Andria: che fine hanno fatto i progetti della Giunta Tecnica?

“A dicembre 2015, a pochi mesi dalla rielezione l’amministrazione comunale, ancora entusiasta per il rinnovato mandato elettorale e fiera della sua Giunta Tecnica, nominata al di fuori delle beghe e delle pretese di partiti e movimenti che intesero ripetersi nell’avventura di amministrare la città federiciana, avvenne un incontro promettente e propositivo; di quelli che non si sono praticamente più ripetuti da allora ad oggi ed a tutt’oggi” – ricorda Savino MontaruliComponente 1^, 3^ e 4^ Consulta della città di Andria. 

“Sarà stato fruscio di scopa nuova o desiderio di dimostrare che tutto può cambiare, sta di fatto che attorno a quel tavolo c’eravamo proprio tutti. Amministratori comunali, rappresentanti più o meno significativi delle Associazioni di Categoria, anche di quelle che avevano apertamente sostenuto, anche nella tornata elettorale precedente ma con le stesse casacche, ex assessori comunali stringendo patti di ferro e persino godendo di enormi benefici i cui percorsi sono stati tutti consegnati alla storia. Un Tavolo propositivo e soprattutto qualificato, almeno dalla parte dell’allora rappresentanza assessorile con in testa il noto e titolato prof. Donato Rinaldi il quale, di fatto, diresse l’incontro presentando un futuro per la città di Andria ricco, enormemente ricco di novità e di innovazione, al punto che allo stesso tavolo sedette anche l’allora assessore all’innovazione tecnologica dott. Francesco Leonetti, oltre all’altrettanto attivo e sempre presente allora assessore alle Politiche Ambientali. Il tema era la Programmazione commerciale, lo sviluppo imprenditoriale e una visione lungimirante che qualunque amministrazione comunale dovrebbe avere e soprattutto mettere in pratica, dimostrando di saperlo fare, uscendo dalla propaganda e dalla visibilità mediatica che spesso esalta la normalità o a volte anche il nulla o peggio il futile o sempre più sovente l’inutilità. Gli onori di casa li fece il caro, fido allora assessore al Commercio avvocato Silvio Lattanzio, perno della prima giunta della fase 2 dell’amministrazione Giorgino.

Quell’incontro sembrò voler dare un taglio da cui ricominciare, quasi ad invocare una “partenza da zero” con l’intesa alla quale aderirono tutte le Associazioni di Categoria a livello provinciale, persino quelle senza neppure una sede in città, coinvolgendo opportunamente anche la Terza Consulta Comunale, allora rappresentata dall’avvocato Laura Tota. Un giovedì 3 dicembre memorabile perché l’entusiasmo della Giunta Tecnica nominata da quella Politica, rappresentata non solo dall’avvocato Lattanzio ma anche, come detto, dai suoi omologhi prof. Donato Rinaldi con delega di indirizzo e controllo afferente i settori Bilancio, Programmazione Economica, Tributi ed Entrate, Fondi Europei; il dott. Francesco Leonetti con delega di indirizzo e controllo afferente i settori Innovazione Tecnologica, Smart City, Servizi Demografici ed al Cittadino, Semplificazione Amministrativa; l’ing. Antonio Mastrodonato con delega di indirizzo e controllo afferente le Politiche per l’Ambiente e la Qualità della Vita, mirava a strutturare una linea di sviluppo tanto attesa per una città lasciata indietro di decenni.

Un sacrificio da parte di quella Giunta Tecnica che evidentemente era ben conscia di avere vita breve e di essere solo un momentaneo stratagemma per ristabilire certi equilibri di potere che poi sono stati apertamente smascherati. Se con l’ausilio del professor Rinaldi si guardava alla possibilità di un serio utilizzo delle enormi potenzialità di ricorso ai fondi pubblici, mediante la partecipazione ai tanti bandi disponibili, da parte dell’Assessore Leonetti veniva evidenziata la necessità e l’avvio di una fase di evoluzione tecnologica della macchina amministrativa e burocratica comunale mentre l’ingegner Mastrodonato sottolineava la necessità di (im)porre la qualità della vita, dell’ambiente e della salute pubblica al primo posto nelle priorità amministrative e nell’agenda politica.

Un libro di buone e serie intenzioni svanito nel nulla come sono svanite le opportunità mancate negli anni successivi ad allora e fino ad oggi cioè da quando la politica ha deciso di (ri)mettere le sue mani, le sue braccia e tutto il mantello sull’intero sistema, (ri)allentando enormemente, fino a congelare completamente, quei processi virtuosi appena avviati, portando la città al baratro irreversibile (in)cominciato con il predissesto finanziario, che si concluderà ancora peggio. Politiche occupazionali; programmazione e sviluppo commerciale; qualità della vita e progresso in un’ottica di compatibilità e benessere ambientale; politiche di cooperazione e di concertazione; utilizzo appropriato dei fondi strutturali, diretti europei; capacità di aggregare e soprattutto riappropriazione dell’identità locale in un’ottica di rete territoriale:

Tutto svanito, disintegrato, annientato e polverizzato. Tutto vanificato, con l’aggravante di aver riproposto formule populiste, di retroguardia, propagandistiche che ci fanno tornare indietro di moltissimi anni. Associazioni al servizio del pensiero compiacente che millantano rappresentanze inesistenti, unitamente a gruppi di asservimento più o meno accecato non fanno sperare nulla di buono né nulla di entusiasmante in una città, Andria, che continua a perdere pezzi importanti di storia, di cultura, di identità, di professionalità, di Valore e di tutto ciò che, nei decenni passati e nei secoli, la rese quella città Fidelis che tutti, nel mondo, non hanno mai dimenticato ma che diventa sempre più solo e soltanto un bel ricordo” – conclude Montaruli