Andria: Giorgino non potrà candidarsi in Parlamento. Adesso pensiamo soltanto alla città.

Nell’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere rispetto alla scadenza quinquennale, la causa di ineleggibilità fra la carica di Sindaco e quella di Deputato e Senatore non ha effetto se la funzione cessa entro i 7 giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di scioglimento delle Camere nella Gazzetta Ufficiale (T.U. 361, art.7, ultimo comma)”.

E’ quanto possibile leggere riguardo la legge (info ANCI) che prevede la candidabilità dei sindaci delle città sopra i 20mila abitanti solo a condizione che le funzioni cessino “almeno 180 giorni prima della data di scadenza naturale del quinquennio di durata del Parlamento“. Tradotto: i Sindaci interessati alla corsa in parlamento avrebbero dovuto dimettersi entro il 12 settembre 2017 (o il 14). Per risolvere la questione, avrebbe dovuto esserci un decreto “Salva Sindaci” che però non è stato più approvato. Sfuma dunque la possibilità per il Sindaco di Andria di valutare un’eventuale candidatura nella coalizione del centrodestra (Forza Italia+Lega+Fratelli d’Italia+ altre liste di centrodestra), coalizione che, almeno stando ai sondaggi, riuscirebbe a superare anche il partito con il consenso più alto (almeno stando ai sondaggi), ovvero il Movimento 5 Stelle. Stando a quanto dichiarato dal leader nazionale di FI, Silvio Berlusconi, l’eventuale candidatura di Sindaci sarebbe stata un’ipotesi da escludere, probabilmente anche per incentivare un “ricambio” tanto annunciato da più schieramenti:

i sindaci di Forza Italia sono stati eletti con il mandato di ben amministrare le loro città e di questo rispondono ai cittadini” ed “è quindi da escludere l’interruzione anticipata del mandato di sindaco per candidarsi alle elezioni politiche, né d’altra parte risultano richieste in tal senso” si leggeva infatti in una nota stampa diffusa a nome di FI.

(FONTI NORMATIVE
T.U. Elezione Camera Deputati – D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, art. 7 (T.U. 361) – T.U. Elezione Senato della Repubblica – D.Lgs. 20 dicembre 1993, n. 533, art. 5 –
T.U. Ordinamento enti locali – D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, artt. 53,62, 141 (TUEL) – Legge 30 aprile 1999, n. 120 – Disposizioni per l’elezione degli organi degli enti locali, art. 8) relativamente alle “INDICAZIONI GENERALI IN MATERIA DI CANDIDATURA DEI SINDACI DEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE AI 20 MILA ABITANTI”.

Con le elezioni anticipate (annunciate per il 4 marzo 2018), l’obbligo non c’è più: sufficiente dimettersi “entro sette giorni dal decreto che fissa le elezioni e ci si può candidare“. Una deroga avrebbe potuto essere inserita tra i decreti elettorali, che alla fine non hanno avuto spazio per un’approvazione in Parlamento. Nonostante non avesse ne smentito ma neppure confermato definitivamente le intenzioni di candidarsi, sfumerebbero dunque le ipotesi di una candidatura di Nicola Giorgino, che non potrà fare altro che proseguire il duro lavoro di Sindaco di una città, Andria, con ancora diverse problematiche da risolvere ed un’estensione territoriale all’incirca tre volte quella di Bari.

“Se il centro-destra, laddove i sindaci potessero realmente candidarsi al Parlamento a differenza di quanto previsto normativamente al momento, mi chiedesse di candidarmi alle elezioni politiche sarei pronto ad affrontare questa nuova sfida a servizio sia di Andria che di tutto il nostro territorio. Spero di essere stato chiaro…” – aveva dichiarato Giorgino lo scorso 19 dicembre in un post diffuso su Facebook

C’è Andria e poi c’è Andria, nel senso che se in via Regina Margherita oggi più che mai vediamo centinaia, forse migliaia di persone passeggiare in piena tranquillità e sicurezza con i propri cari osservando le vetrine delle attività, nelle contrade e nei quartieri periferici come San Valentino c’è ancora moltissimo da fare: strade da sistemare, misure di sicurezza da rivedere, aumento dell’illuminazione pubblica (magari ad energia solare come già in parte si è riusciti a fare per alcune strade, perché non continuare?), l’abbandono rifiuti e tutta una serie di questioni che vanno affrontate sia dal Sindaco che dall’intera cittadinanza.  Un lavoro probabilmente più difficile di quello svolto dai Parlamentari. Staremo a vedere come si evolveranno le cose.

“Un sereno Natale a tutti con l’auspicio di ritrovare nelle nostre famiglie il coraggio, la gioia e l’energia per affrontare avversità e difficoltà. Vivendo queste giornate sempre all’insegna delle nostre tradizioni popolari e religiose. Un pensiero ed un grazie, infine, agli operatori sanitari ed alle forze dell’ordine che tutelano salute e sicurezza anche in giorni di festa dedicati al riposo” – il messaggio delle festività natalizie sui social del primo cittadino andriese. Nessuna menzione circa le elezioni, nonostante i pochissimi mesi a disposizione. Giorgino, quindi, resta ad Andria

Vista la situazione, auspichiamo dunque che il Sindaco di Andria, come anche tutti gli altri Sindaci della Puglia, possa mettere da parte l’eventuale attenzione sulle elezioni politiche nazionali e tornare esclusivamente a parlare della politica comunale. Negli ultimi anni abbiamo visto aree pedonali, piste ciclabili, l’inizio della raccolta differenziata porta a porta di Andria, il recupero di antichi palazzi per la creazione della nuova Biblioteca, l’Officina San Domenico e l’ex Macello. Tuttavia, i problemi da risolvere sono ancora diversi: il fenomeno dell’abbandono rifiuti, la problematica dell’indifferenziato, la creazione di stabilimenti di riciclo “a Km0“, come anche la tariffazione puntuale (attualmente tanto menzionata ma di fatto mancante come nei comuni limitrofi) l’incremento di postazioni di sicurezza e di personale organico, pagamenti alle cooperative sociali che attendono ancora oggi soldi per retribuire i loro collaboratori, le questioni giudiziarie e ovviamente la questione crisi economica,  problematica quest’ultima che in realtà dipende soprattutto da una serie di governi centrali privi di fatto di consenso elettorale, che da Roma negli ultimi anni hanno parlato di tutto eccetto di abbassare le tasse, promuovere una sovranità monetaria,  incentivare i prodotti locali e il turismo.

Iniziative e problematiche che i singoli comuni potrebbero almeno in parte trattare promuovendo ad esempio l’introduzione di una moneta complementare in grado di effettuare pagamenti anche con crediti convertibili in beni e serviziri conosciuti da un’eventuale rete sociale locale, la creazione di impianti di autoproduzione di energia per rendere energicamente autosufficienti almeno alcune strutture pubbliche. Di questo dovranno occuparsi i nuovi governanti e i Sindaci dovranno necessariamente fare da controllori e non di certo pensare ad altro. Auguri dunque al Sindaco Giorgino, auguri anche alle opposizioni e auguri al Governo centrale nella speranza di un futuro più responsabile e meno “ad personam”. Dopo i salassi degli ultimi anni tra tasse e sopra tasse e tagli alla spesa pubblica, ne avremmo bisogno tutti, anche gli stessi politici.