Andria: dopo l’incendio, quei rifiuti sono ancora li – le FOTO

“Vedere tutti questo a distanza di solo 48 ore è deleterio la gente non ha capito un KAISER di niente se questo sito visivamente va in rovina. I primi ad avere rispetto del sito storico devono essere la stessa gente del posto, visto che l’Amministrazione Comunale stenta a far operare la Sangalli per mettere a posto i siti Ambientali” – è il commento indignato del prof. Francesco Martiradonna, da tempo attivo sul territorio anche come ronda ambientale volontaria attraverso la sua squadra di volontari delle associazioni “Ambiente e/è Vita Onlus” &-“Nat. Federiciana Verde Onlus”, di cui il prof. Martiradonna è Presidente provinciale e responsabile territoriale.

Del singolare incendio ne avevamo parlato giusto lo scorso 4 novembre, quando sul Bivio della SP 174 all’altezza di “Bosco di Spirito”, la ronda ha trovato e spento un vergognoso incendio a cielo aperto. Tra le fiamme bruciava di tutto: rifiuti abbandonati e persino alcuni cassonetti dei rifiuti solidi urbani. La ronda di volontari, nonostante le difficoltà economiche dell’organizzazione e la mancanza di una sede appropriata, sta proseguendo le sue attività di spegnimento incendi e quel pomeriggio la squadra è rimasta impegnata per diverse ore, anche al buio (nel frattempo era calato il Sole) per spegnere quell’incendio.

Tornato sul posto nelle ultime ore, il prof. Martiradonna ha constatato la presenza di quei rifiuti, ancora li, visibilmente bruciati, ma ancora abbandonati sul posto. E’ già molto se i volontari, senza molte risorse sono riusciti da soli a spegnere un pericoloso incendio, almeno che gli enti preposti intervengano per ripulire l’area scongiurando di conseguenza ulteriori pericolo facilmente evitabili. Una delle foto ricevute nelle ultime ore:

un altro scatto fotografico:

Lo stesso prof. Martiradonna, membro della Consulta Comunale Ambientale della città di Andria, ha proposto da tempo l’introduzione di gabbiotti con impianti di videosorveglianza per evitare che i rifiuti depositati accanto ai bidoni restino incustoditi.

Tuttavia, gabbie e telecamere a parte, resta ai cittadini il compito di non commettere reati illeciti (l’amministrazione comunale di Andria, lo ricordiamo, ha da poco inasprito le pene per l’abbandono rifiuti sino a 500 euro) e quindi di informare e formare il prossimo ad una cultura del rispetto per l’ambiente e quindi per la nostra salute.

Non a caso, molte segnalazioni giungono in redazione riguardanti il fenomeno di abbandono rifiuti (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui).

Ancora una volta chiediamo quindi a chi di dovere di intervenire e al contempo ai cittadini di evitare comportamenti illegali e vergognosi che in casi come quello citato, causano persino incendi pericolosissimi che potenzialmente spigionano diossine e polveri sottili, oltre che a compromettere l’area rurale della città di Andria. Linkiamo qui sotto nuovamente il video che documenta l’avvistamento e le operazioni di spegnimento dell’incendio: