
Quello della Madonna dell’Altomare è un capitolo significativo della storia religiosa di Andria, intrecciato con la devozione popolare e la memoria collettiva della comunità. La figura della Madonna, assunta a simbolo di protezione e speranza, si è imposta nel tempo come polo di riferimento spirituale per gli abitanti della città, soprattutto in epoche percorse da insicurezze e pericoli. Le origini di questa particolare venerazione affondano nei secoli: secondo le fonti locali – come già riportato in precedenza da VideoAndria.com – la vicenda si colloca alla fine del XVI secolo. Il miracolo che diede avvio alla devozione ha natura tanto semplice quanto straordinaria. Una bambina era scomparsa:


Quello della Madonna dell’Altomare di Andria è un capitolo della Storia cittadina che affonda le radici nella tradizione religiosa della comunità andriese, un simbolo di fede e devozione che merita di essere ricordato e celebrato. La devozione alla Madonna dell’Altomare ha origini antiche, risalenti a secoli fa: la figura della Madonna, che si ergeva come faro di speranza e salvezza, divenne rapidamente un punto di riferimento per la comunità, simboleggiando la protezione divina in un contesto spesso segnato da difficoltà e pericoli:
Come già riportato in precedenza da VideoAndria.com, in base alle documentazioni note, nel 1598, alla fine fine del XVI secolo il luogo dove sorge la chiesa era situato alla periferia della città, all’esterno delle mura cittadine. Qui, una bambina caduta in una cisterna venne ritrovata solo dopo tre giorni di vane ricerche, in piena salute ed asciutta, sorretta da un’immagine della Madonna sopra il livello dell’acqua. La bambina – secondo quanto tramandato sino ad oggi – raccontò che l’immagine l’avrebbe nutrita e sorretta. Una volta individuata l’immagine, i cittadini la denominarono Madonna dell’Altomare, a causa del ritrovamento effettuato a pelo d’acqua:

Da allora fu oggetto di pellegrinaggio in quanto ritenuta miracolosa. In seguito, venne costruita la chiesa per ospitare i fedeli in costante aumento, la cui facciata è attribuita a Federico Santacroce. L’attuale edificio è frutto di un rifacimento eseguito tra il 1875 ed il 1877. Ne Il Capitolo Cattedrale di Andria ed i suoi tempi (dalle origini fino all’anno 1911) Tip. F.sco Rossignoli Andria 1911, vol. II, nel capo IV, dedicato alle Chiese figliali della Cattedrale di Andria, cioè dipendenti direttamente dal Capitolo Cattedrale, a proposito della Chiesa di Santa Maria dell’Altomare (pp.65-69), Michele Agresti annotava:
“Tale devozione non si limita ora ai soli cittadini andriesi, ma si estende pure ai paesi della Provincia, ed anche più lontani, specialmente fra la gente di mare, che numerosa accorre in Andria, massimamente nel dì della festività di Maria d’Altomare (che si celebra il terzo giorno di Pentecoste), per testimoniare alla Vergine la loro riconoscenza, proteggendoli negl’ìnfortuni del mare” (pag. 66). Nella pubblicazione Il santuario di Maria SS. dell’Altomare in Andria. Ricordo storico-morale per la Incoronazione della prodigiosa Immagine Tip. B. Terlizzi, Andria 1899 Riccardo Mari scriveva:
“Sparsa la fama di un tale prodigio, degli Andriesi non rimase un solo in paese, anzi non è a credere quanta gente dalla città nostra e dai paesi vicini corse da tutti i lati su quella prodigiosa Cisterna per vedere la miracolosa Effigie dì Maria. Fu in breve estratta l’acqua, che chiamavano benedetta, della quale una buona parte per devozione passò nei paesi lontani rinchiusa in barili ed in ampolle” (pp. 11-12). Nel capitolo V dedicato alla nuova chiesa, scrive:
“Venne l’anno 1866, quando il Capitolo Cattedrale assegnò l’amministrazione della Cappella al Primicerio D. Giuseppe Marziani. Questi, eletto Rettore, coadiuvato dallo zelo del Sac. D. Gerardo Magno, in breve tempo, ( … ) riportò onore e venerazione a quel sacro luogo. In quel tempo si svolgeva il fatto straordinario delle vaste proporzioni che prendeva la cara devozione verso Maria SS. di Altornare. Quella cappella ben presto diventò un vero Santuario celebre non solo presso noi Andriesi, ma pure presso i popoli vicini e lontani” (pp. 27-28). Nel capitolo IX, dedicato a “Le grazie ricevute”, più volte si accenna all’accorrere di devoti dai paesi circostanti. “Oh, come è bello vedere in tutte 11ore del giorno tanfinfelici di Andria, di Barletta, di Trani, di Moffetta, di Trinitapoli e di S. Ferdinando di Puglia scendere piangenti le scale del Santuario e poi risalirle lieti per le guarigioni impetrate da quella prodigiosa Immagine” (p.65). Più oltre si annota: “Al pari di S. Ferdinando di Puglia, si vide nascere e sempre più crescere il culto affettuosissimo di Maria di Altomare in Molfetta, Trani, Barletta, Trinitapoli, Mola di Bari ed altri paesi a noi vicini, … “(p.68). (Fonte). in epoca moderna, la Madonna dell’Altomare di Andria viene venerata anche mediante la statua di uso nelle processioni:

Il ritrovamento dell’immagine a pelo d’acqua ispirò il nome con cui la devozione si sarebbe diffusa nella città: Madonna dell’Altomare, appellativo che lega l’evento alla singolare circostanza del salvataggio e che sottolinea il carattere miracoloso dell’intervento divino percepito dalla popolazione. Da quel momento la figura sacra divenne oggetto di venerazione popolare, raccogliendo credenze, preghiere e riti che rinsaldarono il legame tra la comunità e la protezione invocata alla Madonna. Infine, per tutti gli appassionati di storia andriese, ricordiamo che è possibile seguire tutti gli aggiornamenti anche cliccando “Mi piace” sulla Pagina Facebook.com/andriantica.
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