Garantiscono ombra, aiutano a fertilizzare il terreno, producono ossigeno: parliamo delle maestose querce secolari di Andria, le ultime sopravvissute ad una serie di disboscamenti avvenuti nei secoli nel nostro territorio. L’ultima grande operazione di abbattimento su larga stala – ci riferisce l’attivista ecologista andriese Nicola Montepulciano – avvenne dal 1860 al 1880. Prima di allora, secondo le stime, la città federiciana doveva essere circondata da aree boschive ricche di esemplari di quercia roverella (Quercus pubescens), tipica dell’Alta Murgia e quindi anche della “Murgia andriese” (termine coniato in precedenza dallo stesso Montepulciano per ribadire l’importanza della tutela del bioma caratteristico che si estendevano almeno sino alla zona del “Cisternone” – via Castel del Monte. Eppure, nonostante le evidenze storico-scientifiche, le querce secolari di Andria continuano ad essere minacciate:
non solo da tagli non autorizzati ma anche dall’indifferenza di una parte della popolazione, alimentata evidentemente dalla mancanza di memoria storica e sensibilità ecologica. Per questo, l’idea di promuovere un calendario unicamente dedicato alle querce secolari andriesi – frutto di una sinergia tra la Pro Loco di Andria e l’amministrazione comunale – acquisisce un senso profondo, legato a chi il territorio lo vive, lo studia e lo ama giorno dopo giorno. Montepulciano – di fatto il primo vero ricercatore di querce andriesi, nonché convinto difensore di questa specie tipica – si è speso per anni attraverso numerosi interventi mediatici (di cui molteplici condivisi su questo sito web), finalizzati a sensibilizzare sia le istituzioni che la popolazione locale. Protagonisti dei 12 scatti fotografici riportati nel calendario 2026 (reperibile presso la sede della Pro Loco di Andria, sita in via Amerigo Vespucci 114) non sono soltanto le querce più grandi presenti nel territorio andriese ma anche altri esemplari meno noti e provvisti di caratteristiche più singolari, come ad esempio l’albero tricormico di quercia roverella di Contrada San Marzano:
Occorre precisare che, mentre alcune querce descritte nel calendario sono ben note negli elenchi nazionali e tutelate con denominazioni dedicate, altri esemplari sono stati di fatto segnalati proprio grazie al continuo lavoro di ricerca di Montepulciano che propone anche di aggiungere nelle indicazioni stradali la dicitura “Andria – città della quercia roverella, dell’olio, del confetto e della burrata” al fine di spronare gli amministratori ad avviare un programma di tutela e di recupero dell’identità botanica, oltre che agroalimentare, capace così di ampliare l’offerta turistica in un’ottica sostenibile ed ambientalista.
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