Andria: l’ex assessore Lotito condannato a 6 anni di carcere dal Tribunale di Roma

6 anni di reclusione: è la condanna emessa dal Tribunale di Roma nei confronti di Francesco Lotito, ex assessore all’Ambiente della 1° Giunta Giorgino di Andria coinvolto nelle indagini riguardanti una tangente per garantire l’appalto per il servizio di raccolta rifiuti porta a porta spinta nella città di Andria. Lo ricorda in un articolo La Gazzetta del Mezzogiorno. 

Tutto cominciò nel marzo 2011, quando un ordigno fu fatto esplodere ad Andria ai danni del mobilificio di Lotito. All’epoca le prime indagini condotte dalla Procura di Trani videro come accusa una “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” e “concussione” (prima della Sangalli ad effettuare il servizio raccolta rifiuti era l’Aimeri). 

L’ex assessore all’ambiente fu inizialmente arrestato nel dicembre del 2013 tra le 26 persone che all’epoca furono arrestate nel corso di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Monza tra la Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia e che videro come accuse quelle di corruzione, turbativa d’asta, truffa ed emissione di false fatture. L’anno successivo, su indicazioni della Corte di Cassazione, le indagini passarono a Roma, stessa città dove, secondo l’accusa, Lotito avrebbe intascato la tangente.

“Spostamenti che avrebbero avuto riscontro nella successiva acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza della stazione” – si legge nell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno. Importante per le indagini sulla consegna della tangente sarebbero risultate alcune intercettazioni su alcuni dipendenti della Sangalli analizzate dagli uomini della Guardia di Finanza. Parte dell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno diffuso su Facebook dal consigliere comunale Coratella:

La tangente sull’appalto dei rifiuti c’è. Oggi lo dicono anche i giudici di Roma. La condanna, in primo grado, ha…

Pubblicato da Michele Coratella su Sabato 2 dicembre 2017