Andria: i problemi nel centro storico restano e il distretto urbano del commercio non ci sarà

Giovedì 5 dicembre si è svolto ad Andria un incontro nel quale si è discusso dei grossi problemi esistenti nel centro storico della città sia per i commercianti che per i residenti. A tale proposito l’Area Comunicazione Unibat ha trasmesso un comunicato che qui pubblichiamo:

Un incontro pubblico che ha destato moltissimo interesse, sia da parte degli esercenti che da parte di residenti e cittadini andriesi. Un incontro tenutosi presso il Chiostro San Francesco di Andria giovedì 5 dicembre e nel corso del quale si è parlato dell’inquinamento acustico causato dall’utilizzo improprio e abusivo degli apparecchi per la diffusione sonora al di fuori dei locali o comunque in violazione delle norme vigenti. Una sorta di messa sotto accusa degli esercenti che hanno investito in quel territorio ma che non si erano resi conto che la politica del “lasciar fare” adottata dalla precedente Amministrazione comunale, come peraltro avvenuto anche per i Dehors, ha prodotto, alla fine, qualche pugno di voti per avventori e avventurieri della scena politica andriese ma anche tanti morti che continuano a piangere la pena di essere caduti nella trappola mortale” – fanno sapere da Unibat. Nel corso della serata sono stati numerosi gli interventi dei presenti e tra questi quello molto apprezzato del sindacalista andriese Savino Montaruli, rappresentante di Unibat, unica associazione accreditata attraverso comunicazione telematica preventiva, il quale ha analizzato l’intera vicenda partendo da un punto di vista molto più ampio, offrendo spunti di riflessione che nel corso del dibattito i relatori avevano quasi completamente ignorato. In pratica la relazione verbale di Montaruli ha fatto un excursus delle vicende che hanno caratterizzato, negativamente, la involuzione sociale, economica e della qualità della vita nel luogo più storico della città. Un’analisi che ha messo sotto accusa “l’incapacità della politica locale di dotarsi di strumenti non solo di controllo, di vigilanza e di prevenzione ma anche l’assenza di minimi strumenti di programmazione e di progettualità. Questo ha causato le degenerazioni che hanno esasperato i residenti, al punto da indurli addirittura ad abbandonare le proprie abitazioni così come hanno incentivato una movida selvaggia incurante del valore del bene pubblico e persino violenta, anche verbalmente. Secondo Montaruli, quindi, parlare solo ed esclusivamente di musica ad altissimo volume e incentrare l’attenzione solo su questo argomento è stato un modo per minimizzare, per banalizzare e per nascondere i più profondi problemi del centro storico andriese senza, peraltro, presentare né prospettare alcuna soluzione”. Infatti l’incontro si è concluso con una delusione generale rispetto ad accordi che erano attesi ma che sono risultati semplicemente vani:

“Intanto restano nei cassetti del Gabinetto il Protocollo d’Intesa elaborato dall’Amministrazione Giorgino sotto l’assessorato Lattanzio che, coinvolgendo tutte le parti in causa, intendeva dare alcune regole comportamentali e di rispetto delle norme nel centro storico cittadino così come restano disattese tutte le ordinanze dell’allora Sindaco Zaccaro, quali, ad esempio, quella relativa alla disciplina e regolamentazione della somministrazione e vendita di alcol e soprattutto quella relativa ai divieti di formare capannelli di persone nelle vie e nelle piazze della città e le rigide norme in materia di disturbo della quiete pubblica e di schiamazzi. Una città dove le ordinanze si fanno per pulire le coscienze e dove fatta l’ordinanza tutti si sentono appagati. Non importa se poi la comunità è allo sbando e il clima è diventato, negli anni precedenti, da Far West, anche nel centro storico dove anche ieri sera le serate dei balordi si sono concluse con fiumi di alcol consumato senza ritegno, abbandono di rifiuti ed escrementi dappertutto e fuochi di artificio non autorizzati. Lo diciamo noi? No, lo dicono i poveri residenti che subiscono queste violenze quotidiane nell’indifferenza generale di chi è sparito dalla circolazione ma che dallo spioncino continua a guardare cercando il cilindro magico dal quale far uscire le prossime becere, deplorevoli e ridicole proposte elettorali. Andria è questa e sono tantissimi quelli che continuano a stare dietro gli illusionisti che ormai si siedono solo ed esclusivamente in ultima fila”. Queste le dichiarazioni di Savino Montaruli deluso di “un incontro pubblico rivelatosi uno spreco di energie senza alcuna soluzione” a chi anche ieri sera ha vissuto il terrore di vivere nel ghetto della città ormai in stato di semiabbandono. “Ultima gravissima affermazione quella del Relatore forestiero il quale ha comunicato ufficialmente che ad Andria non sarà realizzato il Distretto Urbano del Commercio con la perdita dell’accesso ai fondi pubblici. E’ stato lo stesso ad additare la colpa di tale mancata attivazione all’Amministrazione comunale precedente e, ha dichiarato pubblicamente nel corso del suo intervento, in particolare all’attuale Commissario Straordinario dott. Gaetano Tufariello. Ovviamente ci aspettiamo che il sindacalista tranese chiarisca queste sue dichiarazioni considerata la gravità delle affermazioni e soprattutto delle conseguenze che esse comportano per una città senza Strumento di Programmazione Strategica che ora si permette anche di perdere centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici stanziati all’uopo. Se queste dichiarazioni escono fuori dalla bocca di chi sta gestendo tali fondi in confsociativismo con le amministrazioni comunali allora la situazione deve essere davvero gravissima”. Ovviamente il sindacalista andriese Savino Montaruli ha preso apertamente le distanze da tali atti di accusa gravissimi.

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