Andria: che fine ha fatto il “Monumento al Bracciante Agricolo” ?

“Apprendiamo con soddisfazione della decisione della giunta del comune di Andria di accogliere la proposta per l’installazione del monumento dedicato a tutte le vittime degli incidenti sul lavoro, del dovere e del volontariato, presso il rondò insistente nella Piazza Caduti sul Lavoro. Per un nuovo monumento che nasce un altro continua ad attendere di essere realizzato. Il “Monumento al Bracciante Agricolo””  – ricorda Savino Montaruli, Presidente dell’associazione “Io Ci Sono!” di Andria.

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“Si continua a far finta di nulla di fronte alle continue sollecitazioni perché anche la categoria dei Braccianti Agricoli, storica figura simbolo culturale, sociale e produttiva della nostra Comunità, possa essere ricordata. Recentemente è stata celebrata la figura di don Riccardo Zingaro, accennando poco o nulla alla benemerita Comunità dei Braccianti, pare addirittura estromessa dal processo costituente del Centro Studi “don Riccardo Zingaro” – Onlus (Centro di Documentazione, Ricerca e Studi per la Fondazione “Don Riccardo Zingaro”), con non poco, anche se celato ma legittimo rammarico, quindi proprio pensando alla Comunità dei Braccianti torna d’attualità il tema della mancata realizzazione dell’atteso Monumento cittadino.

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“Nelle pagine della Gazzetta del Nord Barese, periodicamente, il caro, indimenticato prof. Michele Palumbo, non mancava di ricordare, periodicamente, la mancata realizzazione del Monumento, anche se le orecchie sorde di politici, burocrati ed amministratori erano sempre orientate altrove. Eppure la deliberazione consiliare nr. 51, non quindi una semplice delibera di giunta, risale al 26 luglio 2000. A distanza di ben 17 anni esatti da allora ancora oggi si continua a far finta di nulla sulla mancata realizzazione dell’atteso Monumento. E’ vero che è cambiato, almeno apparentemente, il colore della politica locale ma neppure il Monumento all’Imprenditore è mai stato realizzato in città quindi tra i due colori differenze, di fatto, non ce ne sono e forse non ce ne sono mai state. La memoria storica di chi vi scrive ricorda che nel corso di una seduta ordinaria di consiglio comunale, a marzo 2006, venne presentata un’interrogazione con risposta. L’autore dell’interrogazione fu l’allora consigliere comunale del Gruppo “Forza Italia”, signor Benedetto Miscioscia, oggi passato direttamente a miglior incarico al servizio diretto del presidente dell’Ente Provincia Bat. L’allora “azzurro”, solerte consigliere noto per la sua sovrapproduzione di interrogazioni e quesiti, almeno fino a quando era seduto sui banchi della cosiddetta “opposizione”, chiedeva all’allora maggioranza quali fossero le ragioni che, a distanza di sei anni, impedivano la realizzazione del Monumento al Bracciante Agricolo chiarendo se l’allora Amministrazione lo intendesse ancora realizzare ed in quanto tempo”.

“Da allora di acqua, non sempre limpida, ne è passata nelle tubature di palazzo San Francesco e dintorni e piace continuare a sperare che non tutto sia definitivamente perduto e che qualcuno si ricordi di ricordare che il “vero” Monumento, quello con la “M” maiuscola, da dedicare all’Identità del nostro territorio ed alla sua storia gloriosa ma anche triste e faticosa, quello al “Bracciante Agricolo” prima o poi venga realmente realizzato, nel più bel posto della città”.

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