Andria: locale chiuso da giovedì a lunedì per “rispetto a nostro Signore, per la sua dolorosa Passione”

“Questo locale resterà chiuso da giovedì 29/03 a lunedì 02/04. Rimango chiuso per rispetto a Nostro Signore, per la sua dolorosa Passione, morte e Risurrezione. Invito clienti e amici a trascorrere questi 3 giorni dedicando anche un piccolo momento alla preghiera e al silenzio, evitando il solito fine settimana con serate, musica e alcol. Abbiamo bisogno anche del silenzio, almeno una volta l’anno. Ricordiamoci di colui che per noi è morto in croce. Il Signore certamente apprezzerà questo nostro piccolo sacrificio lontano dalle solite cose del mondo che prima o poi passeranno tutte. Vi auguro una buona Pasqua di Risurrezione e una piacevole Pasquetta, un abbraccio sincero!!! Giuseppe!! – Lucia!!!” – è quanto possibile leggere in questi giorni di Settimana Santa tra le vie del centro storico, precisamente sulle mura di un locale in via Riccardo Ottavio Spagnoletti

Siamo in un paese laico. Si può essere contrario o a favore di una religione sempre nel rispetto altrui. Ma certamente, una cosa è certa a proposito della scelta del titolare di questo locale: la coerenza. Proprio qualche ora prima, sempre su VideoAndria.com, avevamo riportato un articolo che segnalava il senso di indignazione di alcuni cittadini nei confronti di chi, in queste ultime ore, anche durante i Sepolcri, ha persino stappato bottiglie di spumante abbandonando per le strade rifiuti d’ogni genere. Ci si chiede che fine In particolare, ci ha colpito molto l’osservazione di un cittadino, che, nelle ore dei Sacri Sepolcri, scriveva:

“Vedere i palloncini, locali stracolmi di giovani che bevono e mangiano come ogni sera, il caos, la folla vociante e rumorosa, mentre l’altoparlante della Cattedrale recita litanie e invita al raccoglimento mi fa tanta tristezza. Siamo stati capaci di trasformare tutto in commercio, divertimento e sballo. Abbiamo perso la capacità di comprendere il significato profondo dei riti della tradizione, siamo completamente alienati e da questo estraniamento non riusciamo ad uscirne anche per un solo giorno. La Chiesa dovrebbe esprimere energicamente il proprio magistero, oggi sembra solo adeguarsi alla “modernità”. Che tristezza! È forse questo il sentimento adeguato e aggiornato della settimana santa del nostro tempo”. 

Una Settimana Santa che di fatto si è trasformata, così come il periodo natalizio, in un momento di goliardia abbinato ad iniziative consumistiche e prive di raccoglimento. Il tutto rappresenta l’esatto opposto di quando invece, proprio in questo periodo non era possibile festeggiare un bel niente. Decenni fa, nel periodo della “Morte di Gesù“, le radio non trasmettevano musiche e se tra i parenti vi erano ricorrenze come compleanni ed onomastici, queste venivano rimandate pur di evitare festeggiamenti in un momento considerato inopportuno. Insomma, il cristianesimo ed il cattolicesimo, troppo spesso viene praticato da chi di questa religione non ci ha capito molto e paradossalmente, coloro che invece ricordano perfettamente il significato profondo di questa ricorrenza, spesso, sentendosi isolati dal mondo e delusi, preferiscono allontanarsi da queste situazioni, a volte anche non fidandosi più ciecamente delle organizzazioni che dovrebbero professare e parlare del significato di questo periodo. Il tutto fa ricordare l’episodio di Gesù che scacciò i mercanti dal tempio perché, almeno a quel tempo, “la Casa di Dio non è un mercato“. Dal panino alla banca, tutto è basato sul piacere fisico, sui soldi che lo stesso Cristo diffidava. 

“13 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel Tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 15 Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del Tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi. 16 E ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato!” 17 I discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divora”. 18 Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?” 19 Rispose loro Gesù: “Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. 20 Gli dissero allora i Giudei: “Questo Tempio è stato costruito in quarantasei anni e Tu in tre giorni lo farai risorgere?” 21 Ma egli parlava del Tempio del suo Corpo. 22 Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù” – (Gv 2, 13-22).

Gioveranno soprattutto le attività commerciali e questo, in un periodo di forte crisi ed incertezza lavorativa sul territorio, non può che farci un immenso piacere, tuttavia sarebbe anche opportuno che le risorse vengano “sprecate” in maniera intelligente come in tutto il resto dell’anno. Cibo, bottiglie, urla e giochi sostituiti quasi completamente da pensieri e momenti di raccoglimento oramai al tramonto. Discussioni che spesso si “rifugiano” anche attraverso il nostro sistema di segnalazione mobile  (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni, immagini e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui oppure scrivendoci anche all’indirizzo redazione@videoandria.com).

