Andria: Francesco Lullo e Giovanna Bruno espulsi da Direzione Italia. Loro replicano: “cosa si cela dietro l’improvviso cambio di rotta?”

“Scriviamo in riferimento alle Vostre assenze ingiustificate e non comunicateci in Consiglio comunale e in Commissione nonchè alle Vostre posizioni assunte in difformità dalle indicazioni del Partito. Ci riferiamo in particolare alla Vostra assenza dal Consiglio comunale del 29 maggio u.s. in cui sono stati discussi e votati importanti provvedimenti su cui il Partito aveva già espresso la propria posizione di condivisione” – rendono noto dalla la Segreteria cittadina e provinciale di Direzione Italia.

“Riteniamo tale condotta gravemente lesiva nei confronti sia del nostro Partito che del vincolo che lega questo alla maggioranza politica all’interno del Consiglio. Pertanto la situazione è tale da obbligarci a non considerarvi più appartenenti al Gruppo consiliare del nostro partito” – concludono dalla segreteria locale di Dit.

La risposta dei due consiglieri comunali andriesi è arrivata subito dopo:

Nel prendere atto della nota stampa inviata irritualmente dalla segreteria cittadina e provinciale del partito “Direzione Italia”, riteniamo doveroso rassegnare alcune considerazioni circa la decisione immotivatamente assunta e priva di qualsivoglia fondamento giuridico e politico”.

“Preliminarmente, siamo a chiedere l’identità dei sottoscrittori di tale offensivo documento, atteso che il partito “Direzione Italia”, a tutt’oggi, è privo di organi statutari oltre che dello Statuto stesso che, verosimilmente, verranno costituiti il 16 Giugno p.v. con la celebrazione del primo congresso nazionale”.

“Tale circostanza, oltre a consentire agevolmente di verificare la presunta sussistenza della legittimazione attiva in capo ai sottoscrittori di quel documento, ci consentirebbe di verificare se la segreteria cittadina sia composta dagli stessi elementi che nei mesi scorsi inviavano una nota stampa con la quale manifestavano serie riserve e preoccupazioni sulla tenuta finanziaria dell’Ente“.

“Questo ci consentirebbe anche di comprendere l’improvviso quanto “misterioso” cambio di rotta rispetto alle critiche più volte mosse non solo sui temi finanziari ma anche su altri argomenti di rilevante importanza per la vita della nostra città, atteso che, oltretutto, l’attuale situazione finanziaria del Comune non è di certo migliorata nel frattempo; anzi, l’ultimo parere dei Revisori dei Conti prefigura per la prima volta un possibile stato di dissesto finanziario dell’Ente in caso di mancanza di correttivi utili ad invertire la rotta”.

Cosa si cela, invece, dietro questo misterioso cambio di rotta della segreteria cittadina?”

“Cosa ha determinato uno “stralcio” dai loro pensieri di tali affanni e preoccupazioni?”

“Si è forse approfondita in questi mesi la proposta di delibera presentata mesi addietro sul baratto amministrativo?”

“Non sarà, per caso, che qualcuno ha solamente necessità di mettere la propria “bandierina” in Giunta?”

“Ai presunti e misconosciuti sottoscrittori del documento (ed ai suoi noti ispiratori) ricordiamo che la vita ed il funzionamento delle segreterie cittadine e provinciali di un partito sono regolate da norme e Statuti e non dalla semplice costituzione di improvvisati gruppi “Whatsapp””.

“Chi non si è firmato ha forse paura, vigliaccamente, di scrivere il suo nome perché preoccupato delle stesse sorti che ha subito quando quel nome era scritto su una scheda elettorale?”

“Se conoscessimo i nomi dei sottoscrittori potremmo anche spiegare loro le basilari norme di diritto pubblico ed amministrativo che regolano la vita ed il funzionamento degli Enti Locali nonché le prerogative dei consiglieri comunali”.

“Noi consiglierei, infatti, rappresentiamo tutta la Comunità e non il solo partito di appartenenza, in quanto esercitiamo le nostre funzioni senza alcun vincolo di mandato, con assoluta libertà di opinione e di voto”.

“A conforto di quanto testè sostenuto sovvengono anche autorevoli pronunce della Giustizia Amministrativa”.

“I Tribunali Amministrativi (anche quelli della nostra Regione) evidenziano che il rapporto tra l’eletto ed il partito di appartenenza non esercita influenza giuridicamente rilevabile, attesa la mancanza di rapporto di mandato e la assoluta autonomia politica dei rappresentanti del Consiglio Comunale”.

“Ne consegue che all’interno di un Consiglio Comunale i Gruppi non sono configurabili quali organi dei partiti e, pertanto, non sussiste in capo a questi ultimi una potestà direttamente vincolante sia per un membro del gruppo sia per gli organi assembleari dell’Ente”.

“Alla luce di tutto ciò, i sottoscritti rivendicano con forza la loro assoluta libertà nel valutare con scienza e coscienza, senza alcun retro pensiero, i provvedimenti sottoposti al loro esame”.

“Nessuno, e ribadiamo, nessuno, può condizionare le nostre prerogative istituzionali !!!”

“Non è accettabile che due dei tre consiglieri costituenti il Gruppo Consiliare (e tra questi il Capogruppo) solo qualche ora prima apprendano dagli organi di stampa le decisioni su come votare alcuni provvedimenti, senza alcun preventivo confronto e senza alcun approfondimento di tutte le complesse problematiche che attanagliano la vita dell’Ente in questo periodo storico”.

“Desta ulteriore sdegno la circostanza che un partito, o presunto tale, che propone le Primarie a tutti i livelli non consenta di esprimersi liberamente ai suoi rappresentanti istituzionali”.

“Laddove nel costituendo partito non verranno sancite regole chiare di democrazia interna, saremo noi a prendere altre “Direzioni” e lo faremo prima che i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi nella prossima ed imminente consultazione elettorale decisiva anche per la sopravvivenza politica del partito e dei suoi attuali rappresentanti istituzionali”.

“Qualora dovesse perdurare tale condotta palesemente antidemocratica e priva di qualsivoglia legittimazione politica e giuridica, saremo costretti, nostro malgrado, ad interessare altri Organi a tutela della nostra onorabilità e delle nostre prerogative” – concludono Lullo e Bruno.