A distanza di anni dall’installazione, ci risiamo: anche nel periodo natalizio i vandali continuano a prendere di mira l’armadietto della linea telefonica ed internet situato sul marciapiedi pubblico all’altezza dell’incrocio tra via Felice Cavallotti e via Nicola Balenzano, zona molto frequentata da ragazzini che spesso abbandonano i propri rifiuti per strada. Una zona videosorveglianza da numerose telecamere di sicurezza. Nonostante i controlli delle Forze dell’Ordine, qualcuno riesce spesso a riaprire lo sportello dell’importanze manufatto, danneggiandolo. In alcune circostanze – ci segnalano i residenti della zona – il danneggiamento sembra abbia provocato la temporanea interruzione del servizio della linea internet, con disagi per coloro che usufruiscono del servizio a pagamento, anche per questioni di lavoro. Dopo una “pausa” di qualche mese dalla prima segnalazione risalente al 2022 e dalla seconda risalente al 2024, i vandali ci riprovano ancora: nel 2025, sono oramai mesi che l’armadietto viene richiuso dai pazienti tecnici incaricati e quasi periodicamente riaperto da soggetti che agiscono ripetutamente, apparentemente impuniti. Qualche settimana fa, sullo stesso armadietto era comparso anche l’avviso della presenza di telecamere interne ed un nastro di delimitazione: non sono bastati a fermare l’inciviltà di chi andrebbe chiamato a ripagare i numerosi danni causati ad un intero isolato. «Sono minorenni? Non c’è problema: che paghino i genitori i danni causati» – ha commentato uno dei residenti che auspica l’inasprimento delle pene anche per i soggetti sotto i 18 anni. Un fenomeno, quello dell’illegalità estesa agli adolescenti, che ha spinto persino una rappresentante della Camera dei Deputati a proporre la riduzione dell’impuniiblità dei minori a 13 anni. E’ chiaro, comunque, che solo le indagini approfondite delle Forze dell’Ordine potranno confermare l’età anagrafica dei responsabili di questi danneggiamenti, anche se non farebbe grossa differenza: si tratta di un danno odioso e vigliacco, a prescindere di chi lo provoca. A questo, poi, si aggiungono frequenti schiamazzi notturni e abbandono di rifiuti che mettono a dura prova lo stato d’animo di bambini, anziani e lavoratori. I residenti chiedono quindi l’intensificazione dei controlli – possibilmente attraverso mirati controlli a turno tra le varie Forze di Polizia – quindi il ripristino della normalità ed magari anche un esemplare risarcimento dei danni direttamente da parte dei responsabili, chiamati a riflettere sulle proprie responsabilità. Occorre inoltre tener presente che il danneggiamento di una cabina internet (o di qualsiasi infrastruttura di telecomunicazioni ad essa assimilabile) in Italia è considerato a tutti gli effetti un reato penale, e non un semplice illecito civile o amministrativo, specialmente se l’infrastruttura è destinata a un servizio di pubblica utilità. Tale tipologia di reato può concludersi anche con la pena del carcere dai tre agli otto anni di detenzione (il riferimento è al “Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblico interesse (art. 635-quinquies c.p.) [articolo modificato dalla Legge n. 90/2024]“). La legge italiana prevede sanzioni severe proprio perché tali atti non ledono solo il patrimonio di un’azienda privata, ma interrompono un servizio essenziale per l’intera collettività. In gioco non vi è solo la qualità di vita delle famiglie ma anche quella delle numerose attività commerciali della zona e quindi della reputazione della stessa. Intanto, anche sabato 27 dicembre, lo scenario al quale siamo stati costretti ad assistere è stato il seguente:
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