Andria, la verità sui lavori della villa comunale: fu Giorgino ad evitare in tempo lo stravolgimento grazie all’appello scritto da Nicola Montepulciano. A distanza di anni, pubblichiamo il contenuto della relazione che rimette tutto in discussione (e che deve far riflettere per i progetti futuri)

Mentre in città la nuova amministrazione di centrosinistra e molteplici associazioni stanno concentrando (giustamente) i loro sforzi verso progetti di riqualificazione urbana e di estensione del verde pubblico mediante iniziative sostenibili, con interesse e stupore abbiamo potuto ascoltare le parole del nostro concittadino Nicola Montepulciano che, su nostra richiesta, ha rilasciato una relazione – sino ad oggi inedita sul web – che documenta un fatto curioso e storico, riguardante il polmone verde della città di Andria. La decisione della pubblicazione del materiale sul nostro blog – rende noto il nostro concittadino – è dovuta all’ammirazione di Nicola Montepulciano verso VideoAndria.com, sito web che da molti anni sta diffondendo contenuti di carattere ecologista, con ampio spazio dedicato ad osservazioni basate sull’ambientalismo conservatore (come, ad esempio, la tutela delle querce autoctone, battaglia comune da tempo condivisa da Montepulciano e VideoAndria.com). Riguardo la sua relazione dedicata interamente alla villa comunale di Andria, i fatti risalgono al 2008:

Nicola Montepulciano, promotore di iniziative finalizzate a tutelare le querce autoctone del territorio

All’epoca, Montepulciano, già noto per il suo costante impegno riguardante la tutela ambientale, espresse forti criticità sul progetto riguardante le modifiche della villa comunale portate avanti dall’allora amministrazione di centrosinistra e pertanto, il ricercatore ecologista decise autonomamente di scrivere una relazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’amministrazione comunale e scongiurare quelle che per il nostro concittadino ambientalista rappresentavano degli stravolgimenti con ricadute negative per la flora e la fauna locale (si pensi, infatti, alle numerose specie di uccello selvatico che popolano anche la villa comunale). Ma i lavori proseguirono a rilento e con la caduta dell’amministrazione e le successive elezioni comunali, la responsabilità passò all’amministrazione di centrodestra guidata allora dall’avv. Nicola Giorgino. Mentre in tutti questi anni forti si sono dimostrate le critiche nei confronti della passata amministrazione, Montepulciano riferisce di aver visto – di fatto – risultati effettivi e sensibili alla questione ambientalista solo dalla tanto criticata amministrazione Giorgino. Mentre a livello mediatico si ricordano le singolari forme di protesta, infatti, Montepulciano ammette che proprio Giorgino riusci a non far stravolgere l’assetto dell'”Asse centrale” della Villa. “Quindi, almeno per questo dobbiamo dire grazie a Giorgino” – ha osservato Montepulciano che, seppur ideologicamente lontano dai partiti che sostenevano l’allora amministrazione di centrodestra, sottolinea l’importanza di mantenere una certa onestà intellettuale che, in un’ottica di tutela del patrimonio pubblico, andrebbe sempre e comunque posta ben al di sopra di certi interessi di partito. In particolare, Montepulciano ricorda come i lavori di “stravolgimento ambientale” furono bloccati dall’amministrazione dopo il riconoscimento della qualità della relazione firmata dal nostro concittadino ambientalista da parte di Giorgino e dell’allora assessore all’ambiente Lotito. Paradossalmente, mentre gli oppositori dell’amministrazione di centrodestra si affrettarono ad organizzare forme di protesta per scaricare tutta la colpa all’amministrazione, tra le mura di Palazzo di città si cercò, evidentemente, di deviare il percorso dei lavori verso una strada più sostenibile e rispettosa della natura. Qui sotto il testo digitalizzato della relazione del 2008 presentata allora da Montepulciano, che le cose non siano andate proprio come raccontate allora da qualcun altro:

Lo splendido chalet della villa comunale di Andria, scomparso a causa dell’introduzione dell’anfiteatro
Una zona della villa comunale in tempi recenti

