Andria, effetto riequilibrio: sale a 6 euro costo ingresso mercato generale ortofrutticolo. protesta Unimpresa Bat: “così si rischia aumento dei prezzi ed abbandono struttura”

“L’aumento del ticket di accesso al mercato generale ortofrutticolo lo si vorrebbe far passare quasi come un provvedimento partorito il venerdì nero di maggio ma non è così. Infatti questo aumento rientra tra i tanti previsti dal Piano di Riequilibrio Finanziario che l’Amministrazione comunale uscente non ha mai neppure sottoposto né alla consultazione né tantomeno al confronto con le Parti Sociali e con le Consulte, privandosi, per arroganza e prepotenza, di consigli utili che avrebbero potuto portare alla soluzione anche di questo problema” – comincia così un comunicato diffuso nelle ultime ore dall’associazione di categoria Unimpresa Bat.

“Le conseguenze” – proseguono – “sono gli aumenti stratosferici che Unimpresa Bat, per mezzo del proprio presidente Savino Montaruli, sin dal momento dell’approvazione della delibera di giunta quindi dal mese di novembre 2018 ha denunciato sui mezzi di informazione ma evidentemente in quel momento sia la politica che il polisindacato erano impegnati in tutt’altro visti i provvedimenti che sono successivamente stati approvati senza alcun coinvolgimento degli altri sodalizi dal “pensiero diverso”. Ora la realtà è cruda ed amara e dai silenzi che si registrano sul “caso” pare che siano in molti, in queste ore, a fare il mea culpa ma non servirà a molto”. Da UniBat, Associazione Indipendente sempre opportunamente critica perché sganciata dalle logiche di potere, aggiungono: “anche in questo caso la gestione di una vicenda tanto delicata è stata approssimativa e infantile. I provvedimenti che avrebbero dovuto essere assunti per riparare al danno ed alleviare il peso che oggi grava sui cinquecento ed oltre operatori con partita iva, la maggior parte dei quali fruttivendoli a sede fissa ed ambulanti, che accedono ogni giorno al mercato generale ortofrutticolo per gli approvvigionamenti, sono stati ingiustificatamente e colpevolmente ritardati”. Il Presidente Savino Montaruli ha aggiunto:

Come UniBat, come A.C.A.B. da anni chiediamo che venga soppresso quel balzello che non ha senso, anche perché trattasi di accesso ad una struttura fatiscente e in fortissimo degrado quindi che non merita neppure un centesimo di euro. Le orecchie chiuse della politica, l’ottusità di amministratori tutti protesi alla propaganda ed alla raccolta di bieche compiacenze elettoralistiche, unitamente alla compiacenza di polisindacati asserviti, hanno determinato quello che oggi vuol farsi apparire come una notizia da prima pagina. Ma quale Notizia? Era tutto già prestabilito e chi, al contrario di noi, non ha preteso un provvedimento che fosse emanato sin dal mese di gennaio, se ne deve assumere tutte le responsabilità. Un provvedimento che, sulla scorta di quanto anche da noi fatto altrove con l’introduzione del pagamento a formula ridotta su base cumulativa quindi abbonamento o altre forme già presenti ed elaborate, avrebbe portato ad un sostanziale abbattimento di quel ticket vessatorio ed ingiustificato.”


Savino Montaruli conclude affermando: “ora il Commissario Prefettizio sarà da noi chiamato non solo a dare risposte ma anche ad accertare le responsabilità di eventuali provvedimenti promessi e mai assunti e a dare rassicurazioni che gli importi arretrati, da gennaio a maggio, non vengano richiesti ai fruttivendoli andriesi che hanno avuto accesso al Mercato con le vecchie tariffe aumentate solo a maggio, che altre situazioni, come quella dell’esenzione totale della Tosap per gli Ambulanti del mercato non presentino altre sorprese sottaciute o tenute opportunisticamente celate se non occultate. Noi non abbiamo mai voluto partecipare a “certi tavoli” o a “certe visite notturne con i cappellini in testa” quindi quando qualcuno voglia continuare a tirare in ballo le “Associazioni di Categoria” non lo faccia in modo generico ma le citi espressamente con tanto di denominazione in modo da sapere di chi si stia parlando”ha concluso il leader sindacale andriese. Intanto i poveri esercenti pagheranno:

ben 6 euro a fronte dei precedenti 2,50, arrivando a pagare anche fino a 10 euro, a fronte dei precedenti 3,50 per gli autoarticolati. “Cosa potrebbe significare tutto questo? Un abbandono generalizzato della struttura con ulteriori costi per gli spostamenti in altri Mercati; l’aumento dei prezzi di vendita al consumo dei prodotti quindi danni per i consumatori andriesi oppure, cosa molto probabile, un altro grosso conflitto sociale che potrebbe avere risvolti molto ma molto imprevedibili visto che quel balzello si unisce all’aumento della tassa rifiuti ed ad una condizione di generale regresso che ha portato sull’orlo della disperazione le piccole imprese della città di Andria. Chissà se i politici arrampicatori tuttofare se ne siano resi conto prima di andarsene via da Palazzo San Francesco” – dichiarano da Unimpresa Bat.