Andria: bagni pubblici chiusi al Monumento ai Caduti

“Chiss kum l’aggirn aksè fan” (“questi fanno come gli pare e piace”). Il commento di un anziano andriese che nelle ultime ore ha tentato di usufruire del servizio igienico offerto dai bagni pubblici nel Parco IV Novembre di Andria, li dove è presente anche lo storico Monumento ai Caduti a sua volta vittima di uno scempio, un rozzo disegno dal simbolo fallico, così come documentato anche dalla foto diffusa da un cittadino nelle ultime ore. Una situazione on più tollerabile che vede l’unione del vandalismo e dei disservizi momentanei. Secondo quanto riportato, infatti, i bagni pubblici del Parco IV Novembre di Andria non sarebbero perennemente chiusi ma piuttosto curiosamente verrebbero aperti “a singhiozzo” solo in alcune circostanze, mentre in altre situazioni, come quella documentata con una foto che riportiamo qui sotto, i bagni restano chiusi.

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Savino Montaruli, Presidente dell’Associazione “Io Ci Sono!” di Andria ha riportato una serie di scatti fotografici che documentano l’insolita chiusura dei bagni pubblici. Una delle foto:

“Stanno prendendo il sopravvento e le denunce,”dichiara Montaruli in un comunicato“le ripetute e reiterate denunce pubbliche da parte dei più significativi ed autorevoli esponenti del mondo associazionistico ne sono la lampante testimonianza così come lo sono le esternazioni quotidiane di cittadini delusi ed esasperati. Dai quartieri cittadini in condizione di estremo degrado passando per la deturpazione dei luoghi simbolo della città come la Cattedrale o la Biblioteca diocesana, con la denuncia di ripetuti atti vandalici, atti osceni e situazioni di degrado irripetibili, la città di Federico sembra essere stata consegnata nelle mani di vandali ed incoscienti. Anche la Chiesa lo ha capito ed ha capito che deve compromettersi ed ecco che qualche timido segnale comincia a giungere anche da qualche prete di quartiere che tenta di esternare tutto il suo dolore e la rabbia di fronte a tanta incuria e degrado. Un degrado urbano che investe l’intero territorio cittadino, come testimoniato dalla cronaca locale quotidiana. Un’incapacità di porre un freno all’arroganza di balordi ma anche un’incapacità istituzionale di affrontare il problema. Esempio lampante di quanto le azioni o peggio le non azioni della politica e delle istituzioni locali incidano su tutto ciò è dato proprio in questi giorni da quanto accade nel Parco verde del Monumento ai Caduti, ad Andria.

“Un’inciviltà quasi “accompagnata” dall’inefficienza dell’amministrazione comunale che non è in grado neppure di riparare gli unici tre bagni pubblici presenti in quell’area frequentatissima, soprattutto da giovani,  famiglie ed anziani. Tre bagni pubblici di cui due fuori servizio per non meglio precisate motivazioni ed uno chiuso per atti vandalici. Non sappiamo quali gravissimi danni possano essere stati arrecati ad un bagno pubblico e per quale ragione questi danni non possano essere o non siano stati riparati nell’arco di qualche ora. Sta di fatto che l’interruzione del pubblico servizio si ripete con gravissime ripercussioni sulla loro fruibilità”.

“Di fronte ai balordi che divertono ad imbrattare il Monumento con simboli falici e qualunque altra forma di autoritratto, si assiste all’incapacità di riparare tre bagnetti che pure rappresentano un punto di riferimento igienico importante per l’intera area che ricomprende anche la confinante villa comunale”.

“Non ci sono parole per definire tale inettitudine e sciatteria; non ci sono parole per esternare la rabbia e l’indignazione e questa volta i vandali non sono solo coloro che vivono per strada ma anche coloro che sono nei palazzi della politica locale, dei partiti autoreferenziali ed ormai inesistenti, del mondo della rappresentanza asservito e ammutolito”.

“Sembra ormai che tutto quanto accada ogni giorno nella bella città di Andria non importi a più nessuno e se questo dipenda da stanchezza, da frustrazione, da difficoltà di gestire anche le minime emergenze quotidiane allora tutto ciò non può che alimentare la speranza di un profondo cambiamento ma questo cambiamento deve essere sollecitato e soprattutto guidato e governato perché un’intera classe di soggetti che mai hanno manifestato né interesse né tantomeno amore per questa città sfruttata e spogliata, venga messa da parte perché il suo tempo lo ha fatto abbondantemente ed abbondantemente ha lasciato pessime tracce di quel passaggio cui ancora oggi vorrebbe ancorarsi chissà per quale ultimo, finale colpo di scena. Andria merita di più” – conclude Montaruli.