Andria: ventata di novità al quartiere San Valentino. Il Comitato elenca 10 richieste rivolte alle istituzioni

Avvicendamenti importanti nelle istituzioni civili e religiose del Quartiere San Valentino di Andria. L’Istituzione scolastica vede avvicendarsi alla dirigenza la dott.ssa Celestina Martinelli che prende il posto della dott.ssa Rosanna Palmulli mentre alla Parrocchia San Riccardo don Michelangelo Tondolo prende il posto di don Giuseppe Zingaro. Una ventata di novità e di freschezza che il Comitato di Quartiere San Valentino ha accolto con estremo entusiasmo.

Il Presidente Pietro Carnicelli ha dichiarato: “in un quartiere come il nostro, ancora oggi più abbandonato che mai e con prospettive di degrado crescenti, anche alla luce della drammatica condizione fallimentare del comune di Andria, l’arrivo della dott.ssa Martinelli e di don Michelangelo rappresentano una novità molto importante. Infatti in un’area urbana di Andria, una delle più popolose con il Quartiere Europa, l’assenza delle istituzioni si vede e si sente fortissima. Qualche presidio di legalità e di rappresentanza era pur stato insediato ma è durato il tempo di una fumata di sigaretta per poi sparire del tutto. Ufficio staccato dell’Anagrafe, della Polizia Municipale ed ora anche qualche minima struttura sportiva sono svanite nel nulla come lo sono state le promesse elettorali di chi si è per anni, per decenni, abbeverato alle nostre mammelle piene di voti che hanno consentito a taluni di godere di privilegi forse senza neppure averne merito”.

“Alla dott.ssa Martinelli diciamo che la sua venuta, a distanza di poche settimane dal suo insediamento, è stata gradita a noi e a tutto l’apparato scolastico che sta apprezzando moltissimo la sua impostazione didattica ed organizzativa. Era ora che un segnale in tal senso giungesse per dare un futuro migliore ai nostri figli e nipoti, dal punto di vista educativo.”
A dare il saluto cordiale a don Michelangelo ci pensa il segretario del Comitato, Riccardo Anzioso, che ha dichiarato: “per quanto riguarda gli attestati di stima e di vicinanza a don Giuseppe Zingaro abbiamo scritto tantissimo e non possiamo che ribadire il nostro affetto nei suoi confronti. A don Michelangelo diciamo sin da ora di non demordere e non demoralizzarsi. E’ facile nel nostro quartiere sentirsi soli ed abbandonati e non è un’impressione ma la cruda realtà. Don Michelangelo deve essere consapevole di vivere in zona di frontiera e farsi carico di problemi sociali enormi mai risolti. Siamo fiduciosi che la sua voglia di fare, già subito dimostrata in concreto, sarà la svolta per il riscatto atteso da quarant’anni. Ora è il tempo di dire basta e soprattutto di affermare con decisionismo che il tempo delle bugie, delle menzogne e delle false promesse è definitivamente scaduto. Chiunque, d’ora innanzi, voglia affacciarsi al nostro quartiere sappia che non troverà più né comprensione, né vicinanza per quelle istituzioni che continuano a deluderci. Continueremo a credere, invece, alle Agenzie educative a noi vicine. A quelle e solo a quelle daremo ancora fiducia e credito”.

Intanto il Consiglio Direttivo del Comitato di Quartiere ha deliberato una serie di richieste di interventi urgenti che si elencano in:

  • 1. attivazione di un mercatino di quartiere, già previsto ma mai realizzato su strada mentre quello crollato è ancora una maceria abbandonata e pericolosa;
  • 2. parco giochi attrezzato per bambini, in modo da ridare dignità al quartiere e rimuovere la profonda ed illegittima discriminazione con altre zone della città;
  • 3. la installazione di fontane pubbliche in modo da evitare che i residenti percorrano chilometri per approvvigionarsi di acqua pubblica;
  • 4. potenziamento del servizio pubblico di trasporto;
  • 5. istituzione di Presidio medico di emergenza sanitaria di prossimità;
  • 6. istituzione di uffici pubblici e postali per servizi di prossimità;
  • 7. istituzione di un C.U.P. Asl per servizio pagamenti ticket e prenotazioni sanitarie;
  • 8. adeguamento del sistema di illuminazione pubblica e ripristino o installazione di corpi illuminanti necessari anche per la sicurezza urbana;
  • 9. allestimento di un presidio di sicurezza con Vigile di quartiere stanziale e soprattutto in servizio prolungato;
  • 10. istituzione di un Centro di Ascolto e Centro Famiglie per contrasto al disagio familiare e psicologico, con interventi mirati a fronteggiare la problematica relativa al gravissimo disagio minorile nel quartiere.
    “Un elenco lungo, lunghissimo che potrebbe continuare. Se dopo quarant’anni nulla di tutto questo è stato realizzato allora significa che l’incapacità di amministratori comunali, politici e dirigenti burocrati è stato assoluto e assolutamente inconsistente quindi tutti costoro si ritengano essere stati inutili”– concludono i rappresentanti del Comitato di Quartiere San Valentino di Andria.