Andria-Trani e il ponte che non c’è

lavori andria traniAvrebbe dovuto risolvere soprattutto i problemi di sicurezza e di eccesso di viabilità la tanto attesa “nuova” strada Andria-Trani ma tutte le attese rischiano di essere vanificate come quelle decine di milioni di euro stanziati per l’opera. Monta la protesta ed a protestare sono proprio coloro che da quei lavori avrebbero dovuto trarne benefici ma pare che le cose stiano diversamente.

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Sabato mattina è stato il Presidente di UNIMPRESA Bat, Savino Montaruli, ad essere contattato proprio da coloro che stanno in queste ore manifestando il loro dissenso e la loro preoccupazione dovuta alla mancata realizzazione di ciò che dovrebbe essere un “accessorio” naturale ed indispensabile cioè un ponte che consenta l’inversione di marcia.

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Quel ponte, seppur previsto, non vedrà la luce a causa di una modifica apportata al Piano originario dei lavori. Gli Imprenditori e l’Associazione di Categoria con sede provinciale ad Andria vogliono vederci chiaro ed è perciò che nelle prossime ore saranno avviati approfondimenti tecnico-legali per comprendere cosa sia accaduto al progetto originario. Si potrebbe andare anche verso la costituzione in Comitato.

“Gli imprenditori con i loro opifici e le loro aziende allocate su quella strada stanno subendo enormi danni dovuti all’esecuzione dei lavori in corso ed il sol pensiero che quel ponte per l’inversione di marcia all’altezza del semaforo non rientri più tra le opere da realizzare nell’imminenza si abbatte come un macigno inatteso. E’ impensabile che le operazioni di carico e scarico delle merci ma anche il personale, i titolari e l’indotto che si reca quotidianamente in quelle aziende e che quotidianamente, per più volte al giorno, è costretto a recarsi ad Andria o a Trani per motivi logistici, organizzativi, disbrigo pratiche, rapporti bancari, rapporti amministrativi e fiscali, debbano percorrere l’intero tratto stradale per recarsi in azienda e poi arrivare addirittura fino in città per riprendere la stessa strada al contrario e ripercorrerla interamente. Una follia. Un deterrente pericolosissimo che metterebbe in alcuni casi addirittura a rischio la sopravvivenza di alcune aziende”.

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Queste le riflessioni fatte sabato mattina con il presidente UNIBAT. Gli Imprenditori hanno poi fatto notare gli ulteriori disagi causati dalla difficoltà di manovra per gli automezzi più ingombranti, quindi Tir ed autoarticolati, bilici e autotreni che scaricano e caricano le merci in quelle aziende in quanto le complanari sono assolutamente insufficienti per tale scopo e alcuni danni si sono già verificati.

“Gli uffici stanno lavorando per una soluzione” – fa nel frattempo sapere il Sindaco di Andria e nuovo Presidente della Provincia BAT, Nicola Giorgino, come riportato da questo servizio televisivo locale (Fonte Canale YouTube di Tele Dehon):

Savino-MontaruliAL termine dell‘incontro di sabato è stato lo stesso presidente UNIBAT Montaruli a rilasciare alcune dichiarazioni affermando: “un’altra di quelle situazioni assurde ed incomprensibili. Un’altra decisione consumatasi all’oscuro, senza un minimo di concertazione e senza alcun coinvolgimento. Oggi queste decine di imprenditori si trovano di fronte ad una decisione penalizzante ed assurda e ancora una volta si pentono di aver investito in questo territorio mentre oltre vent’anni fa altri colleghi preferivano insediare le proprie aziende altrove. E’ inconcepibile che solo oggi si venga a dire che durante i lavori siano state rilevate difficoltà che impedirebbero tale realizzazione imprescindibile. Si parla Sede Provinciale della necessità di reperire ulteriori finanziamenti per completare l’opera ma fare un’affermazione del genere, in questo periodo storico ed in una situazione così delicata e precaria anche per quel che resta della cosiddetta Provincia Bat, ha tutto il sapore di un’ulteriore beffa. Queste improvvisazioni sono intollerabili e non possono appartenere al mondo dell’impresa che richiede certezze e soprattutto infrastrutture e servizi efficienti ma la politica ed i burocrati a questo non pensano mentre pensano di poter continuare a chiudersi in se stessi e ad ignorare che le loro decisioni, le loro cattive decisioni influiscono sul presente e sul futuro delle persone, dell’economia locale, dello sviluppo del territorio e del progresso. Se l’obiettivo era quello di snellire il traffico, di consentire risparmi in termini di consumi, di aumentare le condizioni di sicurezza per utenti e per gli imprenditori allora, dopo la cancellazione del ponte di inversione, si può dire che tutti gli obiettivi prefissati vengono completamente disattesi, anzi si aumentano tutte quelle motivazioni alla base dell’opera che a questo punto avrebbe anche potuto essere risparmiata– ha concluso Montaruli.