Andria, Giorgino: “debiti non liquidi causati da politiche di austerity spinte da Unione Europea” – video

Mentre l polemiche politiche provenienti dalle opposizioni continuano a scaldarsi contro l’ex Sindaco di Andria, l’attuale esponente Lega replica in tv puntando il dito contro le politiche di austerity imposte dall’UE nei confronti dell’Italia:

“…quando parliamo di disavanzo di amministrazione bisogna far capire che i 77 milioni di euro non sono debiti liquidi, sono 43,5 milioni di euro rinvenienti dal riaccertamento dei residui effettuato nel 2015* per il quale per le manovre di austerità che aveva fatto il governo nazionale sulla spinta dell’Unione Europea, tutti gli enti locali erano stati costretti a riaccertare i residui e quindi a cancellare i residui. Per cui è emerso un disavanzo tecnico che contabilmente va ripianato ma non è un debito liquido. Il resto rinviene dai debiti fuori bilancio che abbiamo pagato. Riduzione del debiti, riduzione spesa del personale ed aumento delle entrate” – ha dichiarato Giorgino nel corso di un’intervista televisiva diffusa anche sul web dall’emittente Amica9tv. Poi la riflessione: “… se la situazione fosse peggiorata, io credo che il commissario prefettizio non avrebbe destinato delle somme per degli eventi culturali … è evidente che c’è una situazione di liquidità che va ripristinata…” – ha aggiunto Giorgino. Opportuno risulta ricordare che, attraverso un recente comunicato, l’attuale amministrazione comunale commissariata ha reso noto che le analisi approfondite della situazione finanziaria dell’ente comunale hanno rivelato un “disavanzo di amministrazione al 31/12/2018 che si assesta sul valore di 77,8 milioni di euro: tale disavanzo dovrà essere ripianato nell’arco temporale di 15 anni di cui al citato Piano di riequilibrio e terminerà nel lontano 2032. Inoltre:

L’amministrazione – attualmente commissariata da Tufariello – ha precisato che “Il finanziamento del disavanzo complessivo formatosi nel tempo – che ammonta ad euro 86 milioni, che si ottiene sommando al suddetto dato del 2018, i disavanzi pregressi a decorrere dal 2015 – ha già inciso negativamente sulle previsioni del bilancio 2019 appena approvato per oltre 4,4 milioni. Negli esercizi successivi inciderà negativamente per oltre 2,1 milioni. Dal 2022 la quota annua si raddoppierà ad oltre 4,6 milioni di euro sino al 2032confermando gli interventi di Giorgino finalizzati alla riduzione della spesa pubblica dichiarando infatti che “La spesa del personale, nel rispetto dei vincoli finanziari, come evidenziato, risulta fortemente ridotta rispetto al limite del triennio 2011-2013″ – precisano fonti comunali. Nonostante questo, le opposizioni continuano a sfornare comunicati contro l’ex amministratore della città, a distanza di meno di un anno dallo scoccare delle naturali elezioni amministrative. Una domanda sorge spontanea: se le cose stanno come sostiene l’avv. Giorgino, oltre a dare la colpa all’ex primo cittadino andriese, cosa proporranno le opposizioni una volte giunte al governo della città per contrastare le politiche di austerità imposte da Bruxelles? *ndr: nel 2015 il Governo nazionale era quello di Matteo Renzi (PD). Il link al video dell’intervista diffusa su YouTube da Amica9tv: