Andria, Tele Dehon annuncia: “nessun esponente del Movimento 5 Stelle sarà piu’ accolto e ascoltato da questa emittente” – video

“Da questo momento nessun esponente del Movimento 5 Stelle sarà piu’ accolto e ascoltato da questa emittente. Noi in nome dell’emergenza democratica che sta emergendo in questo paese continueremo a svolgere il nostro lavoro a vantaggio dei cittadini. Non chiniamo la testa davanti ad alcuna dittatura – è il messaggio trasmesso nel corso di un notiziario dall’emittente televisiva Tele Dehon, con sede ad Andria. TELE DEHON, lo ricordiamo, è l’emittente della Provincia Italiana Meridionale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, meglio conosciuti con il nome di Padri Dehoniani. TELE DEHON ha iniziato le sue trasmissioni il 3 maggio 1978 dal santuario del SS. Salvatore di Andria (BT), dietro l’esperienza radiofonica di Radio CHRISTUS, con l’idea di dare un volto ai suoi programmi.

Motivo della censura intenzionale nei confronti del Movimento 5 Stelle è la nuova legge riguardante i fondi destinati all’editoria. Secondo il M5S fondato da Beppe Grillo, la legge è l’esito conclusivo di una lunga battaglia partita dal lontano 2008 con il V2-Day, che prevedeva proprio il taglio dei fondi pubblici all’editoria italiana. Dalla legge viene stabilita la riduzione progressiva dei contributi diretti all’editoria dal prossimo anno fino all’azzeramento dei finanziamenti nel 2022. Spazio anche per lo stop definitivo agli incroci proprietari tra televisione e comunicazione ed editoria: si impedisce sia alle imprese che esercitano l’attivita’ televisiva, con ricavi superiori all’8% del Sistema Integrato delle Comunicazioni, che alle imprese del settore delle comunicazioni elettroniche che detengono una quota superiore al 40% dei ricavi di settore, di acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani o partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di quotidiani, esclusi i quotidiani diffusi unicamente in modalita’ elettronica. Ma l’accusa dei giornalisti nei confronti del M5S, sarebbe quella di una ridistribuzione scorretta dei fondi, basata su presunte “discrezioni politiche“. Una ricostruzione totalmente non condivisa dagli esponenti del M5S che invece ribadiscono una legge semplicemente basata su un mandato elettorale. Video:

“E poi resti basito. Scopri che una tv locale del tuo territorio attacca il MoVimento 5 Stelle (stiamo governando da soli?) per aver tagliato i fondi all’editoria (azzeriamo in tre anni i fondi all’editoria nazionale come da programma votato dai cittadini) e per questo annuncia che NON OSPITERA’ MAI PIU’ ALCUN MEMBRO DEL MOVIMENTO 5 STELLEriporta sui social il deputato andriese Giuseppe D’Ambrosio (M5S).

“Vabbè, ce ne faremo una ragione, ma qualcuno può cortesemente avvisarli che non viene modificato in alcun modo proprio il “Regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali”, n.564 del 20 Luglio 2017 approvato dal Governo Gentiloni (PD)? Se vi state ribellando per questo provvedimento, vuol dire che questo editoriale andava fatto a Luglio 2017? E che magari le critiche andavano prima rivolte al Governo Gentiloni ed al PD? E che quindi non inviteranno mai più nemmeno alcun membro del PD? Strani misteri della fede verrebbe da dire…” – conclude D’Ambrosio.