“Andria Risorgerà” – un cittadino fonda la sezione locale del partito di Pino Aprile per restituire speranza ai cittadini

“Mi capita spesso, passeggiando per la nostra città di osservare strade, vicoli, quartieri, di osservare la bellezza di Andria, molto spesso nascosta e poco valorizzata dagli stessi suoi concittadini, e di pensare, riflettere di come sarebbe potuta essere, di come sarebbe potuta migliorare negli ultimi vent’anni in termini di qualità della vita e servizi alla persona, di pensare a come i suoi stessi abitanti avrebbero potuto assumere comportamenti ed atteggiamenti diversi a difesa della propria città, di cura e rispetto: cosa che invece parte di essi sistematicamente disattendono sia per il loro alto grado di inciviltà, sia a causa di politiche sbagliate, di mancata vigilanza e controllo, di lassismo da parte degli amministratori e della pubblica amministrazione locale, in poche parole” – comincia così l’analisi di Riccardo Fortunato – (fondatore Circolo di Andria del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale, il partito fondato a livello nazionale dal noto scrittore e giornalista Pino Aprile). Nella sua analisi, Fortunato prosegue così:

“Capita spesso che mi guardi intorno e chieda a me stesso: “ma vivo in una città europea, una città evoluta ed attenta alla salute ed al benessere dei propri cittadini, impegnata nella salvaguardia dell’ambiente e della natura, dove “l’uomo”, l’essere umano viene posto al centro di qualsiasi azione politica …. od avviene il contrario?? Andria purtroppo è molto lontana dagli standard nazionali e soprattutto europei: non abbiamo nulla a che fare, almeno per il momento, con città della stessa dimensione per abitanti e territorio del nord Italia e/o nord Europa, di cui non mettiamo in pratica nulla di buono, non siamo in grado neanche di copiare i loro progetti e le loro idee più progressiste e vincenti. Per certi aspetti la città appare in devoluzione, quasi “sudamericanizzata”, un ambiente ostile, una rabbia sociale che si esprime in un modo di fare dei propri cittadini sbagliato e che molto spesso sfocia nell’illegalità “incosciente”, ma anche un operare della politica e delle istituzioni molto semplicistico, limitato al minimo sindacale, comportamenti menefreghisti da parte di tutti, disinteresse totale per la gestione della cosa pubblica, la salvaguardia dell’ambiente, degli spazi e dei beni pubblici, che dovrebbe contraddistinguere ogni comunità e paese che si rispetti, dove i singoli non prevaricano i diritti degli altri attuando comportamenti sbagliati e disonesti. Si avverte nell’aria: uno scollamento fra le Istituzioni che rappresentano i cittadini ed il cittadino stesso che si mostra arrabbiato, scontento, indolente ed insolente nei confronti della propria città attuando comportamenti “autolesionistici” se si pensa all’inquinamento ambientale, alla scorretta raccolta dei rifiuti, all’utilizzo sconsiderato degli autoveicoli e motoveicoli in città che crea disagio, traffico e ripercussione sulla salute di tutti” – ribadisce Fortunato, che prosegue:

“I giovani sono i primi che ci danno l’idea e che ci lanciano il segnale di come la società sia cambiata e con essa certi valori e principi solidi siano purtroppo venuti meno in una parte consistente di essa. Ma cosa è accaduto alla città negli ultimi anni da pregiudicarne la salute, il benessere ed il vivere civile, facendo precipitare Andria e la fantomatica Provincia Barletta-Andria-Trani agli ultimi posti come qualità della vita e benessere dei cittadini? Molti esperti economisti e sociologi s’interrogano sul tema, se lo chiederanno analizzando dati, statistiche e sondaggi. La risposta è semplice: il “nulla cosmico”. Si il nulla cosmico, quel senso di abbandono e solitudine, del “non cambierà mai nulla” che pervade cittadini giovani e meno giovani, oramai rassegnati ad assistere al decadimento andriese (e non solo di Andria), alle prese con lavoro che manca o mal retribuito (spesso in nero), servizi da “Città Europea” inesistenti, sanità, assistenza sociale, servizi alla persona e per la cura delle famiglie, assistenza al disagio giovanile e devianza minorile, ecc. ecc. sottodimensionati in base alle reali necessità della città e con standard qualitativi sistematicamente non sufficienti” – dichiara Fortunato, continuando:

