Andria: fuoriesce acqua dal terreno a Castel del Monte, “una tubatura rotta” – il video

Andria: il Prof. Francesco Martiradonna (Presidente Provinciale, Responsabile Legale del Nucleo delle G.P.G.V. Zoofila  “Ambiente e/è Vita Onlus” e “C.P.A. Nat. Federiciana Verde Onlus”, lo scorso 13 marzo 2018, la Segreteria della Protezione Civile Nazionale Federiciana ha ricevuto una telefonata dal Sig. Nicola Carbone che aveva allertato la Protezione Civile della Polizia Municipale in quanto ha rinvenuto nella Pineta del Maniero Federiciano una falla della conduttura dell’acquedotto pugliese.

La sala operativa della P.M. tramite il sig. Carbone, si è messa in contatto con la segreteria della succitata associazione stabilendo il punto di ritrovo e l’ora dell’incontro alle 16,30 vicino all’ingresso di un noto ristorante della zona. Martiradonna, con le GPGV Zoofile e alcuni Volontari di Protezione Civile, dopo aver comunicato il caso al Sindaco anche in qualità di Responsabile della Protezione Civile della Città, si è recato sul punto di ritrovo; e quando il team è arrivato sul luogo ha trovato il sig. Nicola che immediatamente ha provveduto ad indicare alla squadra di volontari l’area esatta che mostrava la fenditura della conduttura dell’acquedotto.

Giunto sul posto, il team di volontari ha constatato un modesto allagamento della distesa di terra in superficie e terra sottostante bagnata dall’acqua, che era uscita e continuava a venire fuori, sicuramente a causa del danneggiamento di una tubatura idrica. “Questo ci ha fatto capire che la perdita d’acqua è avvenuta e avviene solo da pochi giorni” – ha dichiarato Martiradonna. “Quindi si rilevano le seguenti coordinate che saranno utili agli esperti per arrivare nell’area che si trova il tubo rotto: – Lat. 41° 4’ 56,32’’ N & Long. 16° 16’ 18,42’’E”

Martiradonna ha quindi scattato alcune foto per determinare e documentare lo stato di fatto, questo servirà ai tecnici che verranno per effettuare la riparazione. “Se non ci fosse stato il sig. Nicola Carbone, che è un ricercatore di tartufi,” – riflette Martiradonna – “certamente nessuno avrebbe avuto la possibilità di individuare la rottura della conduttura della acquedotto. Avremmo avuto, così, una grande dispersione di acqua potabile nell’ambiente. Invece adesso con la sua scoperta il danno sarà modesto e inoltre questo è avvenuto non molto lontano dalla fontanina del maniero. La rottura è forse avvenuta a seguito della grande ondata di gelo dove l’acqua si sarà congelata, questa avrà dilatato il tubo causando la rottura della conduttura abbastanza vecchia, nel frattempo sono diventate anche obsolete e/o non più idonee dove si trovano”.

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