Andria Multiservice: un argomento scomodo per la politica locale

“Ancora una volta le questioni sottaciute dalla precedente amministrazione escono a galla grazie all’operazione di pulizia avviata dalla nuova presidenza della società, nominata dalla gestione commissariale, che aveva impartito indirizzi per contenere i costi, anche di personale, come da piano di riequilibrio, al fine di avviare una gestione più efficiente in direzione della massima trasparenza e legalità. Il socio unico bene ha fatto a potenziare e strutturare l’ufficio comunale per l’esercizio del controllo sulla società e sull’attuazione degli obiettivi ed indirizzi conferiti. Sulla Multiservice emergono oggi i tratti decennali di una gestione allegra. Una storia che parte dal lontano 2012. Mi sorprende che i navigati della politica abbiano evitato di mettere una lente d’ingrandimento sulla partecipata. Mi riferisco a coloro che avrebbero innanzitutto dovuto vigilare e porre un freno a questo sciacallaggio della cosa pubblica” – così l’avv. Laura Di Pilato (candidata Sindaco di Andria) che ha aggiunto:

“Ripercorro la mia storia politica e ricordo a tutti che dopo il 4 dicembre 2017, non resistendo più alle gravi ingerenze a cui venivo sottoposta in qualità di presidente del consiglio ho dovuto abbandonare la carica dopo che mi veniva impedita la visione di molti documenti e atti importanti per la gestione amministrativa sulla mail della posta certificata della presidenza del Consiglio. Per i “big” della vecchia amministrazione era meglio secretare le questioni “bollenti” di modo da limitare la mia azione di controllo. Troppe domande (le mie), gli mettevo troppo fiato sul collo… ed è stato un bene poi l’arrivo della mia destituzione dal ruolo di presidente del consiglio perché così, dai banchi dell’opposizione, ho fermamente cominciato ad oppormi ad una gestione nebulosa anche della Multiservice che oggi piange per il gravissimo deficit finanziario – si parla addirittura di un ammanco di 600.000 euro -. Qualcuno, a proposito delle indennità e dei benefit ai dirigenti della Multiservice, potrebbe obiettare asserendo che tali gravità sarebbero potute uscire allo scoperto in passato. Io rispondo: e come, se dal Pef (piano economico finanziario) non si poteva evincere il costo degli amministrativi della partecipata ma soltanto quello del personale? In pratica, le spese degli amministrativi, e quindi dei dirigenti, erano imputate nella voce “spese generali”, celate dunque in una percentuale che non si sarebbe potuta mai quantificare. Una gestione quindi che, a quanto pare, ha giovato solo a pochi. Si sarebbe potuto preservare meglio il diritto di tutti i lavoratori piuttosto che pensare ai propri tornaconti. Spero che gli organi competenti facciano chiarezza subito su questo buco nero che rappresenta un’ulteriore mazzata alle spalle dei cittadini” – ha concluso da Di Pilato.

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