Andria: rubati ad una ragazza 100 ulivi appena piantati, “danno da 4.000 euro” – il video

Anna Fucci, 25 anni, ragioniera, da meno di un anno imprenditrice agricola con tanti sacrifici aveva messo da parte dei soldi e impiegato del tempo per piantare un centinaio di ulivi, tutti rubati in una sola notte. Un danno che ammonterebbe a circa 4.000 euro. Questo senza contare il danno morale a chi, giovane e piena di volontà, ha creduto nella sua terra piuttosto che fuggire.  Ai microfoni della Rai, Anna dichiara che “la nostra economia, il nostro territorio si basa sull’agricoltura, se a noi non ci pensa nessuno, non andiamo avanti”. 

Si registra un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo – rileva Coldiretti Bari e BAT – con furti quotidiani di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti (dalle olive all’uva alle mandorle, dall’olio al vino) e addirittura alberi. Non si tratta più soltanto di “ladri di polli” quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole. Tuttavia, i nostri giovani non devono fuggire dalla nostra terra e ne devono sentirsi abbattuti davanti all’ingiustizia. Vanno aiutati, incoraggiati e sostenuti. I cittadini onesti devono restare qui da noi, unire le forze e chiedere più controlli denunciando le ingiustizie. Questa è la nostra terra e dobbiamo difenderla dai predoni d’ogni tipo. Il video del Tgr:

“Questa volta è toccato ad una giovane imprenditrice agricola – denuncia il Delegato Confederale di Coldiretti Bari e BAT, Angelo Corsetti – che aveva appena messo a dimora 100 alberi di ulivo, spariti nel giro di una notte, lasciando solo pali e buche vuote. Uno scenario spettrale per la nostra produttrice olivicola che ha speso soldi, investito per migliorare la sua azienda e si ritrova con un pugno di mosche in mano, costretta a ricominciare a proprie spese. Va messo freno al contesto di grave impunità che scoraggia gli agricoltori anche dal denunciare gli episodi di criminalità di cui sono vittime ed è per questo che abbiamo più volte richiesto l’intervento dell’Esercito, perché il presidio nelle aree rurali divenga più ferreo, auspicando una collaborazione stringente con i Consorzi nella vigilanza delle campagne, senza che venga interrotto il percorso già intrapreso di accorpamento dei Consorzi minori, al fine di incrementare ed ottimizzare il servizio di vigilanza campestre reso all’utenza e un coordinamento delle attività di presidio e vigilanza tra le forze dell’ordine e la Federazione regionale dei Consorzi di Vigilanza campestre che annovera 2 consorzi a Taranto, 1 a Brindisi, 4 a Lecce, 12 a Foggia, 8 nella BAT e 30 a Bari”.

Per questo Coldiretti Puglia ha chiesto di accendere i riflettori del Ministero degli Interni sul ‘caso Puglia’ e sui fenomeni di criminalità così frequenti nelle aree rurali, tanto da allertare il Ministro Minniti, sollecitato dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, segnatamente dal presidente del comitato scientifico, l’ex Procuratore Gian Carlo Caselli e dall’ex Procuratore Cataldo Motta, perché sia attivata una cabina di regia con le Prefetture della Puglia. Un dettaglio del furto avvenuto ad Andria:

“Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi – aggiunge Vito Amendolara, Delegato confederale delle articolazioni territoriali di Coldiretti Bari e BAT – è divenuto così pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori. Ci siamo impegnati a sensibilizzare i coltivatori affinchè presentino regolare denuncia, in modo da aiutare le forze dell’ordine. I furti di olive, rame e mezzi agricoli, taglio di ulivi monumentali per rivendere la legna a pochi spiccioli sono all’ordine del giorno. In questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività”. 

Il fenomeno della criminalità legato al danneggiamento del settore agricolo nel territorio era già stato ampiamente segnalato anche dal C.L.A., il Comitato Liberi Agricoltori Andriesi, che in più comunicati aveva messo in guardia le istituzioni locali sulla problematica inviando anche foto e video che testimoniavano il parziale danneggiamento dei raccolti ad opera di ignoti (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni, immagini e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui oppure scrivendoci anche all’indirizzo redazione@videoandria.com).