Andria: cari candidati, ricordatevi anche del 5G e dell’inquinamento elettromagnetico

Mentre è in fermento l’attività dei vari partiti politici riguardo la campagna elettorale che terminerà nel mese di settembre con l’elezione del nuovo Sindaco di Andria, tra gli argomenti affrontati molteplici cittadini ci chiedono che fine farà la delicata questione dell’inquinamento elettromagnetico vista anche l’imminente ascesa della tanto discussa tecnologia del 5G che a quanto sembra, la sua introduzione in ambito nazionale verrà portata avanti dal Governo guidato dal premier Conte così come ricordato anche da articoli giornalistici telematici. Ma nella città federiciana, spesso soggetta a discussione sulla presenza di antenne della telefonia mobile, cosa ne pensano i candidati? Sino ad ora, popchissimi sono stati gli incontri pubblici sulla delicata tematica. Uno di questi fu organizzato dall’associazione Urban Center di Andria con il consigliere regionale Nino Marmo (oggi candidato Sindaco) e alcuni tecnici del territorio (video qui). Successivamente, alcuni cittadini avevano lanciano una petizione online per chiedere il principio precauzionale anche nella nostra città. E poi? Quale sarà il futuro della città di Andria in merito a questa importante realtà? Negli ultimi giorni, la sezione pugliese di Vox Italia (partito sovranista che vede tra i suoi fondatori anche Diego Fusaro) ha reso noto quanto segue:

“Anche il Comune di Martano è contrario al 5G. Ad oggi sono 43 le amministrazioni comunali in provincia di Lecce che si sono opposte alle sperimentazione del 5G. “Siamo particolarmente grati al sindaco di Martano, Fabio Tarantino dichiarava nei giorni scorsi Giancarlo Vincitorio, esponente regionale di Vox Italia in Puglia – per aver dimostrato concretamente, mediante l’ordinanza emessa a sua firma, di privilegiare l’interesse di tutela sanitaria della popolazione vietando a chiunque la sperimentazione o installazione del 5G sul territorio comunale. Oggi è un grande atto di coraggio opporsi alle forti lobby delle grandi aziende tecnologiche. Il potere economico è tale da fare sembrare oscurantisti e retrogradi chiunque esprima un pensiero di dissenso nei confronti della dittatura del capitalismo tecnologico. Il sindaco di Martano è, assieme ad altri suoi 42 colleghi del Leccese, esempio di resilienza al dilagare del pensiero unico” – il responsabile regionale di Vox Italia – che nei giorni scorsi ha inoltre aggiunto:

“Dopo il flashmob organizzato da Vox Italia a Lecce, domenica 21 giugno in piazza Sant’Oronzo, contro il 5G i cittadini dimostrano una maggiore attenzione a questo problema. Molto dissenso ha suscitato, ad esempio, la recente scoperta della costruzione di una nuova potente antenna in via Torre Mozza del capoluogo leccese. “Bene fanno quindi alcuni sindaci – afferma Vincitorio – ad interpretare e rappresentare, mediante giusti atti amministrativi, questa crescente consapevolezza dei cittadini di ogni rischio derivante dal 5G per la salute umana e l’ambiente. Come noto, numerosi, attendibili e qualificati studi medico-scientifici nazionali ed internazionali attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche, emessi da tecnologie di comunicazione senza fili, con rischi per il sistema neurologico, immunitario, endocrinologici e persino genotossici-tumorali e un aumento di fenomeni di elettrosensibilità nella popolazione. Un documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione europea, affermando come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche” ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli sociosanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G (che rileva gravissime criticità, in parte sconosciute sui problemi di salute e sicurezza dati) confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia 5G. “Nonostante ciò – conclude Vincitorio ci sono anche sindaci, come Carlo Salvemini a Lecce, che dimostrano arroganza nel voler imporre alla città il loro piano del 5G che nel capoluogo prevede l’installazione di potenti antenne e anche più di 350 hotspot con conseguente diffusione e rafforzamento dell’inquinamento elettromagnetico. E nel realizzare i loro intenti tacciono sulle richieste che da me fatte per conoscere la mappa delle 350 strade in cui saranno installati gli hotspot del 5G. Evidentemente il diritto all’informazione, il diritto all’accesso agli atti della pubblica amministrazione per taluni sono capitoli di una storia ancora da studiare” – concludono da Vox Italia. Mentre in Salento i sindaci si stanno muovendo, sarebbe opportuno che anche i candidati Sindaco andriesi possano pubblicamente rivelare una posizione netta su questa tematica, confermandosi eventualemten a favore o contrari a seconda delle loro convinzioni piuttosto che restare nel limbo dell’incertezza cui elettorato è già purtroppo vittima anche in altre tematiche spesso snobbate. Ovviamente, la questione è rivolta a tutti i partiti politici e non a qualcuno in particolare.

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