Andria: movida, alcolici tra minorenni e rifiuti abbandonati. Dove andremo a finire?

La cosiddetta “movida” porterà pure benefici economici nel territorio della città di Andria ma gli “effetti collaterali”, in alcuni casi (non in tutti) risultano alquanto gravi, sia dal punto di vista sociale che ambientale. Per quanto riguarda la questione sociale, la sua menzione è rivolta in prospettiva ad un evidente degrado culturale causato dall’atteggiamento poco costruttivo di taluni giovani che, dopo aver consumato gli alcolici (a 18 anni compiuti?) gettano le bottiglie per strada nonostante la presenza di bidoncini in città, in alcuni casi (come ad esempio in Corso Cavour o in villa Comunale) provvisti di scomparti separati per la raccolta differenziata. Nonostante questo, molti cittadini preferiscono abbandonare illegalmente i propri rifiuti. 

I rischi gravi dal punto di vista ambientale, invece, riguardano per l’appunto le conseguenze che rifiuti abbandonati per strada portano sia come inquinamento ma anche come rischi fisici per pedoni ed automobilisti. Situazioni che poi vengono aggravate dall’aumento dell’indifferenziato: molti di questi trasgressori penseranno “tanto poi passa il netturbino” senza rendersi conto che, intanto si commette un illecito grave e sanzionabile, in secondo luogo si creano potenziali problemi alla viabilità ed infine si causano situazioni che costringono a gettare tutto in un unico bidone. Questo porta così all’aumento dell’indifferenziato e dunque anche all’aumento dei costi che i comuni come quello di Andria dovranno poi coprire per far si che i rifiuti indifferenziati vengano trasportati nelle sempre più lontane (e sempre più piene) discariche. Questo non accadrebbe se invece tutti i cittadini promuovessero la cultura del riciclo attraverso una corretta raccolta differenziata che invece prevede il riutilizzo di una buona parte di quelli che noi consideriamo comunemente “rifiuti”. Ma in merito a questi importantissimi argomenti, quanto sono consapevoli i nostri giovanissimi concittadini? Ovviamente non ci riferiamo a tutti quei ragazzi sensibili alle tematiche ambientali che quotidianamente provvedono ad effettuare la raccolta differenziata, ma piuttosto a quelli che spesso partecipano a feste, ritrovi o semplicemente a “bevute in compagnia” senza rendersi poi partecipi di un piccolo contributo ambientale. Se queste giovani generazioni rappresentano il futuro del domani, dove andremo a finire? Bene ha fatto chi, negli ultimi tempi, ha deciso di introdurre l’educazione civica a scuola, nella speranza che questa materia possa far aprire gli occhi ai nostri ragazzi, troppo spesso distratti da fantasie e problemi inesistenti che di certo non aiutano. 

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