Andria: incendio in via Trani non lontano da un noto ristorante. I volontari: “intervenuti senza risorse perché mancano soldi” – FOTO

I volontari delle sedi locali delle associazioni “Ambiente e/è Vita Onlus” &“Nat. Federiciana Verde Onlus” comunicano che nella giornata di ieri, dalle ore 15,40, il nucleo di volontari coordinati dal prof. Francesco Martiradonna ha contattato i Vigili del Fuoco per contrastare un incendio manifestatosi nei pressi della complanare di Via Trani, non lontano da un noto ristorante del luogo.
“Tre incendi dalla mattina alla sera e a nessuno dei tre ha utilizzato il modulo AIB, perché le riserve economiche si sono assottigliate per via dell’utilizzo di un altro modulo e diversi mezzi con locomozione di GPL gli unici che garantiscono la presenza dei volontari sul territorio hanno un costo minore” – fa sapere il prof. Martiradonna.

L’associazione ha al suo interno diverse tipologie logistiche che vengono utilizzate al momento della necessità. Però il Baget economico è sempre lo stesso: non si possono utilizzare le unità logistiche senza intaccare la cassa dell’associazione. L’utilizzo di diversi mezzi non porta giovamento alla cassa ma al contrario, porta all’impoverimento della stessa. Maggiormente quando non ci sono ulteriori protocolli, per esempio oltre a quello Regionale ci dev’essere almeno quello Comunale visto che la Provincia è sparita.

“Gli amministratori devono iniziare ad avere altre vedute di sicurezza e una è quella di utilizzare le associazioni che possono dare al momento del problema, quello che si presenta, il giusto tipo di volontario logistico sul territorio” – fa sapere Martiradonna.

“All’associazione ricca di volontari devono arrivare le risorse economiche attraverso i protocolli. Solo così si può dare al territorio una giusta sicurezza, certa e funzionante con mezzi nuovi al volontariato e non obsoleti come quelli che hanno da più di vent’anni. Voglio ricordarvi che all’associazione questi mezzi, per garantire la loro funzionalità costa un terzo del protocollo che ci dà la Regione di Protezione Civile e per avere una vita di continuità i volontari mettono mano alle tasche. Questo è illogico anche perché si devono acquistare i vestiario e DPI”.

“Stiamo aspettando dall’amministrazione Comunale da diversi anni una sede decente con un Garage per parcheggiare i mezzi dell’associazione, visto che paghiamo su sei posti macchina quattro, di cui un Box per mettere il Pik Up L 200 e tutta l’attrezzatura dell’associazione. Grazie per tutto quello che non hanno fatto e visto che continuano a pretendere il servizio dei volontari, che in comuni altre associazioni hanno da quelle amministrazioni tutto quello che noi non abbiamo. Cioè sedi comunali grandi con garage, i mezzi con diverse tipologie logistiche come pompe idrovore, moduli nuovi AIB, Divise con DPI, gruppi elettrici, ecc” – conclude il prof. Martiradonna.