Scuole che si trovano ad affrontare problematiche di ragazzi e giovani senza avere adeguati strumenti e finanziamenti, mancanza di supporto adeguato agli insegnanti per affrontare le criticità a cui giornalmente si trovano di fronte quando hanno a che fare con i casi più difficili e complicati di devianza giovanile. L’attuale stato delle cose, da sottolineare, non fa altro che innescare una spirale, un circolo vizioso, dove il tessuto sociale della città, presenta grosse e vistose criticità e che a causa di disservizi, incapacità, mancanza di infrastrutture e di adeguati finanziamenti, non vengono adeguatamente affrontate, per cui il risultato finale e che il malato non viene curato, per cui lo stesso si ammala sempre più. Questi sono dati incontrovertibili di cui tutti dispongono e che fotografano lo stato delle cose, questo è ciò che ci hanno lasciato le precedenti amministrazioni locali e Governi nazionali: una città ferma agli anni 80 – 90, una città immobile, anzi forse pure retrocessa, che non si è resa conto che nel frattempo il mondo stava cambiando e che bisognava adeguarsi, affrontare nuove sfide. La colpa di tutto questo non ricade certo su di un singolo amministratore, su di una persona in particolare, ma è tutta una classe politica che dimostra di aver fallito negli anni passati, per cattiva gestione, incompetenza, in alcuni casi anche causa evidenti fenomeni di corruzione, e non da ultimo il lassismo generale della macchina amministrativa”.

“Certo vi è anche da dire che, i nostri Amministratori locali, da una parte non sono stati in grado di gestire la complessa macchina amministrativa comunale, dall’altra, in tempi di ristrettezze economiche, si sono trovati anche di fronte al taglio dei finanziamenti pubblici per i servizi essenziali della città da parte dello Stato. Finanziamenti che si ridurranno ancor di più se i Governi centrali andranno avanti con le politiche e progetti scellerati di “Federalismo Fiscale” ed “Autonomia differenziata” che taluni partiti nazionali con in testa la Lega Nord intendono attuare per favorire regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le più ricche del Paese, a discapito delle regioni più povere e sottosviluppate del Paese e del meridione in particolare. Infatti una delle colpe che si può sollevare all’attuale classe politica meridionale e locale e di non aver mai battuto ciglio su tali decisioni politiche, argomenti scottanti sui quali hanno preferito tacere piuttosto che confrontarsi con l’opinione pubblica locale, che hanno previsto e prevederanno per il futuro tagli consistenti di spesa pubblica per le città ed i comuni più poveri, soprattutto del Sud Italia. Oggi, 27 gennaio (ndr: l’analisi di Fortunato è stata formulata nei giorni scorsi), la gente onesta e perbene della città scenderà in piazza e per le strade per manifestare, per chiedere il rispetto delle regole, per chiedere agli amministratori, per la verità sostituiti già da un bel po’ di mesi da un commissario prefettizio a seguito del dissesto dei conti pubblici del popoloso comune pugliese, maggiore attenzione alle politiche di tutela e salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, tutela del territorio ed ad una più attenta e scrupolosa gestione dei rifiuti locali. Tutto questo grazie all’opera volontaria di sensibilizzazione portata avanti da una quarantina di associazioni e liberi cittadini, costituitesi nel “Forum Ambiente e Salute di Andria” denominato “Ricorda e Rispetta”, associazioni e cittadini comuni stanchi dei “vedremo” e dei “non abbiamo mezzi/personale adeguato”, hanno deciso di continuare a lottare, di andare avanti, organizzando questa mobilitazione generale costituita di gente di buona volontà. Andria è una città da rifondare e riorganizzare, se vogliamo uscire dallo stato di degrado ed arretratezza in cui versa, con gravi problemi per la salute pubblica a causa di inquinamento dovuto a traffico veicolare, roghi illegali di materiale tossico e nocivo non meglio identificato, inquinamento da elettrosmog, cattiva gestione nella raccolta dei rifiuti, comportamenti illeciti e sconsiderati da parte di cittadini disonesti. Per la nostra Andria auspichiamo un futuro migliore, con progetti ad ampio respiro che facciano finalmente assumere alla città un aspetto europeo, degno della sua storia e del Paese Italia di cui fa pienamente parte. Una città dove i suoi abitanti assumano comportamenti corretti nella raccolta rifiuti, così come nell’utilizzo della propria auto, nel rispetto della comunità in cui vivono, nel rispetto degli altri, dove vengano potenziati e resi efficienti seriamente i mezzi del trasporto pubblico locale, oggi palesemente inutilizzati e inefficienti per il collegamento dei quartieri periferici con il centro della città, dove invece di strisce blu per il parcheggio a pagamento, vengono realizzati marciapiedi idonei per pedoni e piste ciclabili, visto che certe strade del centro risultano impraticabili per chi decide di muoversi a piedi e/o in bici, ad esempio. Una città dove venga rivisto il ciclo della raccolta dei rifiuti e degli scarti di lavorazione delle aziende, affinché vengano debellati una volta per tutte i fenomeni di cumuli di immondizie per le strade come in campagna, vengano debellati i roghi illegali e vengano perseguiti sempre i comportamenti illeciti ed incoscienti dei cittadini. Questo il nostro pensiero, questo il nostro agire politico: andremo avanti fino a quando non potremo dire un giorno di aver finalmente voltato pagina, di aver chiuso definitivamente con questo passato/presente disastroso ed inglorioso. Andria risorgerà – conclude Fortunato.