“Non c’è necessità, né urgenza di riqualificare l’intera area della Villa comunale Parco “Largo Torneo”, come ventilato e proposto dal progetto. Da una attenta riflessione sui termini”recupero” e “riqualificazione” usati per il progetto si evince che quello redatto è poco corrispondente al titolo. Dal vocabolario della lingua italiana Treccani si legge: “recupero”: l’azione, l’operazione di ricuperare, il fatto di venire ricuperato, soprattutto con riferimento a cose disperse o rubate, o di cui si temeva la scomparsa, la perdita, la distruzione”. Niente di tutto questo può essere attribuito alla Villa comunale. Inoltre, alla lettera “e” del vocabolo in questione si legge:” In urbanistica, azione intesa a ripristinare, ricostruendoli o riattandoli, edifici e spazi architettonici di rilevante interesse storico-ambientale”. “Ripristinare” sempre dal Treccani, significa: Rimettere nello stato pristino, nelle condizioni di prima”. Niente di tutto questo si evince dal progetto. Anzi. Riqualificazione, poi, significa: “Dare una nuova e migliore qualifica professionale a un lavoratore mediante corsi speciali”. Applicando, con un po’ di buona volontà, questa spiegazione ai lavori per la Villa, vien da dire: chi e come può stabilire che con questi lavori si dà nuova e migliore qualifica alla Villa? E chi e in base a che cosa può sostenere che la Villa ha bisogno di essere qualificata? Stando così le cose, fino a che punto il progetto è corrispondente ai due termini? CONSIDERAZIONI: Dalla lettura del progetto si deduce che si vuole stravolgere l’attuale assetto della Villa e non recuperare. Non ci si è minimamente posto il problema di capire perché la Villa si presenta così come la vediamo ancora oggi, perché ha questo assetto, le sue caratteristiche e, con questo, di capire un pezzo di storia della nostra città. La villa fu progettata in modo veramente bello e particolare. Nel periodo rinascimentale i governanti delle varie città-stato, regioni, etc., si facevano costruire le ville padronali lontano dalla città per trascorrere il periodo estivo, ma senza abbandonare il governo della città. Per questo molte ville, spesso monumentali, venivano realizzate con l ‘ingresso principale che “guardava la città”, con giardini (definiti poi all’italiana) con aiuole geometriche a simmetria bilaterale, divise da un “ampio asse centrale” che favoriva lo sguardo verso la città e creava un collegamento e raccordo con la stessa. Su questo schema fu impostata la Villa di Andria. Lo stadio, con l’ingresso principale e monumentale, che guarda la città, a questa è collegata mediante l’ampio viale centrale, che è un vero e proprio “asse centrale” delle ville all’italiana. Lo stadio, così, è considerato come parte integrante della città, pur standone, allora, lontano. Fu costruito lì perché le funzioni, che ancora svolge, non dovevano creare caos e problemi infiniti alla città (come avviene per es. col mercato ortofrutticolo). Modernissima idea. Non solo. Le aiuole laterali sono caratteristiche. Non presentano le classiche forme geometriche, né le simmetrie bilaterali, perché furono realizzate seguendo sia lo stile del giardino all’inglese, ampiamente diffusosi dall’ 800 in poi, sia quello dell’eclettismo:

Il bellissimo stile della villa comunale di Andria decenni or sono

aiuole asimmetriche nelle forme, ma simmetriche nel numero: 13 per lato. Si ottenne così un “aspetto ordinato, ma non monotono”, creando un paesaggio “mosso, non statico”, con percorsi sinuosi, non facilmente memorizzabili e che invitano ad essere frequentate, al contrario delle forme geometriche che possono stancare. Nonostante alcuni mutamenti, la nostra Villa nel suo schema richiama, alquanto, PARC MONCEAU di Parigi, e anche di altre celebri Ville. Perché perdere queste caratteristiche? Un altro invito alla frequentazione proveniva da quella parte di Villa distrutta per quell’orrido polivalente per anziani. Vi era una grande area libera circolare, circondata da panchine che guardavano verso l’area, in modo da permettere alle mamme, o chi per loro, di osservare, stando sedute, i loro piccoli mentre giocavano con la terra. Questa parte di Villa, curatissima più che altre, svolgeva una funzione pedagogica importante che si rifaceva, in buona sostanza, al “metodo” di Friedrich W. A. Froebel, pedagogista. Ogni bambino poteva giocare “liberamente, a proprio piacere, subendo nel risultato le conseguenze del proprio fare o non fare”. Tutto distrutto per far posto al polivalente-perditempo. L’architettura della Villa comprende tre stili:

Nicola Giorgino e Lino Bnfi durante l’inaugurazione della villa comunale dopo i lunghi lavori di modifica (2 giugno 2013)

