Dott. Di Fazio: “piombo nella frutta esposta vicino ai gas di scarico”

C’è del piombo nella frutta e nella verdura esposti nei pressi delle strade trafficate. A sostenerlo è anche il dott. Pasquale Di Fazio (direttore del dipartimento di Medicina Nucleare dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta) nel corso di una trasmissione dell’emittente televisiva Telesveva. L’argomento è stato affrontato con particolare attenzione sulla città di Andria, la cui amministrazione cittadine da alcune settimane ha intensificato i controlli contro venditori abusivi e coloro che espongono la merce sui marciapiedi, effettuando di fatto un’occupazione di suolo pubblico non autorizzata. Continua così la polemica tra fruttivendoli (che non hanno alcuna intenzione di essere accusati  come “avvelenatori”). 

Secondo gli studi scientifici, il piombo può attraversare sia la barriera ematoencefalica che la placenta, quindi molta attenzione va posto nelle donne in gravidanza. Questo metallo si va a depositare a livello osseo, a livello del SNC (corteccia, cervelletto) e a livello del torrente sanguigno. A livello ematico, il piombo provoca una forma anemica, perché compromette la formazione di emoglobina. Viene eliminato dal nostro organismo tramite le urine e le feci. Il piombo, oltre al legame con i gruppi -SH delle proteine, va sostituire il Ca2+ in tutte le funzioni biologiche cui è preposto. Questo minerale, ad esempio, è indispensabile per i processi enzimatici, per la contrazione muscolare ed infine per i processi di  neurotrasmissione. L’intossicazione più probabile è quella cronica, perché è molto difficile entrare a contatto con quantità di piombo talmente grandi da provocare tossicità acuta. Nell’intossicazione cronica l’apparato maggiormente colpito è quello nervoso centrale (encefalopatia saturnina), ma vengono coinvolti anche gli apparati renale, gastrointestinale, emopoietico e riproduttivo (sia maschile che femminile).  Un avvelenamento da piombo potrebbe inoltre innescare i meccanismi capaci di scaturire patologie neoplastiche (cancro). È in quest’ottica che due alunne della 4^B dell’Indirizzo Promozione Commerciale Pubblicitaria, Claudia Nevola e Giorgia Romanelli, hanno ideato il marchio “Buoni dentro”, che ha lo scopo di promuovere i prodotti ortofrutticoli non esposti all’esterno, dove subiscono la contaminazione di agenti inquinanti nocivi per la salute. L’iniziativa è stata sostenuta anche dall’associazione Onda d’Urto – uniti contro il cancro ONLUS, oltre che da 3Place e Tutt’Altro. 

Non ci stiamo ad essere considerati gli avvelenatori dei cittadini” – hanno invece tuonato Giacinto Capogna, Fida Confcommercio e Claudio Sinisi, Confcommercio Andria) difendendo il settore che rappresentano. Nel comunicato diffuso oggi, le due associazioni hanno dichiarato di voler incontrare l’assessore Pierpaolo Matera per garantire la salute dei cittadini senza però mortificare il settore. Tuttavia, occorre precisare che le operazioni non sarebbero a contrasto dei lavoratori onesti ma piuttosto contro chi espone la merce nella direzione delle aree dove le auto emettono gas di scarico. Il video diffuso da Telesveva:

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