Andria: il commissario prefettizio Tufariello incontra le parti sociali. Deleonardis “qualsiasi decisione auspichiamo sia frutto di confronto”

Ad Andria le parti sociali incontrano il commissario prefettizio Tufariello.
Deleonardis (Cgil Bat): “Apprezziamo la scelta fatta di incontrare le parti sociali, qualsiasi decisione auspichiamo sia frutto di confronto” Il commissario prefettizio, Gaetano Tufariello, ed il sub commissario, Rachele Grandolfo, hanno incontrato giovedì pomeriggio nella sala giunta del Comune di Andria le parti sociali. Attorno al tavolo c’erano Giuseppe Deleonardis, segretario generale della Cgil Bat, Giuseppe Boccuzzi, segretario generale della Cisl Bari-Bat, Vincenzo Posa, in rappresentanza della Uil e Tonia Sinisi, Cisl. Per la Confindustria Bari-Bat c’erano Sigfrido Cappa e Michele Scarcelli. Era presente anche la dirigente del settore servizi sociali e pubblica istruzione, Ottavia Matera.

Si è trattato di un primo momento di confronto in cui, oltre alle presentazioni, si è subito affrontata nel merito la situazione economico finanziaria dell’ente partendo da un presupposto che chiarisce il metodo: tutti sono stati concordi nel ritenere che qualsiasi decisione bisognerà prendere debba essere frutto di discussione e di condivisione tra le parti. I sindacati hanno ricordato al commissario quanto sia stato già fatto negli ultimi anni con la precedente amministrazione, “un bagaglio da cui ripartire”, lo hanno definito. “In particolare – spiega Deleonardisabbiamo sottolineato al commissario l’importanza del protocollo sulle relazioni sindacali siglato con l’ex Sindaco in cui ponevamo dei temi sui quali fondare il confronto con le parti sociali, così come l’intesa sulla rigenerazione urbana, sulla legalità negli appalti e con la Ferrotramviaria per vigilare sugli investimenti pubblici e creare occupazione di qualità. Abbiamo detto la nostra in passato anche sul piano di riequilibrio senza essere elementi di rottura ma cercando di salvaguardare il più possibile gli interessi dei più deboli. Vorremmo che si accelerasse sui fondi comunitari, Fers, perché tolto qualche sporadico esempio, milioni di finanziamenti sono ancora fermi al palo mentre potrebbero essere spesi per le comunità e per avviare politiche di sviluppo e lavoro, così come siamo certi che vada rapidamente ripreso il confronto sui temi dell’applicazione dei contratti e il pagamento delle retribuzioni per i dipendenti delle cooperative sociali”.

Sulla questione dell’importanza dei finanziamenti pubblici si è soffermato Boccuzzi della Cisl ricordando i 5 milioni di euro del bando sulla rigenerazione urbana che stanno, grazie anche al contributo dei sindacati, per arrivare ad Andria. Mentre Posa della Uil ha posto l’accento sulla necessità di agire alla radice del problema della disoccupazione di cui non si ha nemmeno la reale percezione perché molti non s’iscrivono più neanche al collocamento.
Cgil Cisl e Uil auspicano, inoltre, “che si riapra la discussione che si è interrotta per le note vicende amministrative sul piano sociale di zona immaginando anche l’istituzione di una cabina di regia e un confronto, laddove possibile, sul piano di riequilibrio e sull’impegno dalla precedente amministrazione di dirottare subito alle cooperative sociali che vantano credi i soldi derivanti dall’anticipazione del fondo di rotazione che spetta al Comune. Ci sono lavoratori che non percepiscono stipendi dal marzo del 2018. Il nostro è un approccio sicuramente collaborativo perché” – come ha detto il commissario Tufariello” – “qui nessuno ha la bacchetta magica per risolvere la situazione; il problema è come condividiamo questa fase di transizione”.

“Apprezziamo questa prima convocazione fatta dal commissario e la disponibilità alla creazione di tavoli tematici su ciascun aspetto che di volta in volta si dovrà affrontare e auspichiamo da subito che si prosegua così come si è cominciato, ovvero con un confronto sereno e costruttivo nell’interesse della comunità andriese che deve, purtroppo fare i conti con il pre- dissesto. Speriamo solo che si riesca a sistemare le casse dell’ente nella maniera meno dolorosa per i cittadini salvaguardando i soggetti più deboli della società”, conclude Deleonardis.