Andria: i cittadini si sistemano da soli l’asfalto delle strade a proprie spese “gli italiani devono cambiare mentalità”

Un intervento estremo, non autorizzato ma giustificato da una problematica che non è stata risolta da chi avrebbe dovuto. Lo rende noto il sindacalista andriese Savino Montaruli sui social. “I Cittadini” – si legge nel post diffuso da Montaruli con tanto di scatti fotografici – “all’opera per riparare, a proprie spese, le strade sfasciate ed evitare ulteriori danni. Cos’altro devono fare i Cittadini? Se arrivano al punto da sostituirsi ai politici e agli amministratori pubblici allora significa che questi ultimi NON SERVONO!”

Una problematica, quello delle strade dissestate, piuttosto comune nelle periferie e nelle aree rurali di una città, quella di Andria, che presenta un’estensione territoriale all’incirca tre volte più grande di quella di Bari. Una vera a e propria gatta da pelare per gli amministratori locali che, nonostante alcuni interventi, devono periodicamente vedersela con molti cittadini arrabbiati e semplicemente indignati per via della qualità della strada non proprio soddisfacente. tal proposito, drammatico risulta il commento di un altro cittadino andriese:

“L’altro giorno ho percorso le strade del quartiere San Valentino, so che ha molti politici non interessa in quanto abitano in centro, ma è un vero sfacelo, strade rotte, dissestate, buche dappertutto, un quartiere lasciato all’abbandono totale, uno schifo grazie all’amministrazione che nelle vecchie, speriamo, passate elezioni è venuta con tutti i suoi collaboratori a decantare le tante opere che avrebbero realizzato. In queste elezioni fate meglio a non venire nel quartiere: potreste non essere accolti in modo gentile dai residenti ormai quasi nel 80% anziani e invalidi vittime di queste ingiustizie…..medita gente” – conclude il cittadino. E ancora, lo sfogo di un cittadino deluso dall’intera classe politica:

“Ormai siamo stanchi non Credo a più nessuno, destra, sinistra, centro, grillini, chi più ne ha più ne metta , è la mentalità italiana che deve cambiare, l’italiano pensa solo a stesso e basta…..” – parole che non riguardano il problema nello specifico ma che suonano come campanello d’allarme di una popolazione, come quella andriese ma in realtà dell’Italia intera) che chiede giustizia, diritti e servizi, tutti elementi spesso più menzionati che messi in pratica dai fatti.  Nel frattempo, ad Andria, nonostante gli interventi “fai-da-te”, i problemi da risolvere sono ancora parecchi. Lo dimostrano anche le foto diffuse sui social  (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). Uno scatto fotografico documenta un cittadino all’opera:

Certo, in molti casi anche le amministrazioni hanno le loro responsabilità in fatto di gestioni finanziarie, ma parlare solo della conseguenza e non della causa (come invece fanno fin troppi politici di presunte opposizioni) non è certo una soluzione (se non per chi sfrutta l’occasione facendo polemica contro il Sindaco per poi candidarsi alla guida del comune di turno).

La situazione non promette nulla di buono e l’Unione Europea, che attraverso la BCE stampa moneta a debito, continua a chiedere sacrifici ed austerità all’Italia. Il Governo centrale acconsente. Se ad Andria l’amministrazione non sistema le strade a San Valentino, a Trinitapoli è venuto a mancare persino lo scuolabus per i bambini. La responsabilità è anzitutto dei singoli comuni ma anche di un governo, l’unico autorizzato a stampare moneta, che non assicura risorse necessarie riappropriandosi di una banca centrale del popolo che stampi moneta senza debito. Ci tornano le parole del compianto prof. Giacinto Auriti, il quale nei primi anni del 2000 affermo: “Senza la sovranità monetaria, le nuove generazioni non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione. Noi, ovviamente, speriamo che le cose possano migliorare. Anche perché…peggio di così! Per ora vi lasciamo con questa foto: