Andria: grosso cinghiale investito all’uscita per Castel Del Monte. Attenzione alla guida – le foto

La morsa del freddo gelido, che in queste ore non ha ancora causato nevicate, ha evidentemente portato alcuni animali selvatici a spingersi da una parte all’altra del territorio, effettuando talvolta anche pericolose traversate sulle strade trafficate. E’ quanto possibile constatare da alcuni scatti fotografici giunti in redazione (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). 

Nelle foto, scattate sulla Sp 231 Andria, a circa 1 km dall’uscita per Castel Del Monte, in  direzione Foggia, è evidente la presenza di un grosso esemplare di cinghiale. Non è ancora chiaro quali siano stati i danneggianti procurati al veicolo coinvolto, fatto sta che l’animale è sicuramente deceduto poco dopo l’impatto. Un problema, quello della presenza dei cinghiali, che ogni giorno tende a peggiorare. Non a caso, negli ultimi giorni, dall’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia hanno fatto sapere che proprio da questo periodo 40 volontari sono impegnati per il censimento della popolazione ungulata ed incremento del piano di cattura e contenimento della specie. Sinergie con i Carabinieri Forestali. C’è poi chi, come il locale rappresentante di Noi Con Salvini Benedetto Miscioscia, propone anche l’apertura di una stagione venatoria.

Gli esemplari, anche se presenti nell’area del Parco dell’Alta Murgia, in realtà, sono talmente tanti da aver “colonizzato” il Parco di Lama Balice nel barese giungendo persino nel quartiere San Paolo di Bari dove da tempo vengono trattati alla pari dei cani randagi. All’altra estremità della Murgia, in direzione Foggia, invece, si registra la presenza di questi animali anche sul lungomare di Barletta Ponente e nel territorio dell’Ofanto, così come documentato anche da una serie di scatti fotografici e filmati diffusi in rete negli ultimi mesi.

Una vera e propria sovrappopolazione che sta causando danni allo stesso ecosistema ambientale essendo il cinghiale presente nella nostra zona una specie alloctona, ovvero non autoctona rispetto ai cinghiali vissuti in tempi remoti ed estinti, ma bensì una specie più grossa e forse anche più vorace proveniente dal nord Europa ed evidentemente introdotta anni fa da cacciatori per spingere gli enti locali all’apertura della caccia evidentemente inconsapevoli di quello che sarebbe avvenuto dopo qualche anno. Attività di fatto mai avvenuta anche per la presenza del Parco Nazionale che invece è incaricato anche alla salvaguardia degli animali ospitati. Un paradosso causato dall’uomo. Ancora una volta, dunque, l’intervento negativo dell’uomo, attraverso un’introduzione artificiosa e spinta, ha causato uno stravolgimento dell’ecosistema con conseguenti ripercussioni sulla flora e sulla fauna locale. Un’altra foto scattata stamane:

 

Conseguenze negative si registrano anche nell’ambito agricolo. “Ultimo caso in ordine di tempo ad Altamura, dove in una sola notte  i cinghiali hanno distrutto 35  ettari  di  terreno  (in parte ricadenti nel Parco dell’Alta Murgia) appena  seminati  a  ceci, con un danno stimato pari a circa  11,000.00  euro” – faceva sapere Coldiretti Puglia in un comunicato diffuso alcuni giorni fa. Questo senza contare i numerosi e frequenti incidenti stradali che a volte portano gli automobilisti malcapitati a dover effettuare vere e proprie attività di scioglimento delle problematiche burocratiche per richiedere eventuali risarcimenti danni. In ogni caso, a tutti gli automobilisti consigliamo vivamente di moderare particolarmente la velocità in queste zone interessate dall’attraversamento dei cinghiali.