Andria: il canile “Favullo” attende soldi dal Comune da oltre un anno, funziona grazie alla “buona volontà”

La gravissima, drammatica situazione finanziaria del comune di Andria miete vittime ogni giorno e gli effetti ancor più drammatici saranno quelli che verranno dopo gli atti che il consiglio comunale si appresta ad approvare e che la Corte dei Conti dovrà valutare. A farne le spese non solo i cittadini, gli umani ma anche gli animali che, nel caso in specie, soffrono lo stato di abbandono derivante da una pesantissima situazione economico-sociale che persiste da anni. Questa volta la disperazione è quella della proprietaria del noto canile “Favullo di De Nigris Brigida” con sede in Andria alla contrada Guardiola, prolungamento via SS. Salvatore.

Una situazione economica gravissima, ben nota, in città ed all’amministrazione comunale, conseguenza della mancata liquidazione da parte del comune delle spettanze dovute a fronte della fatturazione relative a prestazioni di ricovero di cani randagi nel suddetto rifugio e nella struttura adibita a canile sanitario. Un credito maturato dalla Ditta Favullo da ben 18 mesi con una somma rilevantissima a saldo di fatture relative agli anni 2016-2017-2018 (ad ottobre). Nonostante i molteplici incontri con l’Amministrazione comunale attuale e le promesse di liquidazione, anche se parziali del credito, ad oggi nessuno di tali impegni assunti dall’Ente pubblico è stato mantenuto. Cosa significhi tutto questo? Innanzitutto il mancato incasso delle prestazioni non consente una gestione ottimale del canile; non consente più di avere la forza economica di andare avanti.

Pur comprendendo le difficoltà dell’Amministrazione comunale, la titolare della struttura chiede vivamente di comprendere il dramma che sta vivendo. A causa della mancata, perdurante, liquidazione del credito la titolare del canile ha dato fondo a tutte le risorse finanziarie proprie a sua disposizione. I fornitori hanno avuto la pazienza di attendere il saldo delle forniture ma ai dipendenti cosa si può offrire? Come possono sbarcare il lunario e sopperire alle esigenze più elementari della famiglia se non possono ottenere il giusto compenso? Minacciano di abbandonare il posto di lavoro. Un leale ringraziamento va all’associazione “Adottami col cuore di Genova” nella persona della sig.ra Veronica Costa; all’associazione Lega per la Difesa del Cane nella persona della sig.ra Sabina Di Giacomo di Canosa di Puglia; alla associazione SAVE DOG ITALIA nella persona del sig. Daniele Marzulli e a tutti i volontari ed i dipendenti di questa azienda a cui va il vivo ringraziamento per la collaborazione e disponibilità nell’assicurare i servizi necessari per la buona gestione del canile facendo si che, ancora oggi, non manchi nulla. Il canile ha urgente bisogno di risorse finanziarie necessarie per poter assicurare la sua sopravvivenza stessa. I bellissimi cuccioli hanno bisogno di tantissime cure veterinarie ed attenzioni prima di essere dati in adozione. Il canile, anche grazie alle suddette Associazioni, ha provveduto a far adottare oltre mille cani, anche anziani, nell’arco dalla gestione De Nigris Brigida, iniziata circa dodici anni fa. Del singolare caso ne aveva già parlato l’emittente televisiva Tele Dehon con il servizio che riportiamo qui sotto:

Notevoli sono state le risorse finanziarie economizzate dalla Amministrazione comunale in questi anni. Un risparmio reale che non trova neppure un gesto di riconoscenza né il riconoscimento dei diritti vantati e dei crediti economici che spettano. Oggi non è più possibile continuare la conduzione della struttura senza le opportune risorse finanziarie. Ogni giorno la situazione è sempre più precaria. Un appello che non può cadere nel vuoto perché si tratta di un servizio che ha anche risvolti sociali, umani e sanitari. La soluzione al problema non è la prigione a vita nel canile ma, bensì, mettere in atto una campagna di sensibilizzazione di sterilizzazione e microchippatura, soprattutto di cani padronali.