Andria: rischio di depotenziamento dell’ospedale “Bonomo”. Nino Marmo scrive al Presidente Emiliano

Un regolamento emanato il 20 agosto che cancella la Direzione Sanitaria del “Bonomo” di Andria depotenziando ulteriormente il nostro presidio ospedaliero. Questo è stato capace di fare Emiliano, senza motivo, in pieno periodo feriale”. Nino Marmo scrive a Michele Emiliano sul Regolamento Regionale emanato di recente che penalizza Andria.

“Sento la necessità – si legge nella nota di Nino Marmodi richiamare la tua attenzione sull’Ospedale Bonomo di Andria, una struttura che nel corso degli anni, pur tra gravi difficoltà, si è sempre distinta per la qualità del servizio offerto e per l’alto livello dei medici, degli infermieri e di tutto il personale ospedaliero. Il Bonomo è un presidio fondamentale non solo per la città di Andria ma per l’intera provincia della BAT e francamente non riesco a capire perché, invece che potenziarlo, si continui a portare avanti un’ingiustificata, e grave, azione di depotenziamento.

Nello specifico, Presidente, mi riferisco alla modifica del regolamento regionale n 23/2019 avvenuta con la delibera n.14 del 20 agosto 2020 che ha di fatto eliminato la direzione sanitaria di presidio al Bonomo. È francamente inconcepibile che a un polo di emergenza urgenza come il Bonomo sia tolto il direttore sanitario, una figura importantissima per coordinare il lavoro dei medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Vorrei capire nel merito il perché di una tale decisione che, ripeto, non ha a mio parere alcuno fondamento logico.

Inoltre il direttore dell’Unità Operativa Complessa di neurochirurgia del “Bonomo”, Armando Rapanà, avendo vinto il concorso per l’ospedale di Avellino è in procinto di lasciare l’incarico ad Andria. Il dottor Rapanà, come certamente saprai, ha diretto, organizzato e rilanciato il reparto di neurochirurgia trattando con successo una casistica di elevata difficoltà e di notevole rilevanza scientifica. Anche in questo caso, Andria rischia un pericoloso arretramento del livello medico-chirurgico a danno dei pazienti. Per evitarlo spero in un tuo intervento, anche sollecitando il direttore generale a indire al più preso un concorso per il ruolo di primario di neurochirurgia. Nel frattempo, sarebbe opportuno che il dott. Rapanà fosse trattenuto ad Andria con una convenzione specifica per mantenere l’alto livello raggiunto dal reparto. In ultimo Presidente, siamo a conoscenza del fatto che stanno avvenendo nomine relative a Unità Semplici che riguardano la ASL e vorrei che vigilassi attentamente su questo perché mi preme ricordarti una cosa: la Sanità pubblica, si è sempre detto, deve essere al servizio dei cittadini, quanto più distante possibile dalla politica e non essere utilizzata come strumento per costruire clientele. Quindi, caro Presidente, forse è opportuno soprassedere.”

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