rinascimentale, inglese di ispirazione rinascimentale e romantica (conformazione del verde, piccola collina, false rovine antiche, accanto al quale si è costruito il deturpante, scriteriato polivalente, abbondanza di rose, fontane a cascata e a zampillo, alberi piantati a mo’ di bosco, zona didattico-scientifica, serra, vivaio), unito all’eclettismo (chalet, pergolati per ombra alle panchine), bandiva ogni monotonia ed emanava spirito romantico. E se consideriamo che Froebel fu chiamato il “pedagogista del Romanticismo” si comprende bene, allora, che la Villa non nacque per caso ma fu concepita con un preciso disegno e stile: quello del Romanticismo. Tutto questo andrà perduto. Come e in base a quale criterio ha potuto la Soprintendenza, allora, concedere il nullaosta ai lavori? Da quanto esposto nel progetto si evince che sia il precedente assessore all’ecologia, che per fortuna non vedremo per 5 anni almeno (ma spero per sempre), sia i redattori del progetto, non hanno capito bene le caratteristiche della nostra Villa. Se cosi non fosse non avrebbero presentato quel progetto che non ha nessuna continuità col passato, ma anzi ne taglia le radici e distrugge la memoria dei nostri padri amministratori, la nostra storia. Alla luce di quanto esposto, che senso ha interrompere il lungo e largo viale centrale con la scusa della recinzione? E perché recintare la Villa? Non sarebbe giusto un referendum cittadino? Non ci sono mezzi meno costosi e più moderni per il controllo per es.: telecamere, etc.? La Foresta di Mercadante, un pezzo della Foresta Umbra sono controllate in questo modo, figuriamoci la Villa Comunale. Perché trasformare le aiuole che sono un invito al passeggio, alla sosta, allo svago, elementi che ritemprano corpo e anima? Se ci sono vialetti “morti” si possono recuperare in tanti modi, ne cito uno: mettere una panchina in fondo e poi ai lati dei vialetti. Vanno bene quelle di legno, semplicissime, senza tanti fronzoli, che ben si addicono all’ambiente e che, come materiale, sono rinnovabili con poca spesa. Perché un’area attrezzata per i cani, quando in moltissime ville ne è proibito l’accesso? Provveda il padrone alle necessità del suo cane. Per quanto riguarda la scelta delle piante vanno bene le rose, ma non la Ceanothus tuyrsiflorus e la Forsythia , al loro posto vanno benissimo i nostri Biancospino e Prugnolo, arbusti ad intensissima fioritura primaverile. Da dimenticare le rozze palme. Su altri aspetti si può essere d’accordo. Abbattimento di malandati e deperenti, perciò pericolosi, pini ed eucalipti (alberi piantati secondo i criteri medici dell’epoca, per motivi di salute). Diradare i tigli, per far crescere bene quelli rimanenti e soprattutto i cipressi, in modo particolare quelli extra europei che stanno provocando una particolare forma di allergia in un elevatissimo numero di nostri concittadini. Infatti, Andria è fra le prime città d’ Italia, se non la prima, per numero di persone affette da allergia da pollini di cipresso. Questa è letteratura medica. E’ mai possibile che il verde pubblico messo lì per tutelare la salute dei cittadini, ne debba invece causare danni? Tutti questi alberi eliminati, per vari motivi, non dovranno essere sostituiti da altri, tantomeno dalle rozze palme. Ripristinare fontane e giochi d’acqua. E’ bene accetto tutto ciò che va nel senso del recupero vero, non della riqualificazione, che altro non è se non stravolgimento dell’esistente e distruzione delle radici e memoria, così come è stato rozzamente fatto per il Monumento ai Caduti. Va benissimo pavimentare il viale centrale e, se proprio si vuole, inserire i previsti giochi. Speriamo che l’attuale amministrazione comunale voglia rivedere il progetto, dare ascolto ai cittadini, altrimenti sarà cancellato un pezzo di storia della città, oltre che un angolo di bellezza. La Villa comunale fu realizzata a più riprese, a piccoli passi, a “step“, come si direbbe oggi, perché non c’erano soldi sufficienti. Questo modo di procedere ha dato l’impressione che non ci sia mai stato un progetto iniziale completo. Questa tesi può essere accettata da chi non capisce niente di giardini, perché basta riflettere un poco per comprendere che il progetto c’era e pure bello ed è per questo che la Villa si è mantenuta bella sino ad oggi. Il compianto prof. Petrarolo, nel suo libro “Andria dalle origini ai tempi nostri”, a pag. 173 definisce la Villa “ bellissima”. Ci sono stati, purtroppo, interventi strampalati in anni recenti. Dall’inizio degli anni ’80 , scomparsi i nostri padri amministratori, è cominciata l’era dell’orda barbarica, che ha sconvolto l’assetto urbanistico della città e, per fortuna in piccola parte, l’assetto topografico della Villa: cabina elettrica, polivalente perdi-tempo per anziani, e da ultimo, la distruzione dello chalet, per far posto allo squallido anfiteatro, inutilizzabile per quasi tutto l’anno” – osservò Montepulciano, che proseguì così la sua analisi indipendente:

lo splendido chalet nella villa comunale di Andria, luogo di aggregazione sociale presente prima dello stravolgimento causato dall’introduzione dell’anfiteatro

