Andria: problematiche attuali nella cura ed assistenza del paziente cronico anziano. Incontro venerdì 7 giugno

Quello della sanità, oggi più che mai, è un tema molto sentito dai cittadini che vogliono difendere e tutelare il diritto alla salute, il loro diritto a vivere a lungo e meglio soprattutto quando parliamo della non autosufficienza che rappresenta un tema caldo del dibattito sulla riorganizzazione dei sistemi del welfare. Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione e l’impatto che la diffusione della fragilità hanno sugli equilibri delle famiglie e delle comunità locali, inducono a ridefinire strategie atte a risolvere o ridurre per gli anziani affetti da patologie croniche. In Puglia e nella Bat gli anziani cosiddetti “fragili” si attestano intorno al 40% di pazienti affetti da malattie croniche.

Il servizio sanitario pubblico, purtroppo, continua a scontare ritardi alla spesa sanitaria ed è in sofferenza con le tante difficoltà per l’accesso alle prestazioni di diagnostica, cura, assistenza sanitaria e socio sanitaria, per rispondere ai crescenti bisogni della popolazione soprattutto anziana, relativa ai cambiamenti demografici in atto già da tempo. Inevitabile, allora, porsi il problema: visto l’aumento dell’aspettativa di vita e considerato l’atomizzazione delle famiglie chi pagherà i costi parziali o totali della non autosufficienza? Di questo si parlerà in un incontro che si terrà venerdì 7 giugno ad Andria presso il Chiostro di San Francesco a partire dalle ore 17.00. Introdurrà i lavori, Felice Pelagio, segretario generale Spi Cgil Bat. Sono previsti i saluti del dott. Gaetano Tufariello, commissario prefettizio di Andria. Interverranno il dott. Michele Cannone, direttore RSA Andria Elleuno, il notaio Sabino Zinni, consigliere regionale, la dott.ssa Ottavia Matera, dirigente servizi sociali, il dott. Giuseppe Coratella, direttore distretto Asl/Bt, Giuseppe Deleonardis, segretario generale Cgil Bat. Conclude i lavori Filomena Principale, segretaria Spi Cgil Puglia. Modera Michela Alicino.

“Tutto questo ragionamento emerge dal fatto che non si attribuisce la dovuta importanza alla prevenzione di questi anziani con patologie croniche e né si comprende come regolarizzare tale materia, soprattutto in termini di investimenti, cura, assistenza e riabilitazione per aggredire il problema. Anzi, si rimarca la percezione di un peggioramento generale oltre che ritardi sulla continuità assistenziale, sulle cliniche-assistenziali connesse alla cronicità, all’assistenza domiciliare integrata, alla erogazione dei servizi distrettuali e specialistici. Oggi si evidenziano le criticità esistenti per l’attuazione dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali in favore di anziani non autosufficienti, disabili, portatori di patologie di disabilità mentale, ecc. che solo se inseriti in un percorso condiviso tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta (per esempio progetto SCAP), ambulatori per la cronicità, ospedali di comunità, strutture semi residenziali e residenziali accreditate con il servizio sanitario, potrà avere una efficiente rete dell’emergenza urgenza che valorizzi le nuove strutture territoriali dedicate all’emergenza come i punti di primo intervento territoriali. Sui soggetti non autosufficienti già da tempo ne è scaturita la giusta rivendicazione del sindacato unitario di categoria dei pensionati che ha contribuito con la raccolta di circa 31 mila firme a consegnare ai nostri pensionati ed anziani della Puglia una legge regionale sull’invecchiamento attivo, chiedendo altresì, un maggior potenziamento dei servizi sanitari soprattutto territoriali anche a causa dei vari piani di riordino ospedaliero che hanno prodotto chiusure e riconversioni di ospedali in Puglia e nel nostro territorio (Spinazzola, Minervino, Canosa, Trani) così come una maggiore integrazione socio sanitaria oltre ad una migliore organizzazione della rete dell’emergenza urgenza e del ruolo ospedale – territorio. Il tutto attenzionato già attraverso un protocollo di intesa firmato con la direzione generale della Asl/Bt finalizzato anche a ridurre ed eliminare l’annoso problema delle liste di attesa”, spiega Felice Pelagio.