Andria: nel silenzio generale chiude la sede della Camera di Commercio, eppure una soluzione c’era: i locali in via Bari”

L’allarme viene lanciato dal Coordinatore delle Libere Associazioni Civiche Andriesi, Savino Montaruli il quale, chiamato dai commercianti aderenti al Comitato Quartiere Europa di Andria alle ore 10,00 del giorno giovedì 11 maggio 2017, alle ore 10,15 si reca presso lo Sportello della C.C.I.A.A. in Corso Europa Unita e dialoga con i due impiegati al loro posto di lavoro ottenendo conferma che dal 30 giugno prossimo lo Sportello della Camera di Commercio ad Andria avrebbe chiuso, come lo stesso Montaruli aveva già scritto sin dal 2016 ma senza che nessuno avesse dato seguito a quell’allarme preventivo.

Alle ore 10,26 dello stesso giorno, dopo il colloquio avuto con gli impiegati, Montaruli pubblica sul proprio profilo Facebook e su Gruppi Social locali il suo post con tanto di immagini e “l’annuncio” dell’imminente chiusura dello Sportello sottolineando soprattutto il silenzio dei polisindacalisti.

L’annuncio della notizia viene seguito, dopo alcune ore ed esattamente alle ore 14,31 sempre di giovedì 11 maggio da un post Facebook pubblicato sul suo profilo dalla consigliera regionale avv. Grazia Di Bari la quale riprende la notizia dichiarandosi amareggiata per la perdita di questo servizio necessario per i cittadini.

“Grazie a questi due passaggi diventati virali ad Andria si accorgono che dopo altri importanti Uffici anche la Camera di Commercio stava chiudendo definitivamente. Si accende la miccia ed ecco che addirittura anche il “collega” andriese dell’autore della proposta di chiudere la Camera di Commercio, prende le distanze dalla decisione cadendo dalle nuvole. Da quel momento in poi si susseguono gli interventi sul tema da parte di associazioni, politici e bla, bla, bla, tutti a manifestare dissenso verso tale gravissima decisione mentre dal palazzo il silenzio assoluto” – fanno sapere dal Coordinamento Libere Associazioni Civiche Andriesi

“Eppure la Camera di Commercio potrebbe continuare a restare ad Andria a costo zero ubicandola negli Uffici comunali siti in via Bari, dove prima era ubicato lo Sportello dell’Agenzia delle Entrate, anch’esso chiuso nel silenzio omertoso di un’intera città e della politica inesistente; eppure lo Sportello della Camera di Commercio di Andria avrebbe potuto restare tranquillamente dove è ora ampliando i suoi servizi e diventando Sede Decentrata d’Area poiché risulta essere molto più facilmente ed agevolmente raggiungibile rispetto a quella di Barletta ubicata nel pieno centro storico, a ridosso del Comando della Polizia Municipale dove per arrivarci bisogna entrare nel cuore dei una città caotica ed inaccessibile; eppure non si può certo dire che la Camera di Commercio di Bari abbia bisogno di ridurre i suoi costi altrimenti non starebbe continuamente a deliberare a botta di decine e decine di migliaia di euro destinati a quelle Associazioni e Società di capitali che hanno i propri rappresentanti addirittura a deliberare per quelle loro Associazioni e Società. rappresentante, a nostro avviso, in pieno conflitto di interessi; eppure una città come Andria, con il maggior numero di Imprese attive iscritte e con il più alto numero di rappresentanti politici, a tutti i livelli, dovrebbe contare qualcosa anche in seno alla Camera di Commercio dove addirittura siedono, nella stessa Giunta che ha deliberato la soppressione dello Sportello di Andria, due autorevoli, emeriti ed eminenti rappresentanti del mondo Imprenditoriale di livello nazionale come lo sono il dott. Savatore Liso ed il Cavalier Giovanni Pomarico i quali avrebbero perlomeno dovuto confrontarsi con le Associazioni del territorio e con quelle migliaia e migliaia di commercianti in rappresentanza dei quali sono chiamati a sedersi in corso Cavour a Bari, pur rappresentando in realtà percentuali insignificanti di iscritti alle proprie Associazioni rispetto al tessuto globale delle Imprese; eppure, eppure, eppure. Allora cosa è successo? Il silenzio avrebbe dovuto essere l’arma della sconfitta cittadina? Nel silenzio si sarebbe voluto far passare quest’altra coltellata al cuore per una città svenduta e messa da tempo in liquidazione?”

“Le Associazioni Civiche Andriesi non ci stanno ed invitano, veramente e non per finta, le Autorità, se ancora ve ne fossero viventi, ad intervenire ed affrontare la questione al di fuori di interessi personali, di sistema, di coalizione, di appartenenza e di privilegio.
Se anche la Camera di Commercio dovesse realmente essere chiusa allora dobbiamo purtroppo aspettarci ancora di tutto perché significherebbe che all’umiliazione non ci sarebbe mai fine“.