisso di un mondo che forse nemmeno il medioevo potrebbe ricevere il paragone di “epoca buia“, oscura e vittima dell’ignoranza degli abitanti del luogo. Ovviamente non ci riferiamo a tutti, ma a chi ancora oggi, nel 2018, si ostina a far del male a chi, coraggiosamente, preferisce utilizzare la bicicletta al posto dell’automobile in città.

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Utilizzare la bici, oltre ad evitare inutili congestionamenti del traffico veicolare, aiuta a star bene fisicamente perché contribuisce al corretto allenamento del corpo e dunque ad una miglioria generale alla circolazione sanguigna dell’individuo. Al contempo, ci aiuta ad evitare le emissioni di gas inquinanti che, oltre a causare il famigerato effetto serra, aumentano la probabilità di malattie di tipo neoplastico (tumori) nel nostro organismo. Non a caso, proprio negli ultimi giorni la nostra redazione ha volutamente dato risalto ai preoccupanti dati emersi dagli ultimi monitoraggi dell’Arpa Puglia nella nostra città:  grazie alla centralina sita in via Vaccina, ha registrato due sforamenti differenti negli ultimi giorni: PM10 e PM2.  Circa il 60% dei PM10 è composto da particelle più piccole, dette PM2,5, le quali sono capaci di raggiungere in 30 giorni le porzioni alveolari dei polmoni.

È costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide denominato in gergo tecnico aerosol: esso, infatti, è un insieme di particolati, ovvero particelle solide e liquide disperse nell’aria con dimensioni relativamente piccole. Queste particelle presenti nell’atmosfera sono indicate con molti nomi comuni: polvere e fuliggine per quelle solide, caligine e nebbia per quelle liquide. Secondo ricerche sperimentali su pazienti di città USA e a Milano: il particolato riduce l’aspettativa di vita di 1-2 anni e in particolare di 0,77 anni ogni 10 µg/m³ di PM2,5; il PM10 aumenta l’asma tutto l’anno e le bronchiti in inverno (a causa degli idrocarburi policiclici aromatici); il PM2,5 è un probabile fattore di rischio per l’insorgenza di tumori.

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Oltre a questo, ad Andria vi è un aggravante: i motori a diesel.  Il diesel causa ancora 10mila morti in Europa e, manipolati dai produttori per farli apparire sulla carta più ecologici di quanto siano (lo scandalo conosciuto come Dieselgate), sono responsabili di circa 5mila morti all’anno a causa dell’inquinamento atmosferico da loro prodotto. L’Italia è l’hotspot europeo per l’inquinamento da ossidi di azoto e particelle fini. Utilizzare la bicicletta al posto dell’auto in città è quindi un investimento: si risparmia tempo, denaro e anche le medicine. Alcuni cittadini andriesi l’hanno capito, ma purtroppo troppe volte sono costretti a subire ingiustizie come quelle segnalate da un cittadino nei giorni scorsi, documentate anche con alcuni scatti fotografici ricevuti in redazione  (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). Le foto:

altro esempio di civiltà ed offesa ai cittadini puliti e sensibili all’ambiente in cui viviamo:

ed infine, ciliegina sulla torta:

Uno smog che quindi uccide due volte: per i tumori correlati direttamente o indirettamente ad esso e per via di un’idea, quella della bicicletta come strumento alternativo e sostenibile, uccisa dalla prepotenza e dall’ignoranza. Insomma, siamo alle solite: ad Andria c’è ancora una fetta di cittadini, ancora troppo grande, che si ostina ad assumere un atteggiamento presuntuoso ed irregolare nei confronti di pedoni e ciclisti e se da un lato possiamo lamentarci di multe e controlli insufficienti, dall’altra parte non possiamo fare altro che renderci conto dell’ignoranza dilagante mascherata da progresso del consumismo sfrenato che giustifica un triste e moderno “morte tuavita mia” e che pochi o nessun cittadino fa nulla per sensibilizzare il prossimo.

Come al solito, vogliamo sollecitare chi di dovere ad intensificare i controlli anche attraverso i locali impianti di videosorveglianza. Sarebbe infatti opportuno che, davanti a simili problematiche, possano anche esserci azioni più efficaci al fine da arginare il fenomeno.