Andria: trovata la mamma dei cuccioli fotografati tra la neve. Tentava di ripararsi tra i rifiuti – il VIDEO e le FOTO – recuperati 22 cuccioli in tre giorni di neve

Il caso che ha fatto tanto indignare l’opinione pubblica in questi giorni di neve è finalmente giunto al termine, come al solito non grazie a chi sarebbe tenuto a farlo, bensì grazie alla buona volontà di semplici cittadini: la cagna fotografata con dei cuccioli in Contrada Troianelli è salva. Lo rende noto ancora una volta l’instancabile volontaria andriese Maria Mosca, che ha trovato il cane tra i rifiuti assieme ad altri due cani adulti e ad altri sette cuccioli.

Se sommassimo il numero dei cuccioli salvati dal freddo e dal ghiaccio di questi giorni sempre dagli stessi volontari, in circa tre giorni di volontariato ed attivismo, sarebbero ben 22 i cuccioli salvati solo nella suddetta Contrada. Qui sotto un breve video che documenta il salvataggio tra il ghiaccio e i rifiuti:

 

Posted by Maria Mosca on Monday, January 9, 2017

In un altro video, viene documentata la presenza di altri cani, in condizioni igieniche-sanitarie critiche ed abbandonati a se stessi:

 

Posted by Maria Mosca on Monday, January 9, 2017

ed ecco gli altri cuccioli salvati tra il ghiaccio e i rifiuti:

Secondo una prima analisi sugli esemplari, i volontari, hanno constatato che i cani sono malati, probabilmente affetti da rogna e che alcuni degli esemplari adulti ritrovati hanno a loro volta probabilmente partorito altri cuccioli alcuni mesi fa.

I volontari lamentano proprio la mancanza di una campagna esaustiva di sterilizzazione dei randagi, che sta portando ad un aumento delle cucciolate impossibile da gestire. Già il giorno precedente, Maria Mosca ci aveva fatto sapere che gli animali non sterilizzati erano già stati segnalati alle autorità nel mese di ottobre 2016, eppure, a distanza di mesi, quei cani non sono stati sterilizzati producendo altre cucciolate che, se non fosse stato per l’intervento dei volenterosi e sensibili cittadini, avrebbero a loro volta prodotto altre cucciolate e così via all’infinito. Qui sotto vengono documentati i primi interventi medici a cura di un veterinario:

un cucciolo viene esaminato:

i cuccioli:

Tra la neve, uno degli altri cani salvati con evidenti segni di una gravidanza recente:

L’altro dettaglio drammatico è vedere lo stato di degrado ambientale in cui versano alcune aree periferiche del territorio: nelle foto è infatti evidente una vasta presenza di rifiuti di ogni genere. Dalle buste dell’indifferenziato (che ancora troppi concittadini zozzoni ed ignoranti gettano noncuranti dei rischi igienico-sanitari ed ambientali che comportano all’intero territorio) sino ai copertoni d’auto. Insomma, ci dispiace dirlo, ma un vero e proprio schifo che indignerebbe chiunque.

Siamo certi che dopo queste segnalazioni, le istituzioni, gli enti  e  quindi le autorità competenti si attivino anzitutto per assicurare un programma finalizzato al controllo e monitoraggio dei cani randagi e poi quindi anche alle sanzioni su chi abbandona rifiuti, un reato punibile dalla legge oltre che sanzionabile dall’amministrazione comunale.

Dopotutto, se dei cittadini volontari sono riusciti a trarre in salvo questi cani, non è concepibile come non possa farlo anche chi di dovere è tenuto per legge ad agire. I cittadini volontari come Maria Mosca hanno agito mettendo in gioco il loro tempo e le loro risorse. Non è giusto che la situazione rimanga tale.

Non ci stancheremo mai di dirlo: il timore è infatti che possano esserci altri cani li fuori, forse anche altre cucciolate. Se non si agirà presto, questi cuccioli, una volta raggiunta l’età adulta, potrebbero nuovamente accoppiarsi e quindi produrre altre cucciolate, aumentando il fenomeno del randagismo, con ulteriori costi anche per la gestione.

La prevenzione attraverso continui controlli, abbinata alla collaborazione attiva di associazioni e volontari, potrebbe facilmente risolvere questa problematica che dura oramai da troppi anni. Andria ha un’estensione territoriale enorme, circa tre volte quella di Bari, e il fenomeno del randagismo comprende anche le contrade, come anche l’area turistica di Castel del Monte.

Al termine della scorsa estate, anche grazie all’intervento del prof. Francesco Martiradonna, gli uffici preposti avevano finalmente attuato un programma di gestione, cura e sterilizzazione dei randagi nella zona di Castel del Monte. Ma come documentato in questi giorni, ci sono ancora tanti, troppi cani non sterilizzati e randagi che durante il periodo invernale subiscono freddo e malattie.

L’appello alle istituzioni non vuole essere quindi una critica fine a se stessa o a speculazioni politiche (le poltrone non ci interessano e siamo certi, anche ai volontari che agiscono senza soldi e con risorse proprie) bensì ad attivarsi, magari anche con una tavola rotonda invitando associazioni animaliste ed ambientaliste e singoli cittadini, al fine di migliorare il programma di gestione e perché no, anche valutare l’ipotesi di recuperare una struttura di proprietà comunale per assistere gli animali in difficoltà come sostegno ai canili già esistenti. Ringrazierebbero sia gli animali che la cittadinanza intera.

Sui social è cominciata una gara di solidarietà per raccogliere risorse e beni di prima necessità, ma non si può andare avanti così. I volontari non solo agiscono per conto proprio ma spesso vengono persino criticati, mentre le soluzioni a lungo termine, come tutti sappiamo, sarebbero ben altre ed applicabili dalle istituzioni preposte. L’emergenza neve sta per terminare, quella dei rifiuti e del freddo no. Una volta sciolto il ghiaccio nessuno avrà più nessuna scusa: il problema è stato più volte segnalato, ora attende di essere risolto a lungo termine.

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