Andria: “La Fabbrica” già assaltata dai ladri, hanno portato via tutto a pochi giorni dall’inaugurazione

“Tutto comincia qualche anno fa. Alessia, giovane andriese trapiantata in Francia, il suo ragazzo Antoine ed un loro amico Clément decidono di lasciare Parigi per coltivare un’idea che a molti sembrava assurda: trasformare una vecchia fabbrica di chiodi dispersa nella campagna andriese in un centro culturale unico in tutto il Sud Italia” – lo ricordano dal movimento politico-culturale Andria Bene in Comune che, in un post diffuso sui social lo scorso 10 maggio, scrive:

“I tre giovani si mettono così al lavoro e fanno tutto, ma proprio tutto da soli: armati di tanta passione e buona volontà, mettono in piedi una campagna per autofinanziarsi e, riutilizzando materiali di recupero, pian piano rimettono in sesto con le proprie mani il capannone. Dopo anni di lavori, interrotti dall’epidemia, lo scorso aprile quella che sembrava rimanere solo un’idea è infine diventata realtà: La Fabbrica ha aperto i battenti.
Chiunque, come noi, ha trascorso del tempo lì può assicurare che si tratta di un posto meraviglioso, un regalo fatto alla nostra comunità da tre ragazzi che sono venuti ad Andria a portarci un po’ di quell’Europa che tanto vorremmo essere e non siamo ancora. Una storia a lieto fine, penserete. E invece no – osservano da ABC che prosegue:

“Perché ieri sera qualcuno ha pensato di approfittare dell’assenza dei ragazzi, forzare i cancelli della struttura e rubare una parte di ciò che c’era all’interno. Un danno enorme per chi ha investito tanto ed ha aperto da appena un mese. Queste sono le occasioni in cui ci vergogniamo del fatto che chi abbia compiuto un gesto così vigliacco faccia parte della nostra comunità. Quanto accaduto è di una gravità immensa, non solo per il danno arrecato quanto per il messaggio che in questa città non valga la pena fare nulla del genere. Noi continueremo a sostenere tutti coloro che, come Alessia, Antoine e Clément, hanno deciso di puntare sul nostro territorio, portando con sé quell’energia e quell’entusiasmo che qui continuamente vengono a mancare perché i nostri giovani sono costretti ad andare via. Ora rimbocchiamoci le maniche tutti insieme affinché La Fabbrica torni al più presto a vivere, perché ogni giorno di sua chiusura è una sconfitta per tutta la nostra comunità. Chiunque abbia voglia di contribuire in qualche modo, si faccia avanti. Dimostriamo a tutti chi sono davvero gli andriesi!” – concludono da Andria Bene in Comune.

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