“Non è che i nostri padri amministratori siano stati esenti da errori, alcuni anche gravissimi, ma per il verde si diedero molto da fare, come il sindaco Marano che, da buon medico, avendo un occhio attento alla salute dei suoi concittadini, realizzò la Villa in gran parte. Per questioni economiche la si completava un po’ per volta, chiedendo alberi alla Forestale, ed è, anche, per questo che è piena di pini e cipressi. Ricordo benissimo quando non era ancora asfaltata. Poi ci fu’ l’orda barbarica che, come già detto, si accanì contro il nostro verde. CONCLUSIONI Le prime fasi costruttive per la recinzione mostrano con chiarezza che già ora l’ingresso monumentale dello stadio non sarà più totalmente visibile già da una certa distanza. Questo è un danno gravissimo di prospettiva, una alterazione gravissima della Villa. Inutile la recinzione concepita in questo modo. Inutile l’alterazione del viale, la sua scomparsa alzandone il livello per raccordarlo con le superfici laterali alberate a pini e tigli, per rendere più ampio lo spazio percepito. Ma come: si distrugge la reale lunghezza del viale, per aumentare quella fittizia “ orizzontale “. Le nuove aree a verde ottenute distruggendo i percorsi interni, alterano profondamente l’assetto topografico della Villa. Grottesca poi la valorizzazione di quei pochi metri quadri ricavati piantumando anche odiose essenze palmacee. Lo stadio veniva e viene considerato parte integrante della città, come una scuola, un ospedale, una chiesa, etc., doveva, perciò, essere facilmente raggiungibile e nel più breve tempo possibile, senza che la villa costituisse ostacolo; l’asse centrale della Villa serve anche a questo, oltre che essere un godibilissimo, autentico luogo per passeggiate. Per questo scopo la Villa è vista, e in fondo lo è, come un quartiere verde da vivere, però, con rispetto e regole, non la si può frequentare 24 ore su 24, altrimenti, per es., si arreca disturbo alla fauna tipica di questi ambienti, senza della quale il verde non può sopravvivere ( si pensi agli uccelli che si nutrono di insetti dannosi per moltissime piante:

L’inaugurazione della villa comunale di Andria (1959)

la presenza dell’uomo arreca disturbo al regolare svolgimento della fase di predazione diurna e notturna, assurda, perciò, dal punto di vista puramente ecologico, l’illuminazione). Qui nasce il problema degli orari, della recinzione, etc., ma questi sono aspetti da dibattere in altre circostanze, tenendo, però, ben presenti alcune nozioni di ecologia applicata. Gli accessi perciò devono essere ridotti a 4 e dotati di dissuasori per motocicli. La Villa per sua stessa natura non può essere adibita a luogo di aggregazione per manifestazioni ed eventi; è solo un luogo di frequentazione spontanea, piacevole. Per manifestazioni di qualsiasi tipo si realizzino strutture adatte in altri luoghi della città” – concluse all’epoca Montepulciano nella sua relazione indipendente. Quanto appena letto, dunque, fu oggetto di profonda discussione dell’amministrazione Giorgino che, bisogna prenderne atto, mentre veniva derisa e criticata, agì a tutela di una villa che altrimenti, sarebbe stata sottoposta ad un vero e proprio stravolgimento discutibile. Una domanda sorge spontanea: peché all’epoca tutti i promotori delle proteste non parlarono della relazione di Montepulciano ma piuttosto preferirono attaccare un’amministrazione allora da poco insediata che stava tentando di bloccare lo stravolgimento? Forse, occorrerebbe fare tesoro di questa relazione scritta, anche per i progetti futuri riguardanti il verde pubblico. E forse, taluni dovrebbero rendersi conto che la tutela del patrimonio pubblico può essere efficace solo nel momento in cui l’onesta intellettuale e gli interessi comuni vengono posti al di sopra di interessi di colore politico. L’auspiciò è che la città possa ripartire da qui: da un senso di comunità comune, basato su logiche tecniche e scientifiche e non propagandistiche. Riguardo il blog di VideoAndria.com, ricordiamo che è possibile ricevere tutte le news in tempo reale dall’app gratuita Telegram iscrivendosi al seguente indirizzo: https://t.me/andriabarlettatrani. Sempre attraverso Telegram è possibile inviarci segnalazioni in tempo reale anche con video e foto. Ricordiamo inoltre che cliccando “MI PIACE” sulla Pagina Facebook.com/VideoAndriaWebtv è possibile seguire tutte le news da Facebook. E’ possibile scriverci anche via Whatsapp per inviarci segnalazioni anche con foto e video cliccando qui ed iscriversi al gruppo per la ricezione dei nostri link cliccando qui. Ricordiamo, inoltre, che è possibile seguire tutti i nostri tweet all’indirizzo https://twitter.com/videoandria. Gli aggiornamenti di VideoAndria.com sono anche su linkedin.com/company/andrianews e su https://vk.com/andrianews.

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