Andria: “noi esercenti rispettiamo le regole anti-contagio, e gli altri cittadini?”

Tanta gente in giro per strada, troppe persone a spasso senza una particolare necessità. Nelle nostre città sembra che nelle scorse settimane non sia accaduto nulla, meno che mai una pandemia. Ai commercianti, invece, almeno quelli che hanno potuto riaprire le proprie attività, si richiede – giustamente – il rispetto di rigidi protocolli di sicurezza. Se vogliono lavorare devono adeguare i propri esercizi commerciali alle disposizioni, fornire i dispositivi di protezione individuale anche ai propri clienti (come accadrà dal 18 maggio per i parrucchieri e i centri estetici) oppure fare i conti con i costi extra dei nuovi servizi come le consegne a domicilio o l’asporto per il quale, ovviamente servono contenitori usa e getta che hanno il loro costo (come sta accadendo per bar, pasticcerie, ristoranti e pizzerie):

“Ma va bene, è giusto così, siamo in emergenza sanitaria e quindi ci vogliono regole e grande responsabilità e i commercianti lo stanno ampiamente dimostrando. Altrettanto, purtroppo, ahinoi, non può dirsi per ciò che accade fuori dagli esercizi commerciali, per strada, sul corso e nelle piazze. Mentre nei nostri negozi dobbiamo fare entrare uno o massimo due clienti per volta, basta girare l’angolo di una strada per trovare comitive intere di ragazzi che trascorrono ‘piacevolmente’ il  pomeriggio all’aria aperta. Mentre noi dotiamo in nostri negozi di gel disinfettante e accogliamo – giustamente – i clienti con le mascherine e guanti, il viale della passeggiata è frequentato da gruppi di persone che si intrattengono senza protezione alcuna. È chiaro che c’è qualcosa che non funziona in tutto ciò. Le misure di contenimento della pandemia iniziano e finiscono sull’uscio delle nostre attività commerciali?”, commenta Claudio Sinisi, presidente della Confcommercio di Andria.

“Capiamo che dopo due mesi in casa la gente abbia voglia di uscire, è comprensibile. Ma c’è bisogno di far rispettare le regole di sicurezza, anche per strada. Noi stiamo provando a ripartire, è dura. Le difficoltà sono enormi e i costi da sostenere pesanti ma ce la stiamo mettendo tutta per provare a far funzionare le cose abituandoci, anche noi insieme ai consumatori, a questa nuova normalità. Ma serve maggiore responsabilità per il bene di tutti, altrimenti qualsiasi sforzo collettivo sarà vanificato. Serve maggiore attenzione e soprattutto controlli che al momento, parrebbe che si stiano concentrando solo sugli esercizi commerciali. Non vorremmo sottolineare l’ovvio ma un altro lockdown (se la curva dei contagi dovesse riprendere a salire) non ce lo possiamo proprio permettere, conclude Sinisi

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