Andria: petizione per un ospedale civile

L’Ospedale Bonomo di Andria.

Lo stanno smantellando pian piano. O forse dovremmo dire “piano per piano”.

La sicurezza è pressoché inesistente, i reparti stanno chiudendo o perdendo posti letto, le nuove sale operatorie non sono ancora pronte, il pronto soccorso indegno del “polo di eccellenza per le emergenze e le urgenze”, interventi salva-vita come le angioplastiche non garantiti nelle 24 ore, le liste di attesa di una lunghezza imbarazzante, alcune unità operative allocate in spazi angusti, le condizioni igieniche di molti ambienti proibitive.

Il tutto è documentato con foto e anche filmati in un corposo dossier.

In principio l’ hanno chiamata “rifunzionalizzazione”, alla fine potranno chiamarla “mortificazione”.

Perché è di questo che si tratta.

E se la cosa riguardasse solo la struttura edilizia, in continuo ed estenuante rifacimento, potremmo anche capirlo. Quello che ci indigna è che nel frattempo a farne le spese sono i portatori di sofferenze, i malati, e le persone che hanno in animo e per professione la volontà di lenire le sofferenze altrui, gli operatori sanitari.

Cose loro, affari nostri. Qualcuno ha detto.

Non siamo d’accordo.

Non si tratta di affari, ma di salute, e non si tratta di cose private, ma di sanità pubblica, cioè di tutti noi.

Questo disastro è il frutto di stalattiti e stalagmiti fatti di insipienza, menefreghismo, affarismo, superficialità.

Sappiamo di lottare per una causa giusta ma, forse, già perdente. Ma siamo tenaci. E’ stato scritto e lo ribadiamo: “le cause perse sono le sole per cui vale la pena di combattere”.

Ne prendiamo atto.

Gli amministratori e i politici, alcuni specialisti in vendita di fumo pre-elettorale, negli anni anzi nei decenni si sono affannati a promettere la soluzione di tutte le gravi disfunzioni del nostro ospedale.

Stanno ancora inseguendo i loro pensieri, poiché nel frattempo le loro parole si sono immediatamente volatilizzate.

Gli attuali amministratori ci hanno assicurato che la situazione pre-esistente era talmente grave da poter definire “incivile” l’ospedale che per eufemismo ancora oggi qualcuno chiama “civile”.

Ci hanno raccontato che presto ogni cosa andrà a posto, anzi a dicembre sarebbe andato tutto a posto.

A posto? In quale posto? Non certo nel nostro.

Dopo le nostre martellanti segnalazioni abbiamo ottenuto il sopralluogo in ospedale del Sindaco avv. Vincenzo Zaccaro , che ha ricevuto ampie e accorate garanzie dalla direzione generale circa la rapida soluzione dei problemi segnalati.

Dopo le nostre denunce a seguito di furti e vandalismi nella terra di nessuno, chiamata “ospedale civile”, abbiamo ottenuto l’interessamento e addirittura l’interrogazione parlamentare dell’onorevole dott. Benedetto Fucci al Ministro degli Interni sulla “sicurezza dell’Ospedale di Andria”.

I consiglieri regionali? Ne abbiamo. Certo. Uno di questi, il dott. Nino Marmo, ha reso pubblico il suo parere: “Siamo al declino della Puglia e non abbiamo medici adeguati; solo improvvisatori che solo il caso ha messo alla sua guida”.

E’ chiaro il messaggio?

Amministratori e politici si sono presentati al capezzale dell’ospedale morente e a noi cittadini che reclamavamo una terapia è stato garantita la massima premura.

Ovviamente.

Ovviamente non è stato mantenuto nulla di quello che è stato promesso, niente sicurezza, niente servizi adeguati, niente nuove sale operatorie, niente spazi, niente norme di sicurezza, niente di niente.

Siamo certi che ci saranno giustificazioni e non mancheranno stridori di unghie da trascinamento sui vetri della vergogna.

Ma ora siamo stanchi.

Chiamiamo a raccolta i cittadini e le associazioni civiche.

Stanno smantellando la dignità e il rispetto per i malati non solo della nostra città ma anche di quelli delle comunità limitrofi. Stanno rendendo la sanità una branca della meteorologia, perché è la scienza che si regola sulle correnti di aria.

Vogliamo incontrare il Presidente della regione Puglia on. Nichi Vendola, vogliamo sapere chi sta provocando la condanna a morte della speranza in una sanità rispettosa per gli ammalati, per gli operatori sanitari e per l’ospedale delle comunità di Andria e dei comuni limitrofi.

Cittadini di ogni città, unitevi a noi in questa azione civica. Potete firmare un appello al Presidente affinché sia reso “civile” il luogo di cura in cui portiamo le nostre sofferenze e siano avviate concretamente le procedure per la costruzione di un nuovo nosocomio, come previsto da accordi sottoscritti dalle amministrazioni locali e regionali.

Lo potete fare aderendo al gruppo “Petizione al Presidente della Regione Puglia per un Ospedale Civile” ( al link: http://www.facebook.com//profile.php?v=feed&story_fbid=268450812585&id=1585391643#/group.php?gid=278410843968&ref=mf )
o firmando la petizione on line a questo indirizzo
http://www.facebook.com/l/78b2d;www.petizionionline.it/petizione/petizione-al-presidente-della-regione-puglia-per-un-ospedale-civile/503

Forse ci aspettiamo troppo dall’incontro con il Governatore, ma ci crediamo ancora, a lui che ha infiammato le piazze e i nostri cuori con le sue orazioni accese e sentite proprio sul tema della sanità.

Sappiano che non ci fermeremo.

Se necessario ripresenteremo la petizione con ancora più forza al nuovo governatore, perché non possiamo permettere che questo territorio venga depredato di un bene prezioso quale era un tempo il nostro ospedale

Ormai abbiamo perso la fiducia nei politici e negli amministratori locali e nelle loro vane promesse, ma crediamo ancora nell’esistenza di galantuomini tra noi.

Siamo dei nostalgici, cosa possiamo farci?

Ricordiamo bene i nostri padri quando ci dicevano “buongiorno” e volevano dire “buongiorno”.

Un appello . Presidente Vendola, ci dimostri che il nostro giorno diventerà migliore con l’impegno concreto in atti che sono dovuti, e per quanto promessi, ancora attesi.

Come Lei ben sa la salute è un diritto e la buona sanità un dovere.

Movimento Consumatori, Rossella Miracapillo
Associazione Genitori, Graziella Asseliti
Coordinamento delle Associazioni di Volontariato Andriesi “ La Città solidale”, Mario Ardito
Coordinamento comitati per Andria città sana, Antonio Carbone, Domenico Damiano Piscardi e Dino Leonetti