Andria: la politica (quella vera) la fanno i cittadini con l’orto sociale

Consideriamo la politica nazionale, quella internazionale, le tensioni sociali, l’economia influenzata dall’alta finanza, le ingiustizie, la mancanza di un reddito minimo di esistenza per tutti gli esseri umani, la mancanza di cibo per i nuclei più poveri della società, il mangiar male, le malattie legate all’alimentazione scorretta, i pesticidi, la politica delle promesse, dalle maggioranze alle opposizioni.

Consideriamo adesso un paesone come Andria, dalla forte storia ed esperienza agricola. Consideriamo anche associazioni ambientaliste come Legambiente. Ma teniamo conto anche delle esperienze internazionali degli orti sociali. Gli orti urbani, ovvero quelle piccole realtà agricole dilettantistiche che possono essere replicate ovunque. Prendiamo in considerazione uno stile di vita politico che i politici difficilmente ci regalerebbero: l’autosufficienza, in questo caso alimentare.

Il risultato potrebbe essere quello che da alcuni anni sta accadendo in posti come il Giardino Mediterraneo di Andria (a pochi metri dalla villa comunale della città federiciana). Qui, oltre a custodire una notevole varietà di piante mediterranee per scopi didattici ed ambientali, in un lembo di terra di pochi metri quadri decine di cittadini tra famiglie, singoli e persino qualche altra organizzazione, da alcuni anni si autoproducono insalate, pomodori, melanzane, zucchine, ma anche piante aromatiche e qualche albero da frutto. Un esperimento poi replicato anche nel quartiere di San Valentino con un terreno più vasto, riqualificato sempre dagli stessi volontari grazie ad un secondo progetto.

Si uniscono le risorse, mezzi di fortuna, si ripara un vecchio motozappa e via, verso la grande avventura che potrebbe un giorno rivoluzionare l’intera società, rendendola più autonoma da una politica che troppo spesso è mancata a livello internazionale, troppe volte occupata a seguire politiche legate alle logiche del consumismo, non proprio affini a quelle del vero benessere. Un esempio che storicamente potrebbe essere definito “autarchico”, ma che in realtà non rappresenta che la chiave per le future generazioni: più sensibili all’ambiente, meno dipendenti dal capitalismo estremo e ben più coscienti del cibo di cui si nutrono. E questo, ne siamo certi, è solo l’inizio di un risveglio collettivo.