Andria: scaduta l’ordinanza Sindacale, i parchi tornano di fatto fruibili mentre la Scienza dice che il rischio di contagio all’aperto diminuisce nei luoghi ventilati e illuminati dai raggi solari

I parchi di Andria – compresi la villa comunale ed il Parco IV Novembre – risultano nuovamente frequentabili dai cittadini. Oltre al dato di fatto, anche la semplice questione burocratica:

Come riportato dal sito web del Comune di Andria, infatti, la proroga dell’ordinanza sindacale – che prevedeva la chiusura al pubblico della villa comunale ed una serie di restrizioni volte a contrastare il fenomeno degli assembramenti nel delicato periodo di emergenza sanitaria – è terminata lo scorso 19 aprile 2021. Attualmente, l’amministrazione comunale non ha emanato ulteriori proroghe e pertanto i parchi cittadini risultano nuovamente frequentabili. Il tutto era partito da una serie di segnalazioni di cittadini che in diversi casi avevano segnalato assembramenti nelle piazze e nelle aree verdi, fenomeni che avevano spinto il Sindaco ad intervenire con nuove chiusure. Chiuso – almeno per ora – il capitolo delle restrizioni nei parchi, la città si prepara ad un graduale (seppur molto difficile) ripristino della normalità:

Si comincierà con il ritorno del mercato settimanale previsto per la giornata di domani 26 aprile 2021, quando l’intera regione Puglia tornerà in fascia arancione. Seppur importante monitorare costantemente la situazione dei contagi, è anche opportuno ricordare come oramai, a distanza di circa un anno dall’emergenza coronavirus, svariati studi scientifici abbiano confermato come siano proprio i luoghi poco ventilati a rappresentare l’ambiente ideale per l’insorgenza dell’infezione. I luoghi al chiuso, dunque, sono ben più a rischio di quelli all’aperto, dove invece i virus vengono facilmente spazzati dalle correnti e neutralizzati dai raggi solari. Nel contesto nazionale, inoltre, la chiusura delle aree all’aperto non sembra abbia influito in una auspicata riduzione dei contagi, molto probabilmente perché i cittadini hanno optato per incontri al chiuso, peggiorando la situazione anziché migliorarla. Quella della chiusura dei parchi, quindi, potrebbe aver rappresentato persino una strategia controproducente, sempre se si tiene conto della distinzione di far rispettare il distanziamento sociale dal diritto di poter usufruire di un luogo pubblico in pieno rispetto delle norme anti-contagio. Proprio nella giornata della Festa della Liberazione, ci piace quindi pensare che la politica del territorio possa rilanciare i diritti costituzionali: sia investendo sul sistema sanitario (potenziamento dei posti letto ma anche dell’assistenza domiciliare) che garantendo ai cittadini l’utilizzo del patrimonio pubblico come i parchi, luoghi essenziali per il benessere psicofisico. Diversamente, si commetterebbero nuovamente gli errori già fatti l’anno scorso, quando il lockdown forzato non ha comunque portato alla scomparsa del virus.

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