Andria: Nerina non ce l’ha fatta. E’ morta nonostante l’aiuto dei cittadini (e l’indifferenza di chi ha il compito di intervenire)

“Cari amici. Ci dispiace comunicarvi che Nerina non ce l’ha fatta. E’ deceduta durante l’operazione chirurgica durata più del previsto a causa delle complicazioni. L’equipe medica ha tentato disperatamente la rianimazione ma gli organi interni risultavano particolarmente danneggiati e i polmoni non rispondevano piu’. Alla fine è andata in arresto cardiaco e non è stato possibile rianimarla” – comincia così il messaggio diffuso sul web dai volontari che avevano seguito Nerina, un caso disperato purtroppo senza un lieto fine. La cagnetta randagia era stata segnalata da alcuni cittadini nella zona di Castel del Monte. Inizialmente curata per un insolito dimagrimento, è stata sottoposta a radiografie rivelando importanti danneggiamenti degli organi interni, forse causati da un investimento avvenuto mesi prima. Nessuna organizzazione, ne associativa e neppure ente pubblico risulta essere intervenuta per salvarla. Tutto ciò, ovviamente, è stato causato anzitutto dal mancato soccorso di chi l’ha probabilmente investita dileguandosi subito dopo incappando in un reato. Di conseguenza, il disperato tentativo di salvataggio da parte di comuni cittadini privati:

in poco tempo, è stata messa in pratica la macchina della solidarietà attraverso una raccolta fondi che però non è stata capace di sostenere completamente le cure mediche. Nonostante questo, si è deciso ugualmente di sottoporre Nerina ad un delicato intervento chirurgico attraverso una spesa effettuata dai cittadini privati, terminato purtroppo tragicamente a causa degli organi interni risultati impossibili da recuperare. “Ci dispiace molto. Siamo rimasti molto amareggiati e all’inizio delusi, ma eravamo stati avvertiti sin dall’inizio del rischio. Ci è stato detto che, se non l’avessimo operata sarebbe comunque morta lentamente a causa delle lesioni interne riportate evidentemente da un incidente stradale avvenuto mesi fa, che però esternamente non mostrava evidenti segni. La conseguenza è stata un intervento successivo all’insolito dimagrimento perché nessuno poteva sospettare la gravità della situazione sino a quando non si è deciso di fare le radiografie. Purtroppo abbiamo fatto il possibile, mettendoci quasi 1000 euro di spese, oltre ai continui trasporti. Avremmo anche speso il doppio per lei. Ma purtroppo, non è bastato. Cercheremo comunque di aiutare gli altri animali della zona, nell’auspicio che simili episodi non avvengano piu’. Non siamo arrabbiati contro chi, a livello ufficiale, avrebbe dovuto intervenire prima di noi. Ma è evidente che, se ad intervenire tempestivamente fosse stato chi teoricamente viene pagato per sorvegliare sul benessere degli animali randagi, forse un intervento tempestivo avrebbe potuto fare di piu’. Un ultimo appello è rivolto a tutti coloro che vorrebbero un cane: non comprateli, non cercate “cani di razza”, aiutate uno di questi cani. Adottateli dalla strada, dai canili, anche adulti. Anche perchè, solo un cane o un gatto randagio (così come anche una persona) può veramente comprendere il valore dell’amore di chi lo ha salvato dalla strada. Andremo avanti su questa linea. Grazie a tutti” – concludono nel messaggio. Una situazione che fa riflettere anche sull’attuale questione della gestione finanziaria dell’ente locale:

da tempo i canili lamentano ritardi e blocchi nei pagamenti per il sostegno dei cani ed al contempo, molteplici cittadini e volontari stanno lamentando disservizi riguardo chi dovrebbe intervenire per salvare i randagi in difficoltà. L’impressione generale è che la delicata questione finanziaria dell’ente comunale abbia influenzato anche gli uffici preposti e le organizzazioni convenzionate, compromettendo notevolmente la qualità e la celerità del servizio. In questa situazione difficile, importante risulta la rete tra associazioni e cittadini (oltre a chiarimenti in ambito istituzionale).

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