Una situazione, quella del consumismo eccessivo ed approfittatore, evidentemente non condivisa da tutte le attività del territorio, che comunque rispettiamo per pareri diversi. Ma il problema di per se non è nemmeno legato alla questione locali chiusi o aperti ma all’utilizzo eccessivo e sfrenato di strumenti e prodotti che certamente potrebbe essere benissimo evitato. La foto del manifesto informativo scritto a mano:

C’è anche da ricordare come lo scorso anno, in Puglia, venne organizzato un vero e proprio sciopero degli addetti al commercio, proclamato dalle Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Puglia, contrarie alle aperture dei negozi in prossimità delle festività religiose, chiedendo il rispetto dei valori per le persone. Uno sciopero su scala regionale che vide la compartecipazione, per il Settore Piccolo Commercio Lavoro Autonomo, dell’Associazione UNIMPRESA che anche per il corrente anno 2018 torna sull’argomento prendendo spunto dallo stato di agitazione proclamato da Cgil, Cisl e Uil Toscana, Lazio ed Emilia Romagna che quest’anno scendono in campo contro le aperture dei negozi i giorni festivi domenica di Pasqua e lunedì di Pasquetta.

A proposito di quanto accadrà anche in Puglia si è espresso il Presidente UniBat, Savino Montaruli, promotore dell’adesione dello scorso anno del Piccolo Commercio all’iniziativa. Montaruli ha dichiarato: “anche quest’anno continuiamo a persistere sulla nostra linea di comportamento contro le aperture domenicali e festive dei negozi e dei mercati a Pasqua e Pasquetta. Per quanto riguarda i negozi, nelle Province di Bari e Bat si registrerà la chiusura pressoché totale dei piccoli esercizi ma anche di catene della Grande Distribuzione nella giornata di domenica di Pasqua primo aprile e sporadiche, saltuarie aperture solo mattutine del settore alimentare, per i beni di prima necessità, il giorno di Pasquetta. Anche per quanto concerne lo svolgimento dei mercati la domenica di Pasqua non si svolgerà alcun mercato, di nessun genere, neppure in edizione straordinaria così come anche per il lunedì di Pasquetta non abbiamo inoltrato alcuna istanza ai comuni pugliesi quindi non è stata richiesta alcuna deroga e i mercati andranno praticamente deserti. Questo è il proseguimento di una nostra battaglia storica che portiamo avanti senza timori perché noi, si noi, non abbiamo alcun conflitto di interesse né tantomeno siamo in alcun modo legati o condizionati dalla Grande Distribuzione Organizzata e dagli ipermercati che tanti danni hanno prodotto al piccolo commercio indifeso e sottomesso ai grandi interessi economici e commerciali e alla concorrenza sleale in diciotto anni di invasione degli ipermercati in Puglia, grazie alla compiacenze politiche e polisindacali. Abbiamo scongiurato il gravissimo pericolo lo scorso 25 dicembre, Santo Natale, quando addirittura alcuni comuni pugliesi avrebbero voluto far svolgere i mercati tradizionali nella giornata Santa. Abbiamo diffidato quei comuni e quei mercati non si sono svolti o sono stati anticipati quindi anche per Pasqua la nostra linea di condotta resta quella. Auspico, – continua Montaruli – che anche in Puglia, come accaduto in Toscana, Lazio ed Emilia Romagna, i Sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil scendano di nuovo in campo per una Pasqua e una Pasquetta libere dal lavoro, senza shopping. Contro le aperture dei negozi nelle festività, il cui “valore sociale” va rispettato e difeso. Lo facciano attraverso una serie di iniziative a livello regionale Filcams, Fisascat e Uiltucs proclamando uno sciopero per domenica 1 aprile e lunedì 2. “La festa non si vende. Il commercio non è un servizio essenziale”, questo si legge nel volantino preparato dalle tre sigle sindacali toscane, unite nella battaglia e questo stesso slogan vogliamo che venga fatto proprio anche dalla Puglia che per troppi anni è stata completamente asservita alle lobby commerciali delle multinazionali e che ha addirittura promulgato leggi ah hoc per conferire privilegi e deregulation anche a discapito della rappresentanza di categoria chiusa unicamente a soggetti compiacenti che hanno di fatto messo le loro mani su un intero comparto. Le cose stanno cambiando e questi privilegi stanno verso il loro esaurimento totale” – ha concluso Montaruli.