Andria: l’appello di una concittadina “loro e le loro famiglie stanno rischiando la vita per noi, sosteniamoli”

“Credo che nel periodo che stiamo attraversando… Dove il covid non è più un nemico lontano ma un nemico vicino a tutti… Perché chi in un modo o in un altro ne è coinvolto in prima persona, per un suo familiare, amico o conoscente… Ma ancora oggi purtroppo sento trattare positivi ed ex positivi come appestati…. Ieri ho ricevuto una chiamata che mi ha toccato profondamente….” – è il nuovo racconto diffuso sui social da una nostra concittadina. La stessa, riporta una sua nuova esperienza nell’ambito del servizio sanitario:

“Un medico che da l’anima per i suoi pazienti, una persona gentile disponibile sempre, che si è ammalato proprio per la sua grande disponibilità, che riceveva pazienti anche se non lo chiamavano a tel. si è ammalato per questo, per leggerezza ancora una volta di persone che non si preoccupano se ti infettano…” È giovane, è stato malissimo, torna a casa ma non può tornare nella sua casa perché ora a star male è sua moglie, le sue lacrime la sua paura per quel suo fiato ancora corto, quell affanno ancora se parla troppo, quella sua paura di non essere più quello di prima…” – ha raccontato la cittadina, che ha poi aggiunto:

“La rassicurazione che voleva trovare nelle mie risposte, il pensiero alla moglie se peggiora e lui nn è li, non può stargli vicino… E come se questa disperazione paura e malessere non bastasse, ci pensa la gente senza un briciolo di cuore che li tratta come appestati e li disprezza… Sarà la stessa gente che non vede l ora che arrivi il Natale e che pretende di riunirsi nonostante tutto e che pensa a regali tavole imbandite e cose materiali… Ma la verità è che nella gente lo spirito natalizio non c’è… Cattiveria egoismo hanno preso il posto del vero senso del Natale… Amore, bontà, solidarietà e soprattutto in questo periodo essere vicini a chi soffre, che non significa andare a casa e contagiarsi,ma una parola di conforto, una chiamata, una spesa dietro la porta e soprattutto un io ci sono… Perché quel dottore si è ammalato per aiutare gli altri e non merita tanta cattiveria….” – ha concluso la nostra concittadina.

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