Andria: emissioni biossido di azoto superano valore limite – aumenta rischio diabete, malattie al cuore e ai polmoni. Poi ci lamentiamo dei politici mentre usiamo l’auto anche per 500 metri di percorso

LUNEDÌ 27 MAGGIO infatti è stato rilevato dai sensori della stazione di Via Vaccina ad Andria, il valore NO2 pari a 217 µg/m3, superando chiaramente il valore limite giornaliero di 200 µg/m3. Tutti gli ossidi di azoto, NO, NO2, N2O, etc sono generati in tutti i processi di combustione. Tra tutti, il biossido di azoto (NO2), è da ritenersi il maggiormente pericoloso perché costituisce il precursore di una serie di reazioni di tipo fotochimico che portano alla formazione del cosiddetto “smog fotochimico”” – lo segnala in un post diffuso su Facebook l’associazione ambientalista 3Place, che sui social prosegue:

“In ambito urbano, un contributo rilevante all’inquinamento da NO2 è dovuto alle emissioni dagli autoveicoli. L’entità di queste emissioni può variare in base sia alle caratteristiche ed allo stato del motore del veicolo, sia in base alla modalità di utilizzo dello stesso. In generale, l’emissione di ossidi di azoto è maggiore quando il motore funziona ad elevato numero di giri e cioè in arterie urbane a scorrimento veloce. Nel grafico di seguito sono riportati i valori del massimo orario giornaliero registrati durante la campagna di monitoraggio. NE ABBIAMO PIENI I “POLMONI”” – concludono da 3Place. Inoltre, è importante ricordare che:

Come ricorda anche il Ministero della Salute attraverso un documento online, il biossido di azoto è un inquinante ad ampia diffusione che ha effetti negativi sulla salute umana e insieme al monossido di azoto contribuisce ai fenomeni di smog fotochimico (è precursore per la formazione di inquinanti secondari come ozono troposferico e particolato fine secondario) di eutrofizzazione e delle piogge acide. Inoltre, la rivista “Epidemiologia e Prevenzione” – in una pubblicazione incentrata sul biossido di azoto, identifica “un sottogruppo di popolazione affetto da malattie cardiovascolari croniche e diabete, particolarmente suscettibile agli effetti dannosi dell’NO2, costituisce uno strumento prezioso per lo sviluppo di azioni di prevenzione mirate a tutelare questa frazione ad alto rischio”. Ad Andria potremmo fare molto da subito: anzitutto una buona parte della responsabilità appartiene ai cittadini che dovrebbero limitare l’utilizzo dei veicoli, guidandoli soltanto in veri casi di necessità (guardatevi a torno e chiedetevi in quanti utilizzano l’auto per farsi il giretto dell’isolato la domenica o per fare la spesa in un percorso di mezzo chilometro). In secondo, ma non meno importante, anche la politica ha le sue responsabilità: introdurre strisce blu per fare cassa senza una costante informazione di carattere ambientale e salutistico può essere interpretato facilmente come un messaggio distorto. Servono campagne di informazione e formazione sulla qualità dell’aria e per un esaustivo ed efficace piano del traffico e della viabilità nonché la promozione dell’abbandono dell’automobile in città. Non aiuterebbe, sotto questo aspetto, sostenere l’idea che tra ambiente ed insorgenza tumori non vi sia alcuna correlazione. Oltre a 3Place, la battaglia sull’insorgenza di queste malattie è da tempo seguita dall’Associazione Onda d’Urto – uniti contro il Cancro ONLUS, che oramai da anni chiede a gran voce l’utilizzo di strumenti capaci di creare statistiche e forme di studio approfondito per individuare le cause dell’insorgenza di queste malattie. Il post diffuso da 3Place:

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