Andria: commercianti protestano sotto Palazzo di città contro nuova zona arancione “noi nuovamente colpiti senza preavviso” – video

A distanza di poche ore dall’assegnazione di “zona gialla” per la regione Puglia, dopo la richiesta del governatore Michele Emiliano, il Ministro della Salute Roberto speranza ha assegnati ad Andria e ad altri comuni della BAT, del foggiano e ad alcuni dell’entroterra barese una nuova “zona arancione” causando disagi e malumori tra gli imprenditori che in queste ore stavano nuovamente investendo sulle proprie attività. Sul posto i rappresentanti di alcune sigle sindacali che stanno interloquendo con il Sindaco. Qui sotto due video (il primo con le dichiarazioni delle Assemblee Popolari, e l’altro con ulteriori dichiarazioni di una sigla sindacale):

Altre dichiarazioni:

 

Ristoratori, baristi, pizzaioli, commercianti e titolari di pubblici esercizi colpiti dalle restrizioni lamentano disagi causati da decisioni intraprese senza confronti in un contesto dove gli imprenditori avevano già speso migliaia di euro per rilanciare le proprie attività, chiuse durante la “prima” zona arancione. Dopo una brevissima “parentesi gialla”, le attività rischiano ora il collasso. Come riportato qui sopra, sul posto vi era anche una delegazione del movimento politico delle Assemblee Popolari delle categorie sociali e produttive della città di Andria che nei giorni scorsi si erano appellati alla cittadinanza affinché questa preferisse gli acquisti natalizi nelle attività locali, evitando quelle online. Il provvedimento di attribuire ad alcuni comuni della provincia BT lo status di Zona Arancione fa registrare le prime reazioni e tra quelle delle Associazioni di Categoria si registra la presa di posizione di Unibat e CasAmbulanti. Il referente delle due Associazioni di Rappresentanza, Savino Montaruli – anch’egli presente sotto palazzo di città – ha dichiarato:

“un provvedimento assolutamente ingiustificato, inopportuno, discriminante ed inaccettabile. Un provvedimento che alimenta soltanto quel clima di tensione sociale già fin troppo preoccupante. Cercare di mascherare i tanti, troppi errori politici, procedurali e persino sanitari commessi da una mescola di politici, pseudo-tecnici e aspiranti stregoni con provvedimenti di questa natura è deplorevole. Classificare Zona Arancione soltanto alcuni comuni della Provincia BT: Andria, Barletta, Bisceglie e Spinazzola è un atto che non farà altro che disorientare, con il serio rischio che non abbia neppure efficacia sul piano sanitario. Di sicuro il provvedimento è penalizzante e crea enorme confusione, specie in questi giorni di grande aspettativa per il mondo produttivo. Non so quali siano state le motivazioni “extra sanitarie” che sicuramente hanno “condizionato” quel provvedimento, sta di fatto che assisteremo all’assurdità secondo cui un consumatore di qualsiasi comune in Zona Gialla, anche del territorio di riferimento, potrà andare a fare acquisti a Trani o a Canosa e non potrà farlo ad Andria, a Barletta o nella bella Bisceglie, senza parlare della fortissima penalizzazione e discriminazione nella Categoria dei Pubblici Esercenti: bar, ristoranti, pizzerie ed esercizi similari che si troveranno di fronte ad una sfrenata concorrenza sleale da parte dei colleghi delle città “graziate politicamente”. Se con questo provvedimento si fosse voluto dare un segnale ebbene quel segnale è arrivato ma è un segnale di mediocrità, di pressapochismo e di fortissima delusione. Se la politica è arrivata a questo allora non siamo preoccupati, siamo terrorizzati e non basterà più mettere i piatti per terra per fare finta che…” – ha concluso Montaruli di Unibat e CasAmbulanti.

“Un Sindaco non può applicare la zona rossa perché non può emettere ristori” – lo ha precisato il Sindaco di Andria, Giovanna Bruno, che ha raggiunto i manifestati riunitosi in Piazza Umberto I dopo la notizia della reintroduzione della zona arancione per la città di Andria e buona parte della provincia:  “Siamo stati l’unico comune a non chiudere il mercato, anche se con regole anti-assembramenti” – ha ricordato il Sindaco ribadendo la sua vicinanza al mondo dell’economia territoriale. La proposta della Bruno è quella di chiedere al Presidente della Regione di farsi carico dei dovuti ristori. “Siamo trattati come pedine” – hanno urlato alcuni commercianti, che hanno dichiarato di “non poter vivere nell’incertezza“. Poi l’allarme: “Emiliano non potrà mai coprire le spese che abbiamo coperto!” – sottolineano, parlando di investimenti che ammonterebbero a svariate migliaia di euro per attività commerciale. Una situazione davvero molto difficile che testimonia il senso di forte disagio da parte dei lavoratori autonomi. L’intervento del Sindaco è stato reso pubblico dalla Pagina Facebook di Confcommercio Andria. Il link video:

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