Andria: gli ambulanti della Fiera d’Aprile commerciale chiedono aiuto al Vescovo

Nota delle Associazioni UniBat e da CasAmbulanti nella quale viene dichiarata la delusione degli ambulanti a riguardo la Fiera d’Aprile di Andria. Il comunicato:              “Chi pensava che il gravissimo episodio che ha determinato l’impossibilità per i 120 operatori abituali frequentatori della Fiera di Aprile commerciale nella città di Andria di ritirare le autorizzazioni, si fermasse o potesse essere sottaciuto se non mascherato da qualche iniziativa che nulla ha a che fare con la tradizione commerciale della Fiera, si sbagliava di grosso. I commercianti non ci stanno e stigmatizzano i tantissimi silenzi registrati sul caso, anche da parte di quelle associazioni cosiddette di rappresentanza, peraltro implicate nell’organizzazione fieristica para-commerciale, che non hanno fatto sentire seppur la loro minima, ancorché insignificante voce. Un dramma nel dramma con una schiera di soggetti addirittura a compiacersi del mancato svolgimento della Fiera che, al contrario, ha visto la netta presa di posizione delle due Associazioni Unimpresa Bat e CasAmbulanti Italia”.

“Ora gli esercenti che non sono stati messi in condizione di conoscere la richiesta di un pagamento Tosap doppio rispetto allo scorso anno, mentre a gennaio tale aumento né è stato richiesto né tantomeno annunciato a coloro che hanno operato nella Fiera dell’Epifania, sempre ad Andria e sempre nello stesso circuito commerciale; che hanno dovuto rinunciare a ritirare il posteggio a causa del salasso che il comune voleva perpetrare con importi che arrivavano anche a quattrocento euro per un posteggio standard per soli tre giorni e che comunque hanno subito il danno nell’aver prodotto, inconsapevoli degli aumenti, istanze di partecipazione in competente bollo e addirittura versando già i diritti di segreteria triplicati rispetto allo scorso anno quindi altre tante migliaia di euro perdute che il comune però ha incassato e al quale si chiede la restituzione”.

“Un danno che si aggiunge a quello enorme derivante dai mancati incassi quindi centinaia di migliaia di euro se si considera che ora sono a rischio anche la Festa Patronale e le tante Feste Parrocchiali religiose che si svolgono in città. A tal proposito gli Operatori, guidati dalle loro Associazioni di Categoria, hanno richiesto a s.e. Mons. Luigi Mansi, un incontro urgente per assumere le decisioni ritenute urgenti e che ora devono investire le competenze del Commissario Prefettizio visto che gli autori di tale ulteriore scempio culturale, storico e commerciale fra qualche ora saranno altrove. Al Vescovo sarà manifestata la delusione e l’umiliazione subita ad Andria mentre altre città incentivano fortemente la salvaguardia di tradizioni e di posti di lavoro. Di sicuro se qualcuno pensava che per pagare le centinaia di euro per partecipare ad una Fiera ridotta a macero, gli Operatori andassero a chiedere prestiti ad usurai si sbagliava di grosso” – concludono da UniBat e da CasAmbulanti”