Andria: gli immigrati di Casa Accoglienza rinunciano al pocket money a favore dei terremotati. Consegnata la somma raccolta

immigratiIl 31 Agosto 2016 presso la Casa di Accoglienza “S. M. Goretti” della Diocesi di Andria con la presenza del Vescovo Mons. Luigi Mansi, dei richiedenti protezione internazionale, degli ospiti delle casa famiglie e dei volontari fu celebrata una santa messa in ricordo delle vitte del terremoto del 24 agosto 2016 che colpì il centro Italia e annunciata la raccolta di fondi e la rinuncia da parte dei migranti del proprio pocket money.

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Con una lettera indirizzata al presidente della Caritas Italiana è stata consegnata la somma raccolta. Qui sotto la lettera scritta da don Geremia Acri:

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“Eminenza, Carissimo Padre Franco,

La terra ancora tremava, le urla e il pianto di gente disperata, che aveva perso tutto, che strappava con le unghia e i denti il cielo e gettava ogni frammento di esistenza tra quei cumuli di macerie e la pestilenza del web già iniziava a diffondersi:

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“Nelle tendopoli metteteci gli immigrati, così lasciano agli sfollati le camere negli alberghi a 5 stelle.”

La risposta migliore è arrivata da chi, invece di generare vaniloqui e diatribe, si è rimboccato le maniche per aiutare attivamente e autonomamente i terremotati, come i circa 140 migranti, richiedenti protezione internazionale, ospiti presso le Case: “Gandhi”, “Bakhita”, “Aylan”, “S. Andrea”, “R. Livatino”, nella Città di Andria, e Casa “S. Caterina” nella Città di Trani, unitamente ai migranti, inseriti nel servizio SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) ospiti presso Casa “Santa Croce”, nella Città di Andria, della Comunità “MigrantesLiberi” (Impresa Sociale e di Solidarietà di Andria), che hanno deciso di donare il proprio pocket money agli sfollati delle zone colpite dal terremoto in quel 24 agosto che ha “fermato” la vita e la speranza di tanti nostri fratelli e sorelle.

Una cifra piccola, (€3.500,00) ma fortemente simbolica, per ricambiare la solidarietà ricevuta con l’accoglienza.

Sullo stesso esempio hanno partecipato alla raccolta fondi pro-terremotati anche gli ospiti, che risiedono presso le varie Case famiglia per Adulti in Difficoltà per uomini e donne: Casa “Si.Lo.E’”, Casa “Ricominciamo”, Casa “San Vincenzo dé Paoli”, Casa “Chiara Lubich”, Casa “Domus Aurea”, Casa “Zoè” e le comunità dei ragazzi e ragazze ospiti presso le Case: “Stelle in Viaggio”, “Hansel e Gretel”, “Fratello sole” sempre della stessa Comunità “MigrantesLiberi”, unitamente ai collaboratori e ai volontari.

All’opposto di quello che la mentalità mondana può persuadere a ragionare, la povertà è un valore: o meglio, una fonte di levatura spirituale ed umana. Perché è solo nella carenza che l’umanità può ritrovare le proprie “sane e belle” doti, e vivere secondo l’etica della reciprocità e in armonia con sé stessa.

“E io, uscito forse dalla casa più povera, anche oggi orgoglioso di essere stato così povero. Non con questo che voglia nascondere il dramma della mia infanzia. E’ a questa povertà che devo tutto: povertà che penso sia la salvezza non soltanto degli individui, ma della stessa società. Non ci salveremo se non da poveri”. Era il 1992 quando David Maria Turoldo pubblicava, nelle ‘Lettere della casa di Emmaus’, queste parole quanto mai attuali.

La povertà è la nostra condizione naturale di uomini e donne è la nostra libertà, una grande provocazione contro i poteri forti che fa tremare il sistema politico, economico ed ecclesiastico, una terribile testimonianza della disgregazione sociale, della diseguaglianza sociale delle ideologie dominanti senza volto e senza anima.

È vero la povertà è un argomento spinoso, non si può liquidare con una massima filosofica ma merita una grande considerazione, perché potrebbe diventare un motore irrefrenabile del riscatto di una Umanità senza più dignità, senza più scampo.

Condivideremo apertamente questa Lettera per dar seguito al percorso intrapreso al fine di educare sempre più alla convivenza e al rispetto reciproco.

Con l’affetto e l’amicizia di sempre Ti giungano i saluti di tutti, in particolare quelli dei più piccoli che conservano ancora il vivo ricordo della Tua presenza in mezzo a noi”.