Andria: cambia il parroco a San Valentino. I residenti: “dopo 16 anni don Giuseppe sempre nei nostri cuori”

don Zingaro benedice il parco con orto sociale di fronte alla chiesa della Parrocchia di San Riccardo

Un giovane prete nel quartiere più difficile della città: sedici anni fa il giovanissimo don Giuseppe Zingaro, appena venticinquenne, subentrava a don Vito Miracapillo a capo della Parrocchia di San Riccardo, nel popoloso Quartiere San Valentino nella periferia andriese. Un avvicendamento inserito in una riorganizzazione generale che fa registrare numerosi spostamenti alla guida delle Parrocchie andriesi. Il ricordo dell’attività di don Giuseppe nelle parole dei residenti e dei due principali, storici, rappresentanti del Comitato di Quartiere, Pietro Carnicelli e Riccardo Anzioso.

Il Presidente Carnicelli così ricorda don Giuseppe: “sin dal primo momento in cui ho conosciuto don Giuseppe ho avvertito un’empatia sincera ed accattivante. La sua giovanissima età, la sua intraprendenza, il suo modo di affrontare una sfida difficilissima, dopo l’avvicendamento con un altro grande, indimenticato parroco qual è stato don Vito Miracapillo e la consapevolezza di dover affrontare sfide difficilissime in un quartiere altrettanto difficile, fecero subito intravedere in don Giuseppe la persona adatta a percorrere quella lunghissima strada che lo ha portato a restare con noi per ben 16 anni. A don Giuseppe riconosco coraggio e abnegazione che vanno al di la, ben al di la del ruolo istituzionale di un prete di periferia. Per essere parroco nel nostro Quartiere serviva un prete con qualità umane eccellenti e soprattutto uno che non guardasse mai l’orologio né avvertisse mai la stanchezza di parlare ai propri parrocchiani. E’ stata proprio questa straordinaria capacità di ascolto a rendere don Giuseppe unico. A nome mio personale e di tutte le migliaia di residenti, dai più anziani ai più giovani, che hanno avuto la fortuna di vivere intensamente questi sedici anni formulo il mio abbraccio e l’augurio di continuare, nel suo nuovo, prestigioso incarico, a dare il meglio di sé, al fianco degli ammalati e di quanti avranno la fortuna di sentirlo vicino”.

Riccardo Anzioso ha aggiunto: “alla mia età di 68 anni credo di averne vissute tante nella mia vita e di aver conosciuto tantissime persone. Proprio per questo sento oggi di esprimere un sincero sentimento di riconoscenza verso don Giuseppe per la sua umanità e carattere. Certo avremmo voluto che fosse stato lui a tagliare i nastri che dopo quarant’anni ancora non vengono tagliati nel nostro quartiere, con opere pubbliche mai completate e servizi ancora oggi inesistenti. Un rammarico che alimenta la delusione verso le istituzioni poco presenti ma circostanza che alimenta ancor di più il ruolo della chiesa, della Parrocchia e di don Giuseppe in questi lunghissimi decenni.”
Anche da parte delle Agenzie educative del territorio giungono sentimenti di ringraziamento e di riconoscenza verso don Giuseppe, in particolare dal personale scolastico della scuola elementare e media presenti nel quartiere e da altri Comitati cittadini, come il Comitato di Quartiere Europa per mezzo del Coordinatore Savino Montaruli, che hanno conosciuto ed apprezzato il durissimo lavoro di don Giuseppe al servizio della Comunità.